Mobili imbottiti di cocaina duro colpo al narcotraffico

scritto da Il Secolo XIX il .

A pagarlo per il suo valore reale l'arredamento di legno stipato in tre container scoperti ieri su una nave attraccata nel porto di Vado ci vorrebbero un'ottantina di milioni di euro. Nessun armadio o comò o cassettiera al mondo ha lo stesso valore di mercato. Non c'entra il materiale o la provenienza o la rarità: c'entra che tutto quel legno apparentemente massiccio in realtà era pieno di liste di cocaina compatta, ciascuna da oltre un etto, che mani sapienti avevano preparato in Sudamerica allo scopo di aggirare i controlli e far arrivare nel Mediterraneo uno dei più grossi quantitativi di coca mai sequestrato in Italia...
Dire di preciso quanta sia la polvere bianca scoperta e sequestrata sulla banchina di Vado è ancora impossibile perché la giornata di ieri non è bastata per completare le operazioni di distruzione di quel mobilio. Nel primo pomeriggio erano però già stati scoperti circa 200 kg ed è un record presto doppiato e destinato con ogni probabilità ad essere triplicato, forse persino quintuplicato nei conteggi finali. Si parla di 600 forse 700 kg di droga.

«È impossibile fare una stima già ora - ha detto il colonnello Roberto Visintin, comandante della Guardia di Finanza di Savona che ha collaborato con le fiamme gialle napoletane nell'operazione di individuazione e apertura del carico - a giudicare dalla mole di lavoro che c'è ancora da fare, e da quanti pezzi sono ancora da sfasciare, non mi stupirei se alla fine il bilancio sfiorasse o magari superasse la tonnellata. Al momento sono numeri dati così, a casaccio, sulla base di quello che è già venuto fuori finora».

Divani, credenze, cassettiere, letti e comodini di fattura artigianale, in legno intarsiato, erano imbottiti di cocaina purissima, ricoperta da fogli di legno e stipati in tre container. La nave proveniva dal Messico e a quanto pare era attesa nel porto di Salerno, ma essendo seguita dalla Guardia di Finanza di Napoli, per un'indagine della direzione distrettuale antimafia campana, sarebbe stata fermata e controllata nel porto di Vado per evitare colpi di scena. Inutile dire che ci saranno stati mesi d'indagine e chissà quanti accertamenti per individuare il carico e fermarlo. Scontato che fosse indirizzato alla camorra.

Una volta individuata la nave c'erano da scovare i container scottanti in mezzo a centinaia con dentro ogni genere di merce. A quanto pare sono state le caratteristiche del trasporto, formalmente destinato ad un operatore commerciale di Roma, a far insorgere i forti sospetti ai finanzieri ma anche al personale in servizio per l'antifrode dell'Agenzia delle Dogane. Nonostante i tre container trasportassero merce della medesima natura, infatti, uno di essi aveva evidenziato un peso lordo molto eccedente rispetto agli altri due. Come mai? La risposta stava nel contenuto di quel legno foderato di polvere bianca. La direzione distrettuale antimafia di Napoli ha allora disposto l'immediata perquisizione del carico e dai controlli è stato chiaro tutto.

Nei pannelli che costituivano i rivestimenti posteriori e laterali dei mobili c'erano dei "rinforzi" applicati in un secondo tempo. Dopo averli tagliati in due, le fiamme gialle hanno scoperto panetti di cocaina da 120-140 grammi ciascuno, ridotti a lamine sottili e ricoperti di fogli di legno. Un metodo ingegnoso, per eludere anche i controlli ai raggi "x" del sistema "Silhoutte Scanner" di cui è dotato il porto. Ora non resta che spaccare tutto il legno e poi contare. Certamente è un colpo che brucia all'industria del narcotraffico campano e italiano.

Dario Freccero

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