Boccadasse, s'indaga sulla vendita della rimessa
Il punto è sempre lo stesso, i presunti favori. Ecco perché un capitolo a parte dell'inchiesta aperta dal sostituto procuratore Francesco Pinto sulla cessione di parte di Amt (l'azienda di trasporto pubblico genovese) ai francesi di Transdev - operazione accostata dagli stessi inquirenti al caso Alitalia - riguarda la vendita da parte del comune della "storica" rimessa degli autobus di Boccadasse. Il deposito fu ceduto per rimpinguare le asfittiche casse di Ami, la bad company, totalmentepubblica, nata dopo la scissione che aveva consentito di salvare la "sorella" virtuosa Amt dal fallimento...Il problema è che la Corte dei conti, come ampiamente riportato sui giornali un anno fa, la considera più che altro una "svendita". Ma mentre la magistratura contabile si concentra da mesi sul danno all'erario, la procura cerca ora di far luce sul favore, ed è questa la novità (non proprio irrilevante) emersa negli ultimi giorni. Qualcuno trasse indebiti benefici dall'acquisto?
È un passaggio chiave su cui finora la Corte di conti non si era concentrata, per il semplice fatto che non è di sua competenza. Ed è certo che, cambiando la destinazione d'uso dell'area qualche elemento su cui lavorare c'è. Ricordiamo. La cessione venne decisa nel gennaio 2006. Siccome Tursi non poteva venderla direttamente, la rimessa fu a sua volta ceduta alla società Tono Due, controllata da Spim, il cui capitale è interamente del Comune.
L'acquisto fece incassare ad Ami 11 milioni e 800 mila euro, cifra che gli addetti ai lavori giudicarono da subito bassa, essendo Boccadasse zona di grande pregio abitativo. Tant'è che quando Tono Due la (ri)vendette alla cooperativa AbitCoop-Primo Maggio, che intendeva costruirvi appartamenti e parcheggi, incassò 33 milioni e mezzo di euro.
È vero che ad Ami andò una "provvigione" sulla seconda vendita, ma a giudizio delle Fiamme Gialle (del caso si occupano i militari del nucleo tutela spesa pubblica) è comunque bassa. E sommando quel ribasso alla riscossione di affitti troppo contenuti (i finanzieri inviarono a proposito una dettagliata informativa a palazzo di giustizia nel dicembre 2007, da cui il pm Pinto è partito a giugno quando ha aperto il fascicolo rivelato nell'edizione di domenica dal Secolo XIX), viene quantificato in 30 milioni il danno complessivo arrecato dall'operazione.
Ma perché, se sarà confermato che il prezzo era effettivamente troppo basso, ci si è mossi in quel modo? Per aiutare chi?
Boccadasse rappresenta un capitolo «circoscritto», per usare le parole di un'investigatore, dell'affaire Amt. E perciò potrebbe essere più facile formalizzare accuse precise.