Mafia al Nord - Cemento scadente, si indaga sulla metro
Anche la Metropolitana finisce nel mirino dei Pm antimafia di Caltanissetta. È l'inchiesta sulle società Italcementi e Calcestruzzi, accusate di frode in commercio per aver fornito, sempre secondo le accuse dei magistrati, materiale di pessima qualità, se non addirittura pericoloso, ai loro committenti in tutta Italia...Lo sviluppo è confermato dai carabinieri di Caltanissetta, che in questi mesi hanno lavorato fianco a fianco con il Gico della guardia di Finanza: «Dai documenti in nostro possesso risulta che anche il calcestruzzo venduto per la costruzione della metropolitana di Genova fosse adulterato. Questo dicono le carte, ora servono riscontri oggettivi».
Qui il colpo di scena: «Nelle prossime settimane saremo a Genova per effettuare carotaggi e campionamenti di materiale da sottoporre agli esperti della procura».
Di una situazione nazionale davvero preoccupante parla il procuratore della Repubblica di Caltanissetta Sergio Lari: «I dati che sono emersi dalle investigazioni hanno fatto affiorare un quadro estremamente allarmante, anche su opere pubbliche che sono in fase di esecuzione sul territorio nazionale». Tanto che ieri sono stati messi sotto sequestro (ma per ora con la facoltà di utilizzarli) due lotti dell'autostrada A31, a Valdastico, nel vicentino.
Nei mesi scorsi, i magistrati hanno ordinato il sequestro del palazzo di giustizia di Gela, del Porto Isola-Diga Foranea di Gela, la strada a scorrimento veloce Licata-Torrente Brami, lo svincolo di Castelbuono-Pollina sul tratto autostradale A/20 Palermo-Messina e, per ultima, l'autostrada Valdastico. Dagli accertamenti tecnici sono emerse irregolarità nel calcestruzzo fornito dagli impianti dell'azienda in tutte le regioni. Anche alla Tav Milano-Bologna, alla Tav Roma-Napoli (terzo e quarto lotto), al Metrobus di Brescia, e al passante autostradale di Mestre sull'A4. I pm antimafia ipotizzano per ora un «allungamento del calcestruzzo» finalizzato alla creazione di fondi neri.
I periti della procura antimafia hanno evidenziato «significativi scostamenti tra i dosaggi contrattuali di cemento con quelli effettivamente impiegati nella produzione dei conglomerati forniti all'impresa incaricata dei lavori di realizzazione».
Insomma: molta acqua, poco cemento. Con il rischio che il materiale utilizzato possa deteriorarsi facilmente, aumentando il pericolo di crolli. E anche questa è un'ipotesi ribadita dal procuratore nisseno: «Dobbiamo evitare che si prosegua con la costruzione di opere pubbliche che potrebbero presentare profili di non staticità». Lari insiste: «Già in due casi emergono dati macroscopici di diversità tra il cemento fornito e quello utilizzato».
La tranche genovese dell'inchiesta. Nel marzo scorso, in totale segretezza, la direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta ha fatto sequestrare dai finanzieri una ponderosa documentazione nella sede di Metrogenova, il consorzio di imprese che ha eseguito lavori nella metropolitana con il subappalto ricevuto da Ansaldo.
Il rapporto di collaborazione con Calcestruzzi inizia nel 1998. Poi c'è una seconda fornitura regolata da un contratto firmato nel 2006. Dalla datazione dei documenti, ora acquisiti dagli investigatori, è possibile risalire alle due tratte in cui potrebbe esser stato utilizzato il calcestruzzo "adulterato".
La prima, uno dei primi lotti terminati, è quella che va dalla stazione ferroviaria di Principe a Palazzo San Giorgio, la fermata di piazza Cavour. La seconda è ancora in via di costruzione e dovrà congiungere piazza De Ferrari, il pieno centro della città, con la stazione ferroviaria di Brignole.
«Anche in questi casi - insistono i carabinieri del reparto operativo di Caltanissetta - dai nostri documenti emergono significative anomalie nelle forniture di cemento e i materiali effettivamente utilizzati. La procura non ha ancora ritenuto di utilizzare lo strumento del sequestro, così come in altri casi in Italia, ma di attendere la valutazione dei periti sui campionamenti. Diverso il caso dell'autostrada di Vicenza: lì i campionamenti erano già stati fatti». Le discordanze nelle forniture di cemento hanno così convinto i magistrati a proseguire con le indagini e la cattiva qualità del calcestruzzo è stata confermata anche dalle prime analisi dei periti. Che hanno anche messo in guardia contro fenomeni di degrado "precoce" dei materiali utilizzati anche per la realizzazione di importanti commesse pubbliche.
La Calcestruzzi, con una nota arrivata nella serata di ieri, ha espresso «la propria serenità in ordine agli accertamenti in corso da parte della Procura ed alla correttezza della documentazione». Gli avvocati hanno ribadito che, alla fine delle indagini, «risulterà chiara la correttezza del comportamento dell'azienda».
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Ansaldo e Metrogenova: «Sinora è tutto a posto»
«Il materiale della Calcestruzzi spa? Sono le aziende civili in appalto, a gestire le forniture. Ma, che io sappia, abbiamo usato questo materiale un po' ovunque, senza mai avere problemi di sorta in sede di verifiche di stabilità».
Gianfranco Medri è da anni il volto di Ansaldo e della complicatissima grande-piccola opera della metropolitana di Genova. Responsabile del progetto per conto dell'azienda che decenni fa vinse una commessa tutt'altro che semplice, sentì puzza di bruciato già mesi fa, quando si iniziò a parlare della Calcestruzzi e dell'inchiesta di Caltanisetta senza nominare il metrò genovese. «Mi informai con le imprese in appalto, per conoscere i dettagli della vicenda - spiega Medri - ho sempre avuto risposte confortanti, risposte suffragate da prove sul campo che certificavano la bontà del materiale utilizzato. Nessuno, d'altra parte, si sognerebbe di costruire una metropolitana lasciando qualcosa al caso». Marco Babusci è il presidente di Metrogenova, il consorzio di imprese che ha in appalto da Ansaldo i lavori nelle gallerie. «Nel marzo scorso la Procura ci chiese di acquisire una serie di documenti sul nostro rapporto con la Calcestruzzi spa - spiega - fornimmo tutte le carte, sia quelle dei contratti sia quelle in cui rendevamo conto dei test sui "cubetti" di calcestruzzo effettuati secondo le norme imposte dalle leggi nazionali». Poi a Genova di questa storia non si seppe più nulla. Nessun sequestro, nessun carotaggio, nessuna comunicazione ulteriore. Fino a ieri. «Abbiamo utilizzato questo calcestruzzo per tutti i tipi di lavorazioni che richiedono l'impiego del cemento - continua Babusci - sia nei pozzi che nelle gallerie, il cemento che si vede dai treni nel tratti tra le stazioni di Principe e San Giorgio è proprio quello fornito da questa azienda. Firmammo, con loro, due contratti, nel 1998 e nel 2006. Ma in sede di verifica strutturale tutto è sempre risultato a posto».
L'esperto sul caso metro: «Più acqua, meno cemento»
Mauro Mezzina, ingegnere, professore di prima fascia all'Università del capoluogo pugliese, autore di libri specialistici ("Costruire con il cemento armato", edito da Utet) è considerato uno dei massimi esperti dell'argomento. A lui abbiamo chiesto di spiegare, con parole semplici, com'è composto il calcestruzzo e dove si può annidare una "truffa".
«Il calcestruzzo - spiega Mezzina - è una miscela di tre componenti: acqua, inerti (ghiaia, sabbia) e legante, cioè il cemento. Il rapporto tra i tre elementi è ottimale quando il risultato è un prodotto con una percentuale di "vuoti" ridotta. Con "vuoto" si intende lo spazio che rimane libero tra i vari granuli. Il risultato finale dev'essere una miscela compatta, che garantisca una resistenza ottimale». Prosegue l'ingegner Mezzina: «La valutazione principale per misurare la buona composizione del calcestruzzo è il parametro acqua-cemento. Meno cemento c'è, quindi meno legante è presente, più decade la "qualità meccanica" del calcestruzzo, cioè la sua capacità di sostenere le sollecitazioni. Negli anni passati succedeva spesso per cattiva cura. Il calcestruzzo veniva immerso in contenitori e poi sospinto con delle pompe, per fare i getti, attraverso le tubazioni. Per farlo scorrere meglio, si utilizzava più acqua. Con risultati pessimi. Ma il risparmio sul cemento, che è il componente più costoso, può anche essere attuato per trarne profitto».