Una freccia nel petto per vendetta

scritto da Il Secolo XIX il .

Lo hanno trafitto con la freccia di una balestra come nel Medioevo. Volevano vendicare uno sgarbo e gli hanno sparato al petto un dardo che lo ha passato da parte a parte. La vittima è Guido Busatti, 37 anni, pregiudicato, originario del vercellese ma da anni domiciliato tra Andora e l'imperiese. Ora lotta tra la vita e la morte nella rianimazione del Santa Corona. I due aggressori - fisicamente solo uno ha però lanciato il dardo - dopo alcune ore di indagini sono stati rintracciati e incastrati dai carabinieri di Albenga insieme a un terzo complice che ha cercato invano di favorirne la falsa ricostruzione dei fatti...

Sono stati arrestati tutti e tre: due per tentato omicidio, il terzo per favoreggiamento. Hanno la stessa età (21 anni), già precedenti penali e vivono ad Albenga. Sono Cristian Pace, Salvatore Volturana e Salvatore Morgano.

I primi due (Pace e Volturana) se il ferito sopravviverà dovranno rispondere "solo" di tentato omicidio ma il quadro s'aggraverebbe tragicamente in caso di decesso. Il terzo (Morgano) in ogni caso dovrà rispondere del favoreggiamento per averli coperti.

Di certo i primi due sono stati protagonisti di una vendetta spietata e violenta più da film che da realtà. Il dardo nel petto del 37enne lo hanno scagliato intorno alle 3.30 di ieri notte in regione Miranda, quartiere di Vadino, grosso modo sotto il cavalcavia dove avevano incontrato Guido Busatti per questioni di droga, certamente cocaina. Se fosse Busatti a cederla o l'avesse portata per conto di terzi ma di cattiva qualità, o viceversa l'avesse comprata lui e non pagata ai due giovani, sono particolari ancora da chiarire. Di certo c'è che poco prima de fatto tra l'andorese e i due albenganesi c'era stato un alterco e l'adulto aveva malmenato e insultato uno dei due. I quali, preso il fuoristrada Nissan Terrano di colore scuro in uso a Cristian Pace (di proprietà di un suo familiare) sono tornati a casa dello stesso Pace (abita lì vicino, a Vadino) e hanno preso la balestra comprata pochi giorni prima in un'armeria di Albenga per farsi giustizia.

Poi la resa di conti. In piena notte hanno rintracciato Busatti sempre in regione Miranda e gli hanno sparato la freccia da alcuni metri, probabilmente senza neppure scendere dal fuoristrada. Un colpo in grado di uccidere, che gli ha oltrepassato il torace da parte a parte forando, un polmone e sfiorando gli organi vitali. Un miracolo che non sia morto.

Il ferito, sanguinante, ha avuto ancora la forza di scagliarsi contro il fuoristrada (sporcandolo di sangue) e poi levarsi la freccia con le mani mentre i due sgommavano via. Quindi è salito sul suo scooter per andare dall'altra parte della città, oltre il ponte sul Centa, forse per cercare aiuto. Ma una volta in via Trieste, all'angolo con via e Belgrano, si è fermato stremato e in un lago di sangue.

È a quel punto che i carabinieri lo hanno trovato agonizzante e soccorso. Ai militari è riuscito solo a proferire poche parole sconnesse ma fondamentali: «Ho litigato con due ragazzi con un fuoristrada scuro» ha detto. Erano le 4 di notte e tanto è bastato agli uomini guidati dal capitano della compagnia di Albenga, Sandro Colongo, per far partire subito le indagini indirizzandole nella ricerca del fuoristrada descritto. Una ricerca vincente.

«A quel punto è stata fondamentale la conoscenza del territorio dei nostri uomini che hanno subito individuato alcuni fuoristrada simili usati da persone già note ai nostri uffici - spiega il capitano Colongo - È così che siamo arrivati al "Terrano" incriminato, che era parcheggiato sotto casa del ventenne e con macchie di sangue esterne. Il giovane però non era in casa ma c'è rientrato con l'amico complice alcune ore dopo. Sospettando fortemente di loro abbiamo portato in caserma i due e qui interrogati a lungo col supporto del sostituto procuratore Alberto Landolfi, subito arrivato. Alla fine sono caduti in contraddizione e hanno ammesso».

È poi emerso che tra lo "sparo" e la ricomparsa sotto casa i due giovani sono stati da un terzo amico per cercare di crearsi un alibi. Questi una volta individuato è stato a sua volta portato in caserma e ascoltato. E anche per lui alla fine è scattato l'arresto per favoreggiamento, visto che ha cercato invano di negare l'evidenza fornendo versioni fuorvianti.

Alla fine, quando il castello di bugie è crollato, gli stessi killer hanno indicato la zona dove si erano sbarazzati della balestra, in regione San Fedele. L'arma è ora sotto sequestro e verrà periziata. Risulta comprata da poco da Cristian Pace che per un'altra arma, un coltello, già l'anno scorso era stato arrestato. È stato lui stesso a chiarire di aver premuto il grilletto della balestra.

Dario Freccero

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