Gestiva bordello, arrestata
Lei non è come le vecchie maitresse dei bordelli di una volta che stavano - arcigne - dietro la cassa, sigaretta in bocca, a redarguire le "ragazze" e i clienti che facevano flanella. Lei è ancora giovane, ha la pelle ambrata e i modi spicci da donna manager. La sostanza però non cambia: Li Hua Zhang, una bella cinese di 40 anni, gestiva una casa squillo in città con centinaia di clienti. Giovani, anziani, professionisti e operai attratti dalla prospettiva di un appuntamento intimo e sexy con una ragazza esotica...Era lei, la bella Li, ad occuparsi di tutto, dalle prenotazioni telefoniche all'arredo - invero minimal - della casa d'appuntamento. Dai vestiti agli accessori che dovevano indossare le ragazze - tre sue connazionali, tutte di età compresa fra i 20 e i 25 anni - e consigliava loro persino come truccarsi per rendersi più irresistibili. Per tutto questo Li Zhang teneva per sè la metà di quanto incassavano le sue ragazze. Tariffa minima 40 euro ma il più delle volte si arrivava almeno a 100 perchè i clienti uscivano sempre contenti e soddisfatti delle attenzioni profuse da quelle belle ragazze con gli occhi a mandorla.
Il fiorente business della manager cinese è stato stroncato dai carabinieri del nucleo operativo del reparto operativo che l'hanno arrestata ieri per sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, dopo che la procura della repubblica della Spezia aveva emesso nei suoi confronti un provvedimento di cattura.
Aveva sentito odore di bruciato accanto a sè la bella Lì, così aveva deciso di abbandonare baracca e burattini e di eclissarsi alla velocità della luce. Aveva comprato un biglietto del treno - destinazione ufficiale Milano ma forse era solo una tappa intermedia - ed era arrivata in stazione a bordo di un taxi. Stava già per salire sul convoglio quando i militari dell'Arma l'hanno fermata e condotta prima in caserma per gli accertamenti di rito e poi in carcere.
Dalle indagini condotte dai carabinieri risultava che negli ultimi tre mesi - da giugno ad agosto - Li Zhang aveva gestito un appartamento in pieno centro, di proprietà di un suo connazionale, presso il quale faceva prostituire - a rotazione - le giovani cinesi clandestine.
Li Zhang aveva consegnato alle sue tre connazionali, altrettanti telefonini cellulari grazie ai quali venivano contattate dai clienti. Era lei, però, che fissava gli orari, anticipando o ritardando gli appuntamenti per non farli accavallare. Non solo: era lei a gestire il sito Internet che reclamizzava le grazie delle sue amiche o a far pubblicare su giornali specializzati i numeri di telefono per gli incontri.
Un'opera di merchandising da vera donna manager, per la quale si tratteneva una parte congrua delle entrate delle sue connazionali. E che adesso le è costata il carcere.
Alessandro Franceschini