Taranto - Muore un operaio, Ilva sotto accusa
Uno operaio di origine polacca ha perso la vita la notte scorsa all'Ilva di Taranto. Jan Zygmunt Paurovicz di 54 anni addetto di una ditta appaltatrice pare stesse lavorando, intorno all'1,30 di stamattina, alla manutenzione di alcuni macchinari quanto è precipitato dall'altezza di una quindicina di metri.
Inutili i soccorsi dei compagni ed il trasporto all'Ospedale «Ss. Annunziata» dove l'operaio è arrivato già morto. Subito scattati gli accertamenti di rito da parte della Polizia e dell'Ispettorato del Lavoro. La procura di Taranto ha immediatamente aperto un'inchiesta per omicidio colposo e ha disposto il sequestro dell'impianto in cui è morto l'operaio polacco. Si è trattato del terzo infortunio mortale all'interno dello stabilimento siderurgico dall'inizio dell'anno e anche in questa occasione la vittima è un lavoratore dell'appalto.
La più grande acciaieria d'Europa, appartenente al Gruppo Riva, è da tempo al centro di scontri e polemiche non solo per il tema della sicurezza sul lavoro ma anche per le emissioni inquinanti e per i livelli elevati di diossine presenti nell'aria. Solo ieri oltre 1600 capi di ovini sono stati abbattuti perche sospetti di essere tossici. E solo pochi giorni fa oltre 20mila cittadini del capoluogo jonico avevano manifestato per le strade chiedendo attenzione e interventi per i livelli di inquinamento registrati dalle diverse agenzie, prima fra tutte l'ARPA, (agenzia regionale pugliese per l'Ambiente) che ha diffuso dati di tossicità atomosferica superiori a quelli consentiti dalle vigenti leggi italiane.