Centrale a carbone, al ministero anche il "veto" di Legambiente

scritto da Gazzetta del Sud il .

Saline Joniche Il 18 settembre la conferenza di servizi allo Sviluppo economico...
Federico Strati

Montebello Jonico

Dopo la Regione Calabria e il Comune di Montebello Jonico, anche Legambiente ha presentato al ministero dell'Ambiente le sua osservazioni allo studio d'impatto ambientale relative alla centrale a carbone che la multinazionale svizzera Sei vorrebbe impiantare nel sito salinese dell'ex Liquichimica. In base ai dati elaborati dall'ufficio scientifico nazionale dell'associazione ambientalista, l'impianto in fase di progettazione per Saline presenta numerose imperfezioni dal punto di vista tecnico. Esso contrasta inoltre, e in modo evidente, con qualsiasi ragionevole linea di pianificazione energetica, di programmazione di sviluppo territoriale e con un rapporto costi/benefici che contemperi anche i costi e i benefici sociali, occupazionali e ambientali.

Legambiente, oltre a contestare l'incompatibilità della centrale con le aree Sic e Zps locali (su tutte l'oasi faunistica del Pantano), evidenzia inoltre come, in un territorio già pesantemente segnato e tuttora in attesa di bonifica, la centrale aggiungerebbe ai guasti ambientali e sociali prodotti dagli impianti dell'ex Liquichimica Biosintesi un'ulteriore fonte d'inquinamento, poichè le rilevanti quantità di Co2 che verrebbero emesse in atmosfera dalla centrale aumenterebbero la produzione di Co2 del nostro Paese di oltre 7,5 milioni di tonnellate, aggravando ancora di più il ritardo dell'Italia nella lotta ai cambiamenti climatici e allontanandola dagli impegni di riduzione fissati dall'Unione europea in maniera vincolante per il 2020.

Nel rinnovare alla Sei la richiesta di un confronto tecnico-scientifico sulla validità della proposta presentata e sull'opportunità ambientale ed economica della centrale, l'associazione esprime soddisfazione in merito alle osservazioni allo studio di impatto ambientale presentate dalla Regione Calabria e da altri enti locali, a partire dal Comune di Montebello, per contrastare la realizzazione dell'impianto.

La presentazione delle osservazioni da parte di Legambiente segue di qualche giorno l'avvio dell'iter amministrativo. Il ministero dello Sviluppo economico, dipartimento per la competitività, ha infatti inviato, in data 18 agosto, la comunicazione di avvio del procedimento alle varie amministrazioni in qualche modo coinvolte nella realizzazione dell'opera, con contestuale indizione della conferenza di servizi, la cui prima riunione verrà convocata entro il 18 settembre.

Nuccio Barillà, del direttivo nazionale di Legambiente, sottolinea l'importanza dello strumento della conferenza di servizi: «Siamo certi che la Regione e gli enti locali - ha detto il leader ambientalista - in sede di conferenza di servizi porteranno avanti le proprie ragioni a difesa del territorio. In tale sede non potrà non emergere l'incompatibilità ambientale del progetto relativo alla centrale. Ed è proprio per questo che invitiamo tutte le rappresentanze parlamentari in seno al governo ad attivarsi seriamente, senza sottovalutare la delicatezza degli interessi in gioco».

«È paradossale - conclude Barillà - che tutto questo avvenga proprio nel momento in cui il Governo, nell'ultimo G8 di Tokio, ha manifestato l'intenzione di abbandonare la strada del carbone».

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