Sgominata banda del pizzo in manette due siciliani

scritto da Il Secolo XIX il .

Ieri mattina sono state arrestate per estorsione due persone di origine siciliana: i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Genova ha tratto in arresto Giovanni Viscuso, di origine siciliana ma da molti anni residente in Genova, 30 anni. Contemporaneamente il Gico della Guardia di Finanza di Genova ha eseguto l'arresto di Camillo Finato, anche lui siciliano da anni in Genova, 39 anni...

Il contesto che ha originato il provvedimento cautelare è nato da due distinte ed autonome indagini del Nucleo Investigativo dei carabinieri e dal Gico del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Genova, in relazione al fenomeno delle estorsioni, che ha portato ad identificare i due uomini quali autori di estorsioni a danni di commercianti e piccoli imprenditori. Le indagini - le cui risultanze sono state riunificate con il coordinamento del pm Federico Panichi della Direzione Distrettuale Antimafia genovese - ha consentito così di portare alla luce una lunga serie di episodi estorsivi, con gli stessi autori, ma vittime diverse, individuate sia da dall'Arma, che dalle Fiamme Gialle in contesti differenti. In particolare le investigazioni dei carabinieri hanno consentito di ricostruire una serie di episodi, avvenuti nell'arco di tempo tra maggio e giugno 2008, che hanno visto di volta in volta, coinvolti quali parti lese il titolare di una macelleria, il gestore di un bar ed un piccolo imprenditore edile, costretti a consegnare somme di denaro o in sostituzione oggetti high-tech, come cellulari o altro materiale elettronico di valore. In tutti i casi accertati, pur cambiando l'approccio iniziale che poteva essere quello di voler recuperare un piccolo credito vantato legalmente da terzi, finendo però per costringere la persona a versare somme, ben superiori al debito dovuto, che finivano esclusivamente nelle tasche di Viscuso, oppure convincere un negoziante a versare centinaia di euro a favore di un "fantomatico fondo per i reclusi in carcere", appropriandosi nel giro di poco più di due mesi di quasi 10.000 euro a danni delle sue vittime.

Viscuso ha rafforzato la sua intimidazione ricorrendo a vari modus operandi per fiaccare la resistenza psicologica della vittima ed incutergli il timore di un pericolo per la sua incolumità fisica: mimava il gesto di estrarre un'arma da sotto gli abiti, impaurendo la vittima; minacciava l'esercente facendogli credere che agiva per conto di una sorta di cosca mafiosa. L'attività dei finanzieri della Sezione Criminalità Organizzata del Gico, invece, ha preso le mosse da autonoma e mirata attività info-investigativa nel contesto della criminalità organizzata di matrice siciliana radicata sul territorio genovese. Più in particolare, sulla base di alcune risultanze di procedimenti avviati e conclusi in precedenza, sono state avviate circa otto mesi fa, attività investigative - anche tecniche - nei confronti dei due soggetti tratti in arresto. In tale ambito sono state enucleate almeno 14 episodi potenzialmente estorsivi, tutti ricostruiti con intercettazioni telefoniche ed ambientali, segnalati al pm; su cinque di queste intercettazioni, il gip Maria Teresa Rubini ha rilevato gli estremi per l'emissione dell'Ordinanza di custodia cautelare. La coincidenza investigativa tra le indagini condotte dall'Arma e quelle svolte dal Gico, ha fatto avviare la proficua cooperazione ed il preciso coordinamento delle attività successive.

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