Porto, è bufera in Comune. Rovere lascia il Tavolo Blu
il caso. I bagni marini critici sull'approdo davanti alla darsena...ANGELO FRESIA
ALBENGA
Il coordinatore del Tavolo blu si dimette in segno di protesta con il Comune, l'associazione bagni marini si mobilita contro il progetto, e sul porto torna a divampare la polemica. La collocazione dell'approdo davanti alla darsena sembrava aver risolto le discussioni in maggioranza dopo il lungo pellegrinaggio dell'infrastruttura da Vadino a San Giorgio. Negli ultimi giorni, però, anche questa soluzione è stata bersaglio di critiche. Con il risultato che la strada dell'operazione torna a farsi in salita.
L'ultima presa di posizione in ordine tempo è quella di Andrea Rovere, consigliere comunale di maggioranza e coordinatore del Tavolo blu, l'ente comunale che si occupa della gestione di litorali e spiagge. «Mi dimetto da questo incarico, perché il Comune ha aperto una trattativa con la Regione sulla questione del porto senza interpellare le categorie rappresentate nel tavolo», dichiara l'esponente del Partito democratico. «Rimarrò in maggioranza, ma il Tavolo blu ha fallito il suo compito e me ne prendo in pieno le responsabilità. Credo che il porto sia fondamentale per lo sviluppo turistico della città, così come la riqualificazione del fronte mare. Serve però una maggiore concertazione con le parti interessate da questi interventi», spiega il consigliere comunale, entrato in maggioranza come fedelissimo del sindaco Antonello Tabbò, col quale i rapporti sembrano essersi deteriorati proprio per l'approdo turistico.
«Siamo contrari alla collocazione del porto in darsena ed è paradossale che la nostra associazione non sia stata messa al corrente di nulla», attacca Berardo Zanelli, presidente dell'associazione bagni marini e titolare del campeggio Rivamare sul lungomare, interessato direttamente dall'eventuale realizzazione dell'opera. «Non ci hanno neppure invitato alle consultazioni per la programmazione dell'intervento. Lunedì incontreremo il sindaco in municipio e gli faremo presente che è stata una scorrettezza nei nostri confronti. I progetti vanno studiati collegialmente e non in modo arbitrario».
«Vogliamo il porto a levante, perché è l'unica soluzione in grado di accontentare tutti - continua Zanelli -. Le proteste dei contadini? Non le ho sentite quando si è trattato di difendere le zone di via Dalmazia e via Milano con un settore agricolo ancora forte. E adesso non capisco questa battaglia per un comparto in forte crisi.In fondo basta spostare l'attracco di trecento metri per salvare le spiagge più belle di Albenga. Cancellare questo tratto di litorale significherebbe non soltanto togliere il lavoro a venti persone, ma anche cancellare un servizio turistico utile a tutta la città».