Dams, più professori che matricole in aula

scritto da Il Secolo XIX il .

C'è un corso di laurea in cui il numero dei professori supera quello delle matricole, ossia dei nuovi iscritti. È il Dams di Imperia, l'Università dello spettacolo. I docenti sono 47. E gli studenti del primo anno? Ne dichiara 46 il neo-presidente Roberto Trovato, anche se i dati ufficiali dell'Ateneo ne registravano solo 33 al 30 novembre. Quali le ragioni del tracollo di un corso che, inaugurato nel 2000 con ben altre cifre (160 iscritti) sembra oggi in crisi? Lo scarso collegamento con la vocazione del territorio (eppure la Sanremo del Festival e del Premio Tenco è a due passi) ma anche la mancanza di residenze per gli studenti. Così dopo il flop si cerca di ripartire dall'entusiasmo del nuovo presidente dei corsi di laurea e dei ragazzi...


Perché il Dams, laurea in discipline dell'arte, della musica e dello spettacolo, sia passato dalle 160 matricole dei tempi d'oro agli scarsi numeri di oggi, non può esser chiesto a Roberto Trovato. Almeno, non a muso duro. Perché Trovato, associato e docente di Drammaturgia e Istituzioni di regia, è appena diventato presidente dei due corsi di laurea imperiesi, il triennale e la specialistica di due anni in Scienze dello spettacolo. Anzi, lui si danna l'anima per risollevare le sorti del Dams, con la parlantina sciolta e quei capelli dritti in testa che sembra lo scienziato di Ritorno al futuro. Quante sono le matricole di quest'anno? Trovato spara sicuro 46 e non c'è ragione di non credergli. Anche se la richiesta inoltrata dal Secolo XIX al Dipartimento affari generali dell'Ateneo dà una risposta diversa: «si comunica che gli immatricolati rilevati in data 30.11.2008, al corso di studi "Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo" (Dams) della Facoltà di Lettere e filosofia, sede di Imperia, sono 33». Ma, come spiega la stessa nota, «le iscrizioni non sono ancora chiuse» e può darsi che la caparbietà del neo-presidente in pochi giorni abbia fatto il miracolo.

Ma non è questo il punto. I docenti del Dams sono 47 e se anche le matricole fossero davvero 46, quel dato stonerebbe comunque. Più professori che nuovi iscritti. Non è un trend favorevole, pur ammettendo che la prima ondata (il corso è stato inaugurato nell'anno accademico 2000-2001) abbia risentito dell'entusiasmo degli esordi. C'è da giurarlo, dalla voglia di fare che ci mette: Trovato riuscirà a invertire la tendenza. E i 316 studenti che dichiara sui cinque anni complessivi, e soprattutto il loro impegno, sono un buon plafond per innescare il circuito virtuoso. «E non è vero - dichiara spavaldo - che questa è una fabbrica di disoccupati. I nostri ragazzi un lavoro lo trovano. E comunque è gente capace di mettersi in gioco: nel settore dello spettacolo, si sa, nessuno può dare garanzie».

La storia del Dams, però affonda le radici in epoca precedente. La prima sede pronosticata era Sanremo, per una ragione fin troppo facile: la città del Festival, del Premio Tenco, dei grandi appuntamenti televisivi. L'epoca era quella di Antonio Bissolotti assessore al turismo. Era già stato individuato un edificio da ristrutturare, un ex convento di suore nella zona di San Martino. Poi l'affare andò a monte per questioni di prezzo, mentre la carriera politica di Bissolotti s'infranse contro l'inchiesta sulle tangenti per l'Accademia della Canzone. Condannato a 4 anni e 5 mesi in primo grado, Bissolotti attende l'appello nel febbraio dell'anno prossimo. Così è entrato in scena il Polo Universitario di Imperia. I risultati, almeno per quanto riguarda le attività e la bellezza delle strutture (biblioteche, sale da prova, teatri), sono assolutamente positivi. E concorda anche il presidente della Spui, la Società per la promozione dell'Università nell'Imperiese. «Per dispiegare tutte le sue potenzialità - dice Massimiliano Ambesi - noi abbiamo bisogno delle residenze. Dobbiamo poter ospitare gli studenti anche da fuori, diventare davvero un polo di attrazione». È il cruccio di Ambesi e dell'Università di Imperia.

Ma chi è Ambesi? Giovane (32 anni), determinato, grintoso, condivide l'importante carica con la carriera di telecronista di sport invernali su Eurosport, Sky. In quest'attività gli appassionati lo giudicano (vedere Internet) «un mito» e «un computer vivente». Famoso il suo motto «anche nello sport il cervello non è un optional». Alla guida della Spui arriva per le sue capacità e per la sua passione per il mondo accademico.

E anche per quello politico: è componente del direttivo provinciale di Forza Italia, che da queste parti male non fa. Ambesi indica l'obiettivo: «Il Dams deve sicuramente arrivare ad avere almeno 400 iscritti». E sicuramente non gli può più bastare un territorio che va da Ventimiglia ad Albenga. «Ma la Regione - sibila - non ci ha mai dato una mano. Che cos'hanno fatto per noi? Niente». Per quale motivo? «Forse perché questa provincia è di un colore diverso? Chissà!». Certo, l'intero Polo universitario non grava sulle casse asfittiche dell'Università di Genova, da cui dipende, reso fieramente autarchico dal finanziamento della Provincia e di 13 Comuni del comprensorio. Ambesi pensa ora a una costruzione ex novo, un vero campus: «Se arrivasse il via libera, si potrebbe cercare di coagulare gli interessi privati della zona».

Vito Piergiovanni, delegato del Rettore Giacomo Deferrari per il Polo di Imperia, ordinario di Storia del diritto italiano, ex preside di Giurisprudenza, si accontenterebbe di una ristrutturazione: «C'è un edificio nelle immediate vicinanze che in tempi non lunghissimi sarà abbandonato dalla Asl. Potremmo sistemare lì gli studenti». Per Ambesi «il gioco non vale la candela». Si metteranno d'accordo. Ma non è solo la residenzialità il tallone d'Achille del Dams. Nel mirino delle polemiche, nel corso degli anni, anche gli insegnamenti di musica. La prestigiosa presenza del torinese Giorgio Pestelli è durata solo tre anni, mentre si è trasferita a Torino Elisabetta Fava, che aveva vinto a Genova il ruolo di ricercatore. Ora tutto è nelle mani di "contrattisti". Il che, per una Facoltà che era nata a contatto con la Riviera della canzone della canzone, è una "dimenticanza" non da poco.

A metterci una pezza (anzi, qualcosa di più) doveva arrivare un nuovo master, collocato proprio a Sanremo. L'annuncio ufficiale doveva esser dato proprio durante il prossimo Festival della Canzone, nel febbraio 2009: un master in Canzone e pop music, presidente Eugenio Buonaccorsi. L'idea è però di un'altra docente, Romana Rutelli. Ma in dirittura d'arrivo, ecco l'intoppo. A Cade la giunta Borea, che aveva sostenuto l'iniziativa, arriva il commissario prefettizio. «Ora - spiega la professoressa Rutelli - il Comune non ha rinnovato gli impegni. Ci hanno dato una disponibilità finanziaria irrisoria, assolutamente inadeguata. Dovremo cavarcela con le quote di iscrizione. Arriveranno, probabilmente, certo che diventa tutto molto molto più in salita».

Marco Menduni
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