Mensopoli, indagata la Alessio Carni

scritto da Il Secolo XIX il .

L'ultimo colpo di scena di Mensopoli, l'inchiesta che ha fatto tremare i palazzi del potere genovese, arriva all'indomani dell'invio degli avvisi di fine indagine. È l'iscrizione nel registro degli indagati della Alessio Carni spa, società dell'imprenditore vercellese della ristorazione Roberto Alessio, che potrebbe essere chiamata a rispondere direttamente (dando fondo ai suoi bilanci) delle accuse mosse al suo manager...
Il sostituto procuratore Francesco Pinto, che da circa un anno ha messo nel mirino il sistema degli appalti per le mense di scuole e ospedali, lo aveva già fatto nella vicenda delle consulenze sospette del professor Mauro Valbonesi, dirigente del centro trasfusionale del San Martino di Genova, al centro di un processo arrivato recentemente a sentenza. In quel caso il pm aveva chiesto e ottenuto l'interdizione dell'azienda sotto accusa dalle gare bandite dalla pubblica amministrazione. Stavolta, la stessa misura potrebbe scattare dopo un'eventuale condanna.

Secondo l'accusa, gli appalti delle mense scolastiche genovesi dovevano essere pilotati da una «associazione per delinquere» di cui facevano parte l'imprenditore piemontese Roberto Alessio, gli ex consiglieri comunali diessini Massimo Casagrande, avvocato, e Claudio Fedrazzoni, camallo in pensione, e l'ex portavoce del sindaco Marta Vincenzi, Stefano Francesca. Di corruzione semplice e turbativa d'asta a vario titolo sono chiamati a rispondere Massimiliano Morettini (ex assessore ai giovani della giunta Vincenzi, dimessosi dopo lo scandalo giudiziario) e per il filone savonese Giuseppe Profiti, ex supermanager della Regione e attuale dirigente dell'ospedale Bambin Gesù di Roma, Alfonso Di Donato, in passato direttore amministrativo dell'Azienda sanitaria, e Antonella Calò, funzionario della Asl savonese. Ma la chiusura della prima tranche non rappresenta uno stop agli accertamenti sul mondo degli appalti nel settore della ristorazione. Tutt'altro. La conclusione di Mensopoli 1 è solo l'inizio d'una nuova e più ampia fase di accertamenti, che punta dritto a due delle gare più ambite da parte delle ditte del settore. Vale a dire quelle per la confezione di altri pasti per le scuole del Comune di Genova e per l'ospedale San Martino. Business del valore di svariate decine di milioni di euro. Entrambi i filoni sono stati avviati dalla Procura a partire dalle rivelazioni dell'ex amministratore delegato della società Serenissima di Venezia, concorrente di Alessio. La conseguenza dei suoi interrogatori furono l'apertura d'un fascicolo (contro ignoti) per corruzione nell'assegnazione delle forniture-pasti al San Martino. Lo stesso vale per un altro lotto di ristorazione scolastica, al centro d'una clamorosa sentenza del Tar ligure che aveva posto l'accento su procedure sospette.

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