Il clan dei savonesi...
A dispetto delle apparenze la 'ndrangheta è ben radicata in Liguria. E fa ottimi affari. Una gran massa di denaro reinvestito soprattutto in operazioni immobiliari...Un sito web calabrese ha recentemente scritto che "la presenza mafiosa sul territorio ligure è viva, comprovata, non può essere negata e rappresenta un allarme che non si può sottovalutare....Eppure, in Liguria, la maggioranza delle persone ritiene che il fenomeno mafioso non la riguardi, che sia un affare del Sud. La cultura dell'antimafia, in Liguria, non c'è o è molto poca, complice anche una informazione che relega le notizie al riguardo in poche righe sulle pagine di cronaca locale....Sempre maggiore risulta essere la penetrazione (mafiosa) nell'economia legale e nel mercato edile attraverso il riciclaggio di denaro e lo strumento dell'appalto. Gli investigatori e gli inquirenti impegnati nella lotta alla mafia sottolineano un punto: la mafia si radica in profondità quando comincia a reinvestire sul territorio i proventi dei reati".
Sembrano terribilmente vere, sia l'attività illegale che il radicamento, considerato che molti episodi, ormai, stanno ad indicarlo.
Vero è anche il fatto che quasi nulla è la preoccupazione di una popolazione, quella ligure, più di altre immersa nel processo di individualizzazione.
C'è una sottovalutazione del pericolo, ma, soprattutto, manca la coscienza della sua estensione.
Francesco Forgione, presentando il suo libro costruito sulla relazione della commissione parlamentare antimafia, ci ha descritto un'organizzazione criminale che non lascia nessuno libero dalla sua influenza; si appropria dell'economia produttiva, del mercato del lavoro, delle filiere commerciali , dei servizi, delle forniture. Si commette grave errore, ha detto ad un pubblico attentissimo, pensando solamente alla droga ed al taglieggiamento, o valutandone le dimensioni con il conto delle morti violente. La ‘ndrangheta agisce nel silenzio, evitando di far accendere su di essa le luci dei riflettori, e conquista il territorio.
Prendendo a prestito una definizione di Zygmunt Bauman, l'ha definita mafia liquida, capace di affrontare le sfide della globalizzazione con una modernissima utilizzazione di antichi schemi, con una combinazione di strutture familiari arcaiche e di un'organizzazione reticolare, modulare, la cui chiave di volta organizzativa rimane la struttura di base del locale, vero e proprio presidio territoriale, idoneo ad assicurare il controllo del territorio, da intendersi nella sua accezione più ampia, comprensiva di economia, società civile e organi amministrativi territoriali. Alla maniera di Al Qaeda, agisce con un'analoga struttura tentacolare priva di una direzione strategica ma caratterizzata da una sorta di intelligenza organica, di una vitalità che è quella delle neoplasie, e munita di una ragione sociale di enorme, temibile affidabilità.
Una straordinaria quantità di denaro delle cosche, ha continuato, sta giungendo in Liguria per essere reinvestito. Come non pensare alla abnorme proliferazione immobiliare in atto, della quale il mercato non presenta equivalente richiesta? O alla pressione su esercizi commerciali e stabilimenti balneari?
L'investimento segue l'occupazione, che è fatta di corruzione, ha continuato. Corrompere significa indurre gli amministratori ed i funzionari pubblici a commettere illeciti, amministrativi e penali, creando delle sudditanze dalle quali i corrotti non potranno mai più venir fuori. Com'è possibile che ci siano state le corruzioni e non siano emersi gli illeciti?
Sembra questo il centro del messaggio di Forgione, una vera e propria denuncia: manca l'informazione, manca l'attenzione, manca l'impegno.
Non è necessario compiere tanti sforzi per trovarne conferma; ad ascoltare uno dei massimi conoscitori della ‘ndrangheta, presidente di commissione antimafia, venuto a Savona per allertarci, vi erano solo cinque o sei amministratori in carica, in rappresentanza di tutte le istituzioni e le autorità della provincia!
La mafia non consente alle istituzioni posizioni di inerzia indifferente; o si agisce, e si è "contro", o non si agisce e si è "per".
Se l'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, a proposito di un'opera appaltata a Celle ad un'impresa colpita da arresti per mafia, scrive che "tale comportamento (della Amministrazione appaltante) si configura in palese violazione delle regole di concorrenza" ci si aspetta che l'azione delle istituzioni contro sia adeguato e pubblico. Altrimenti la battaglia contro le mafie, ferma restando l'opera educativa, diventa un'azione diretta a "costringere" all'intervento chi ha la responsabilità di farlo.
Luigi Bertoldi
Inoltre nel "Letimbro" di ottobre
Primo piano: il piano pastorale del vescovo
Il programma pastorale "avrà come primo scopo quello di ricercare l'unità tra i
sacerdoti, unità che potrà esprimersi nell'accoglierci gli uni gli altri con gli stessi
sentimenti di Gesù: sentimenti di stima, reciproca, di aiuto nella vita spirituale, di
vera amicizia, di stimolo e anche di amorevole correzione fraterna, se necessaria, di
condivisione, di collaborazione nelle opere di apostolato, di confronto di idee.
Immediatamente vicino al primo scopo sarà quello di cercare il massimo
collegamento e la massima collaborazione possibile tra tutte le persone, sacerdoti,
diaconi, religiosi, laici e tra tutti gli organismi diocesani: parrocchie, uffici di curia,
commissioni, case religiose, movimenti ecclesiali, confraternite e altri organismi in
qualche modo collegati con la Chiesa". E' il messaggio centrale del programma
pastorale che il vescovo Vittorio Lupi ha consegnato alla diocesi e che viene
pubblicato integralmente (nella sua prima stesura) sul "Letimbro" di ottobre.
Il programma lancia alcune proposte concrete a tutta la diocesi: "in due momenti
diversi (il primo da ottobre a dicembre, il secondo da febbraio a maggio) si terranno
in tre centri della diocesi (Varazze-Savona-Finale) alcuni incontri formativi sul
discorso che il Papa ci ha fatto durante la sua visita, letto alla luce della dottrina
paolina, e della teologia di S. Paolo, che tanta importanza ha avuto ed ha nella
Chiesa", scrive il vescovo. Momenti salienti saranno inoltre il pellegrinaggio a Roma,
(6-7-8 ottobre) per restituire al Papa la visita che ha fatto a Savona e il pellegrinaggio
diocesano in Turchia a fine giugno 2009 "Sulle orme di S. Paolo". Ci sarà inoltre a
settembre 2009 un pellegrinaggio diocesano a Santiago di Compostela con la
possibilità di fare un ultimo pezzo di strada a piedi.
Tra le osservazioni pastorali che monsignor Lupi comunica nel suo documento alcune
hanno a che fare con le vicarie ("Forse sarà il caso di ripensarle rivedendone i confini
e, nel caso, ridurli di numero per favorire un lavoro da un lato più agile e, al tempo
stesso, più ricco"), le parrocchie ("Dovranno essere sempre più orientate verso una
collaborazione strutturata, cioè non lasciata alle singole iniziative di confratelli, ma
con indicazioni precise nei vari campi della possibile collaborazione"), le unità
pastorali ("Sono la realtà verso cui ci si deve incamminare. Nel prossimo futuro sarà,
con grande probabilità, la forma normale di pastorale. Abbiamo in diocesi alcune
esperienze, occorrerà potenziarle sempre più come esperienze pilota cui far
riferimento man mano che sarà necessario istituirne delle nuove") e le confraternite
("Manifestano una nuova vitalità. È un fenomeno forse legato al riflusso presente
nella società e al bisogno di sicurezza che viene ravvisata in realtà ben collaudate e
ancorate nella tradizione secolare cristiana").
Pagine di città
Savona crocevia dell'ndrangheta: l'intervento di Forgione
"La ‘ndrangheta è la mafia che più di ogni altra è riuscita ad insediarsi in tutto il
centro nord. La Liguria è una delle regioni più interessate al fenomeno della presenza
dell'ndrangheta, non nella forma e nella pervasività dimostrata e ormai documentata
della Lombardia, però sicuramente è una delle regioni che insieme alla Lombardia e
all'Emilia ha il più potente insediamento mafioso". Parole di Francesco Forgione, già
presidente della Commissione parlamentare antimafia, intervistato dal "Letimbro" in
occasione della sua conferenza a Savona.
Celle, Zunino all'attacco. Varazze, Busso scopre le carte
"La mia amministrazione comunale non accetta di essere accusata di pilotare gare ed
appalti per l'assegnazione di lavori di alcune opere in particolare, quando l'ente
Regione Liguria ha, per primo, approvato i progetti". Il sindaco di Celle Remo
Zunino ribatte alle accuse della Casa della legalità in un'ampia intervista. Intanto a
Varazze l'ex assessore Giovanni Busso comincia a scoprire le carte dei suoi futuri
progetti: "Intendo dar vita ad un contenitore, lontano dai partiti, con lo scopo di
elaborare un progetto di città che vada ben al di là della tornata elettorale".
Tempo di bilanci per i sindaci di Riviera
Bruno Marengo, Ambrogio Repetto, Giobatta Decia: tempo di bilanci per alcuni dei
sindaci in scadenza, che con il "Letimbro" ripercorrono difficoltà incontrate e risultati
ottenuti nell'amministrazione delle loro cittadine. "Si punterà al rispetto ambientale e
alla riqualificazione dell'esistente - afferma Marengo -; è finita l'era delle seconde
case, bisogna pensare a migliorare i servizi, le infrastrutture e affrontare i problemi
inerenti all'offerta turistica e quelli della prima casa, con interventi di edilizia
convenzionata per i residenti, per la quale c'è una domanda molto forte. Abbiamo già
iniziato a lavorare in questa direzione. Questi saranno i temi della prossima campagna
elettorale".
Piazza del Popolo pericolosa? "No, vivibile"
"Vivo qui da quando sono nata. Ho presente il problema, ma devo ammettere che da
qualche anno le cose sono cambiate,. E' vero, i frequentatori della piazza hanno
cambiato ‘volto', però si nota maggior ordine, maggior pulizia di quando ero
piccola". Davvero piazza del Popolo è il luogo più pericoloso di Savona? Le
interviste sul campo del "Letimbro" sembrano smentire questo luogo comune. Anzi,
dalle parole della gente si nota meno xenofobia, meno avversione, più tolleranza: lo
straniero sembra essere più accettato e fare un po' meno paura di qualche anno fa.
Pagine di cultura
Vita da biblioteca, in attesa della nuova sede
E' di questi giorni l'annuncio dell'assessore alla cultura del Comune di Savona del
progetto di trasferimento della biblioteca civica "Barrili" nella prestigiosa sede di
palazzo Santa Chiara, nel centro storico. La biblioteca attualmente si trova in zona
Monturbano, un luogo non proprio "comodissimo" da raggiungere se non si è dotati di
un mezzo di locomozione o di gambe buone. Nonostante questo però i fedelissimi
"amanti della lettura" frequentano assiduamente la biblioteca. In attesa che il progetto
annunciato dall'assessore muova i primi passi concreti "Il Letimbro" intende fare il
punto della situazione con Graziella Petrozzi, direttore facente funzioni, carica assunta
dopo la scomparsa del direttore Alberto Bianco, e con il bibliotecario Marco
Genzone.
I "Nati da un sogno", rivelazione teatrale
Una compagnia nata in sordina, tra le mura della parrocchia savonese di san
Giuseppe, è diventata una rivelazione nel panorama teatrale amatoriale. I "Nati da un
sogno", dopo il successo del musical "Pinocchio", si raccontano al "Letimbro" in uno
speciale con interviste ai protagonisti Andrea Chiovelli, Roberta Bonino, Massimo
Botta e ad altri. E si preannuncia già il prossimo spettacolo, "Quasimodo", ispirato al
celebre romanzo di Victor Hugo.
Pagine di chiesa
I cappuccini aspettano la "sentenza"
Andranno via da Savona ponendo fine ad una secolare presenza di carità e preghiera?
Oppure resteranno, sia pure ad organico ridotto? Solo dal capitolo provinciale del
prossimo mese i frati cappuccini del convento della Villetta conosceranno la loro
sorte. Ma intanto non restano con le mani in mano: padre Umberto Vallarino, ex
missionario, organizza il volontariato per rendere più accogliente il grande parco del
convento trasformandolo in un'oasi di spiritualità. E nel complesso collinare trova
ospitalità, per tre mesi in forzato "esilio" dalla sede di via De Amicis, la mensa di
fraternità, trasferendo nei locali dei francescani un servizio fondamentale per i poveri
della città.
La San Vincenzo sogna un gemellaggio con Istabul
Un gemellaggio con chi vive la loro stessa esperienza in Turchia. Questo il sogno che
accarezzano le Conferenze di San Vincenzo della nostra diocesi, in particolare in
occasione dell'anno paolino. "Il Letimbro" ha incontrato Cesare Donini, responsabile
diocesano, a cui ha chiesto di presentare i caratteri fondamentali delle Conferenze, in
particolare dopo il recente rinnovo dello Statuto.
Pagine sociali
Sulla strada per salvare le "lucciole"
Doris era sulla strada da soli sette giorni. Stava in silenzio, con gli occhi bassi, a
fianco della "madame" che la controllava. Fabrizio ha dovuto attendere che questa si
allontanasse con un cliente, per prenderla da parte: "Cogli l'occasione, salta in
macchina". Doris ha accettato ed è fuggita. Guido, savonese, ricorda che agli inizi del
suo volontariato, appena ci si avvicinava a una delle ragazze, il telefonino squillava e
lei era costretta ad allontanarsi, o passava subito un'automobile a portarla via. Episodi
vissuti da due volontari dell'associazione comunità "Papa Giovanni XXIII", che
operano nel servizio anti-tratta dedicando una notte alla settimana a conoscere le
prostitute lungo le strade di Genova.
Savona, aumentano le vittime del gioco d'azzardo
"Purtroppo c'è un grosso cono d'ombra riguardo questo fenomeno; le persone affette
da questa patologia sono migliaia e migliaia ma noi attualmente abbiamo una
quindicina di persone in carico. Questo è dovuto al fatto che fino a poco tempo fa il
gioco d'azzardo era considerato semplicemente un vizio e non una malattia: ci si
sente diversi dai tossicodipendenti e chiedere aiuto a noi procura un certo senso di
vergogna". E' il parere della dottoressa Nicoletta Conio, dirigente psicologo del Sert
dell'Asl 2 savonese, intervistata su una delle dipendenze più insidiose anche a
Savona: quella da gioco d'azzardo.
Savona, 3 ottobre 2008