Vasia, ergastolo ad Antonov. 22 anni di carcere alla moglie

scritto da Il Secolo XIX il .

Clamoroso colpo di scena nel nuovo processo ai coniugi russi Roman Antonov e Maria Antonova, accusati di concorso nell'omicidio di un immigrato ucraino (simularono un incidente stradale per riscuotere un'assicurazione sulla vita), avvenuto a Vasia, nell'Imperiese...


Se per lui è stato confermato l'ergastolo deciso il 15 febbraio, per lei la situazione è stata praticamente ribaltata: in appello è stata condannata a 22 anni di carcere, contro i 5 inflitti in primo grado per favoreggiamento. La donna, che sinora viveva in comunità, è stata ritenuta pienamente corresponsabile del delitto e per lei si sono aperte le porte del carcere di Pontedecimo: ha lasciato il tribunale in manette. È probabile che il figlio dei due venga affidato ai servizi sociali.

Il procuratore generale, Luigi Lenuzza, ha anche chiesto il rinvio degli atti alla Procura di Imperia, dove si svolse la vicenda, perché proceda per tentata truffa alla compagnia assicuratrice.

L'inchiesta cominciò nel giugno 2006 quando in provincia di Imperia venne trovata un'auto con targa francese bruciata con all'interno un cadavere carbonizzato che fu fatto passare per quello di Roman Antonov. Questi invece si trovava a Nizza, dove venne arrestato qualche giorno dopo l'omicidio. Il cadavere fu poi identificato per l'ucraino Vitali Scrinic. Era stata Maria Antonova a denunciare la scomparsa del marito ai carabinieri. Sempre alla Antonova sarebbe andata l'assicurazione da 100.000 euro che i due avevano stipulato, poco tempo prima dei fatti.

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