Albenga - Sgominata la "cupola" dell'edilizia
Albenga, nove le persone coinvolte nell'indagine della Guardia di Finanza. Tra le accuse l'evasione fiscale, l'impiego di tredici lavoratori in nero e abusivimo...Costruivano capannoni e ristrutturavano edifici, impiegando tredici dipendenti in nero, chiedendo certificazioni false a noti architetti locali, nascondendo totalmente gli introiti al fisco e lavorando senza le autorizzazioni per costruire. Una vera e propria «cupola» dell'edilizia, composta da nove persone, sgominata dalla Guardia di finanza con un'indagine durata due mesi e scaturita da alcune richieste di detrazioni fiscali.
Secondo l'accusa, a tessere le fila della struttura erano gli imprenditori albenganesi C.M.R., 54 anni, e S.R., 25 anni, titolari di due aziende sconosciute all'erario, perché non avevano mai dichiarato redditi. I due evasori totali sono stati denunciati dalle fiamme gialle anche per abusivismo edilizio. Le ditte hanno realizzato lavori ad Albenga, Ceriale, Ortovero e Villanova d'Albenga, totalizzando un evasione complessiva di un milione e mezzo di euro.
I finanzieri albenganesi, coordinati dal tenente Cosimo De Giorgi e dal luogotenente Canio De Nicola, hanno avviato gli accertamenti dopo avere scoperto una serie di anomalie nelle pratiche per l'ottenimento degli sgravi fiscali tra il 36 e il 41%, previsti per le ristrutturazioni immobiliari. I proprietari delle abitazioni, infatti, avevano denunciato il pagamento degli interventi alle aziende, ma queste avevano omesso di saldare le tasse sugli stessi guadagni.
Partendo da questa irregolarità, le forze dell'ordine hanno rilevato numerosi atteggiamenti illeciti da parte dei due imprenditori. La coppia ha ottenuto autorizzazioni edilizie dalle amministrazioni comunali presentando attestazioni false, sottoscritte dagli architetti D.C. ed N.P., 40 anni, adesso a rischio di radiazione dall'albo professionale per l'accusa di falso in atto pubblico. Il caso più eclatante ha riguardato la costruzione di un capannone in una zona artigianale di Albenga, per conto di un'azienda di livello nazionale. Il cantiere,esteso per circa mille metri quadrati, è iniziato in assenza del titolo autorizzativo. Durante i lavori, i due impresari hanno chiesto ai liberi professionisti di «aggiustare» la pratica negli uffici pubblici, scatenando però le attenzioni degli investigatori.
Altre gravi irregolarità riguardavano l'utilizzo della manodopera. Tredici operai, in prevalenza di origine calabrese e siciliana, sono stati impiegati in nero con una retribuzione di otto euro all'ora. Nella ricostruzione dei finanzieri, gli imputati assumevano il personale per ottenere i finanziamenti statali, ma li licenziavano dopo pochi giorni, anche se continuavano ad usufruirne. Un sistema studiato per evitare di versare tasse e contributi previdenziali.
Denunciati altri cinque imprenditori edili legati ai due principali indagati. G.P., 40 anni, F.P., 65 anni, e R.C., 50 anni, sono nei guai per abusivismo edilizio e falso in atto pubblico. V.R., 60 anni, e C.G., 55 anni, che dovranno rispondere di emissione di fatture false. Le fiamme gialle sottoporranno a sequestro preventivo le proprietà dei due appaltatori a capo della struttura, in attesa della confisca.