Scontro sul caso Abu Omar. I due pm: «Prodi e Berlusconi ci hanno ostacolato»
MILANO - Si riapre con una forte polemica tra magistrati eed escutivo il caso Abu Omar. «Gli ultimi due presidenti del Consiglio hanno utilizzato in modo strumentale il segreto di Stato per impedire all'autorità giudiziaria l'accertamento della verità» sostiene il pm Armando Spataro. Un'accusa che chiama in causa sia Silvio Berlusconi sia Romano Prodi e che viene pronunciata pubblicamente nell'aula del processo per il sequestro di Abu Omar dove sono imputati tra gli altri l'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari e 26 agenti della Cia.
L'USO DEL SEGRETO - Spataro fa riferimento alle lettere con cui Berlusconi, richiamando una precedente presa di posizione di Prodi, confermava l'esistenza del segreto di Stato sui rapporti tra servizi segreti italiani e stranieri, anche in relazione al sequestro di Abu Omar. Secondo Spataro «un presidente del Consiglio non può decidere lui quali processi si possono fare e quali no». Secondo l'altro pm Ferdinando Pomarici «la Presidenza del Consiglio dei ministri utilizza il segreto di Stato retroattivamente su fonti di prova già legittimamente acquisite nel processo». I due pm hanno preso la parola per replicare all'istanza presentata dalla difesa dell'ex funzionario del Sismi, Marco Mancini, che hanno chiesto la revoca dell'ordinanza sull'ammissione delle prove riguardanti i testimoni dei Sismi, la sospensione del processo fino alla decisione della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato e in subordine il proscioglimento di Mancini a causa dell'esistenza del segreto di Stato. Spataro ha replicato: «Proscioglimento di Mancini? Ma stiamo scherzando?». E Pomarici ha aggiunto: «Ma siamo in uno Stato serio?».