Le intercettazioni di Assicuropoli
Due punture di api trasformate in trauma cranico. Un dito tagliato per sbadataggine fatto passare come incidente automobilistico. Oppure un sinistro stradale inventato in via Veneto. C'è davvero una miscellanea di estro e fantasia nei "rigoletti" combinati dai protagonisti dell'inchiesta di Assicuropoli che sta portando a galla un sistema perfettamente congegnato per garantirsi indebiti risarcimenti di danni...
Ci sono rimborsi record da sessantamila euro, ma soprattutto una miriade di sinistri combinati che coinvolgono decine e decine di spezzini. Dalle conversazioni captate dalla Guardia di finanza, Massimiliano Bonomi pare avere un ruolo primario, al pari almeno dei suoi complici, il faccendiere Alex Barli e l'avvocato Filippo Zanasi. Il 4 agosto scorso riesce a far rilasciare a un cliente un certificato medico per trauma cranico quando in realtà era stato punto da due api. Bonomi racconta al telefono a una terza persona il "rigoletto": «L'hanno punto due vespe, c'è venuto un affare così gonfio, l'ha portato suo padre d'urgenza al pronto soccorso». L'interlocutore domanda: «Ci devo raccontare una balla?». E Bonomi risponde: «Certo... l'ha portato d'urgenza a Sarzana... con Zoppi (il medico indagato ndr). M'ha telefonato, mi ha detto se gli andavo a prendere le pratiche in studio che c'era Zoppi che gli faceva i certificati..». Dagli accertamenti della finanza è risultato che l'uomo era stato all'ospedale di Sarzana ed effettivamente gli veniva diagnosticato un "trauma cranico contusivo all'orbita sinistra".
Il 16 luglio Bonomi viene "ascoltato" dai finanzieri mentre parla con una coppia di clienti, Zanasi e un liquidatore. Uno dei clienti si era amputato un dito della mano chiudendo la portiera dell'auto. Secondo l'accusa Bonomi avrebbe istigato l'uomo a dichiarare che era stata la moglie a chiudere la portiera per ottenere il risarcimento dall'assicurazione. A quel punto entra in gioco Zanasi che contatta il liquidatore di una nota compagnia assicurativa. «Una mia cliente chiude il bagagliaio e non si accorge che il marito in quel momento era distratto, ha ancora un dito nella portiera, glielo schiaccia, glielo stacca di netto. Fa problemi l'assicurazione?». Il liquidatore fornisce il suo parere: «Boh, penso. Penso di sì. Il verbale c'è tutto?». Ma Zanasi replica: «Non c'è nessun verbale». «E che c...!». L'avvocato ribatte: «Cosa faccio? Chiamo i vigili per far fare la contravvenzione a mia moglie?». Il liquidatore lo ammonisce: «Lo sai che queste cose puzzano». Zanasi si spiega: «Voglio sapere se dal punto di vista legale del contratto di assicurazione, la compagnia è tenuta a pagare. Oppure non c'era la circolazione. Cosa possono farmi?». «No, non ti potrebbero eccepire niente, ma è un po' un casino, però quando sei sulla strada è sempre circolazione» chiude il liquidatore. Intanto nello studio legale Bonomi concorda la versione con i protagonisti e consiglia loro come presentare la denuncia con dovizia di particolari, evitando di citare strade con telecamere.
Massimiliano Bonomi ha trascorso la sua prima notte in carcere e ha chiesto di essere subito ascoltato dal gip. Così stamattina si presenterà davanti al gip Diana Brusacà per fornire la sua versione dei fatti. Al termine dell'interrogatorio i suoi avvocati Gabriele Dallara ed Elisabetta Di Palo, che ieri pomeriggio hanno incontrato per due ore in carcere il loro assistito, presenteranno istanza di attenuazione della misura di custodia cautelare.
Paolo Ardito