Parmaliana nel suo dossier accusava il pg Cassata e il pm Canali

scritto da Repubblica il .

Due magistrati messinesi nel mirino del docente suicida Inchiesta a Reggio Calabria...

DAL NOSTRO INVIATO
PATTI - L´inchiesta sulla morte del professor Adolfo Parmaliana, suicidatosi giovedi scorso lanciandosi nel vuoto dal viadotto di Patti Marina, sarà trasferita nei prossimi giorni alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Nel memoriale che il professor Parmaliana ha lasciato al fratello prima di suicidarsi e che è stato acquisito dalla Procura di Patti, emergerebbero riferimenti a due magistrati messinesi, il neo procuratore generale di Messina, Franco Cassata ed il sostituto procuratore di Barcellona, Olindo Canali. E la conferma che il professor Parmaliana aveva puntato il dito contro i due magistrati sostenendo che avrebbero insabbiato inchieste e intrattenuto rapporti non proprio limpidi con il contesto criminale messinese, viene anche dal suo difensore, l´avvocato Fabio Repici. Il legale proprio negli ultimi giorni che hanno preceduto il suicidio del professor Parmaliana aveva raccolto i suoi sfoghi e le sue amarezze dopo essere stato rinviato a giudizio per calunnia per i suoi attacchi alla classe politica di Terme Vigliatore, Comune che era stato sciolto per mafia anche per le sue denunce.
«Mi parlava del procuratore generale Franco Cassata e del sostituto procuratore Olindo Canali perché era sgomento del fatto che le indagini nei loro confronti lì dove emergevano comportamenti aberranti non avessero avuto alcun seguito, anzi... «, dice l´avvocato Repici, ricordando le denunce che il suo assistito aveva presentato anche al Consiglio superiore della magistratura nei confronti di Franco Cassata sostenendo la sua incompatibilità a svolgere le funzioni di sostituto procuratore generale di Messina. E lo stesso Parmaliana aveva ribadito le accuse all´allora sostituto procuratore generale Cassata, anche davanti al Csm nel procedimento disciplinare che l´organo di autogoverno dei magistrati aveva aperto nei suoi confronti.
Un procedimento che non ebbe alcun seguito. La posizione di Cassata venne archiviata e il magistrato è stato recentemente nominato procuratore generale. Secondo quanto raccolto dal legale del professor Parmaliana, l´ex sostituto procuratore generale Franco Cassata avrebbe amministrato giustizia «a senso unico». E il memoriale che Parmaliana ha lasciato prima di suicidarsi, secondo quanto è emerso dall´inchiesta della Procura di Patti, era destinato anche ai due nuovi procuratori di Messina che si sono insediati nelle settimane scorse, Guido Lo Forte a Messina e Salvatore De Luca a Barcellona Pozzo di Gotto.
L´avvocato Repici ricorda inoltre che il suo assistito non si dava pace per il modo di condurre le indagini da parte di Canali e di Cassata. E su quest´ultimo, ricorda ancora l´avvocato Repici, il professor Parmaliana esprimeva pesanti giudizi in relazione alle sue denunce sulle infiltrazioni mafiose al comune di Terme Vigliatore dove il figlio del procuratore generale Cassata, aveva ricevuto degli incarichi di consulenza per l´amministrazione comunale.
«Nessuna delle sue denunce ebbe seguito, Parmaliana - afferma l´avvocato Repici - era totalmente sfiduciato dalla giustizia che lo avrebbe spinto a suicidarsi, e poi il rinvio a giudizio per diffamazione è stato per lui un colpo durissimo, si è sentito tradito dalla giustizia».
E se queste sono le motivazioni che hanno spinto il docente universitario a compiere il tragico gesto si comprende benissimo perché l´inchiesta da Patti adesso traghetterà alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria che è competente per eventuali reati compiuti dai magistrati del distretto giudiziario di Messina. Allo stato, comunque non ci sono indagati, si procede contro ignoti per l´ipotesi di reato di istigazione al suicidio.
FRANCESCO VIVIANO

Alle esequie Lumia e il rettore Tomasello
Migliaia ai funerali La Alfano ai giudici "Fate piena luce"
TERME VIGLIATORE - Non ce l´ha fatta la chiesa dei Benedettini di Terme Vigliatore ad accogliere le migliaia di persone che, ieri pomeriggio, hanno partecipato ai funerali di Adolfo Parmaliana. Oltre alla chiesa, infatti, anche la piazza ed un parco pubblico erano affollati di amici e concittadini che hanno voluto rendere l´ultimo saluto al professore. In chiesa, oltre ai parenti, anche il senatore del Pd Beppe Lumia ed il rettore dell´Università di Messina, Francesco Tomasello. Proprio quest´ultimo ha voluto ricordare la figura professionale di Parmaliana. La figlia Gilda ha ricordato il padre concludendo con la frase «le persone oneste si ricorderanno sempre di te».
Intanto Sonia Alfano, a nome dei 70 familiari delle vittime della mafia riuniti nell´associazione che presiede ha rivolto un appello al Procuratore di Messina, Guido Lo Forte «affinché presti la massima attenzione» alle dichiarazioni contenute nel carteggio lasciato dal docente. «Chiediamo - prosegue la nota dell´associazione - che venga fatta piena luce sulle pesanti accuse che Adolfo ha rivolto alla magistratura Barcellonese e che si accertino tutte le responsabilità dei componenti di una Procura che non ha mai brillato per etica professionale e lotta alla criminalità mafiosa. È una richiesta che rivolgiamo al Procuratore di Messina, a nome di tutti i famigliari delle vittime di mafia che compongono quest´associazione, al fine di impedire che la famiglia di Adolfo Parmaliana subisca un calvario giudiziario, lo stesso che molti di noi hanno subito, fatto di scorrettezze ed atteggiamenti deontologicamente deprecabili».
Sonia Alfano, segnala che «il carteggio lasciato da Adolfo, che ben conosceva la realtà di quel territorio, è un vero e proprio atto di accusa nei confronti della magistratura barcellonese».

Stampa