Eco del Mare, cinque indagati
LA SPIAGGIA che fu tanto cara a Indro Montanelli resta ancora sotto sequestro. Lo ha deciso ieri mattina il gip Paolo Scippa che ha convalidato il provvedimento emesso dal pm Luca Monteverde dopo che martedì scorso i militari del Corpo Forestale dello Stato avevano posto i sigilli alla baia dell'Eco del Mare di Lerici...L'inchiesta dunque sembra aver fatto centro e vede direttamente coinvolto anche il Comune di Lerici considerato che il giudice ha ritenuto illegittima la concessione rilasciata ai titolari dello stabilimento per i lavori. Per questo motivo la procura spezzina ha indagato cinque persone: il titolare dell'Eco del Mare Nicoletta Mozer, il progettista Marco Baronti e ancora Nicoletta Bernardeschi, Wanda Montrucchio e Claudio Tognoni, quest'ultimi due in rappresentanza dell'amministrazione comunale lericina.
Il giudice si è limitato a dissequestrare soltanto il materiale edile e l'attrezzatura delle ditte che stanno lavorando per la ristrutturazione dello stabilimento balneare. Inoltre ha deciso la rimozione dei sigilli nell'area su cui nel giugno scorso sono stati effettuati interventi di consolidamento. Tutto il resto rimane rigorosamente sotto sequestro, in quanto il gip avrebbe effettivamente rilevato una sostanziale difformità tra la richiesta di concessione edilizia e le opere in fase di realizzazione oltre alla violazione delle norme paesaggistiche. Ma soprattutto viene evidenziato in progetto un cambio di volumetria che riguarderebbe la realizzazione di un porticato e di alcune terrazze.
Inoltre non sarebbero state rilasciate autorizzazioni da parte del Parco di Montemarcello Magra, né della Soprintendenza che dovrà pronunciarsi soprattutto sulla realizzazione delle sei suite in sostituzione di alcune cabine. E' proprio su questo punto che le associazioni ambientaliste danno battaglia alla proprietà dell'Eco del Mare e al Comune di Lerici. I comitati, infatti, sostengono la necessità delle autorizzazioni per la diversa destinazione d'uso di parte della struttura. Diversamente il Comune ribatte rivendicando un ruolo prioritario sulle scelte e sostiene di aver autorizzato un intervento in linea con il piano urbanistico. Secondo l'amministrazione, infatti, sono in atto soltanto manutenzioni straordinarie (come la bonifica della scarpata), propedeutiche al progetto alberghiero e i lavori di demolizione attualmente in atto non presuppongono nulla.
Come si sa l'intervento della famiglia Mozer, titolare dello stabilimento, mira a riconvertire parte delle cabine in mini appartamenti esclusivi a pochissimi metri dal mare da riservare ai clienti vip che frequentano l'Eco del Mare. Ma i lavori non possono partire senza l'autorizzazione della Soprintendenza. Così, in attesa di ricevere il via libera da Genova, i titolari dello stabilimento hanno cominciato a demolire le vecchie cabine per guadagnare tempo sulla prossima stagione estiva. E nel caso non dovesse arrivare l'autorizzazione, i titolari del bagno costruirebbero nuovi spogliatoi per i clienti senza perdere le caratteristiche dell'esclusivo stabilimento. Ma la procura e la Forestale vogliono andare a fondo sulla questione.
La battaglia giudiziaria è appena cominciata e gli avvocati difensori degli indagati, Fabrizio Giangaré, Roberto Giromini e Umberto Galazzo, stanno già preparando i ricorsi.