Inchiesta "Why Not", chiuse indagini. Chiesta l'archiviazione per l'ex premier

scritto da La Stampa il .

Inviati 106 avvisi di conclusione. Romano Prodi sarebbe escluso...


CATANZARO
La Procura generale di Catanzaro, ha chiuso le indagini sull'inchiesta Why Not. Da fonti giudiziarie si è appreso che la chiusura indagini sarebbe stata notificata a circa 100 persone e tra questi non figurerebbe l'ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, per cui la Procura avrebbe chiesto, sempre secondo quanto trapela dagli uffici catanzaresi, l'archiviazione.

Tra i destinatari della conclusione indagini ci sarebbero il deputato Giovanni Dima, del Pdl, ex consigliere regionale calabrese di An; il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, l'ex presidente, Giuseppe Chiaravalloti, il capogruppo del Pd alla Regione ed ex vice presidente della Giunta, Nicola Adamo; sua moglie Enza Bruno Bossio; il consigliere regionale ed imprenditore Sergio Abramo, candidato del centrodestra alle presidenza della Regione nelle elezioni del 2005; l'ex consigliere regionale Domenico Basile, di An; l'ex consigliere regionale dell'Udc Dioniso Gallo; il consigliere regionale di Fi Giuseppe Gentile; gli assessori regionali Luigi Incarnato dello Sdi e Mario Pirillo del Pd; l'ex assessore alla sanità Giovanni Luzzo, dell'Udc; il consigliere regionale di An Franco Morelli; l'ex parlamentare dell'Udeur Ennio Morrone; il consigliere regionale di Fi Antonio Pizzini; il consigliere regionale di An, Antonio Sarra; l'ex assessore regionale all'ambiente de Verdi Diego Tommasi, e l'ex assessore regionale dell'Udeur Pasquale Maria Tripodi.

Gli indagati avranno 20 giorni di tempo dalla notifica per chiedere di essere sentiti o per depositare memorie difensive. Quindi la Procura generale deciderà se chiedere il rinvio a giudizio od il proscioglimento dei singoli indagati. Nell'atto, previsto dal codice di procedura penale come atto conclusivo delle indagini preliminari, sono ipotizzati, a vario titolo, numerosi reati: dall'associazione per delinquere all'abuso d'ufficio e alla turbata libertà degli incanti, dalla truffa alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, dalla frode nelle pubbliche forniture al peculato, dalla corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio all'istigazione alla corruzione, dall'estorsione alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Nel provvedimento gli indagati sono raggruppati per capitoli in relazione alla vicenda che li riguarda, con l'enunciazione dell'ipotesi di accusa. Alcuni indagati sono accusati di più reati.

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