"Omnia 2", chiuse le indagini su usura e mafia in Romagna

scritto da Gazzetta del Sud il .

Corigliano. In sei rischiano il giudizio per i crimini di cui sono accusati dalla Dda. Gestivano attività di "strozzinaggio" per conto della cosca Forastefano...
Vincenzo Brunelli

cosenza

Sei elementi ritenuti vicini al locale di 'ndrangheta guidato dai Forastefano "strozzavano", secondo gli inquirenti, un imprenditore edile attivo da tempo a Forlì. Le cosche alla conquista della Romagna. L'opulenta Romagna. Un piccolo paradiso per i voraci uomini della 'ndrangheta arrivati in forze per manipolare il mercato regionale dell'edilizia. Un mercato libero dagli ossessivi controlli dell'Antimafia e in forte espansione. Boss e picciotti, negli ultimi anni, sono sbarcati a Forlì, Cesena, Forlimpopoli, Cesenatico, Savignano. Imprese di cottimisti calabresi lavorano a spron battuto tra i pilastri in cemento armato dei palazzi che segnano architettonicamente l'avvento del Terzo millennio nella patria della mazurka. È in questo contesto d'interessi che si sviluppa la storia d'usura ricostruita dai carabinieri del Ros di Catanzaro. Una storia che comincia a Cassano, prosegue a Forlì e finisce con sei arresti nella Sibaritide. Personaggio centrale della vicenda, è un imprenditore d'origine reggina inizialmente residente a Sibari e poi trasferitosi, in cerca di fortuna, nella terra della piadina. È lui il testimone d'accusa che ha consentito al pm antimafia Vincenzo Luberto di chiedere e ottenere l'emissione di misure restrittive nei confronti di: Giovanbattista Capparelli, 63 anni; Domenico Forastefano, 44, inteso come "U pisciaiuolo"; Salvatore Maritato, 38; Giovanni Battista Santagada, 38, detto "U gattone"; Salvatore Lione, 31, tutti residenti a Cassano Ionio; e Vincenzo Atene, 36 anni, originario della cittadina sibarita ma residente a Cesenatico. I primi cinque, nell'ordinanza firmata dal Gip distrettuale, Antonio Battaglia, risultano indagati per usura aggravata dal metodo mafioso; il sesto risponde solo di estorsione. Tutti gli indagati erano stati poi scarcerati dal Tdl di Catanzaro, in merito a questo processo, ma la procura Antimafia ha proposto ricorso per Cassazione. Ieri l'avviso di chiusura indagine da parte del pm della Dda Vincenzo Luberto dell'inchiesta "Omnia 2".

La vittima è amministratore e titolare di una società di costruzioni che finisce finanziariamente nei guai quando, dopo aver realizzato dei lavori a Forlì per conto di una cooperativa non ottiene il pagamento delle spettanze. La cooperativa committente, infatti, va a gambe per aria e non riesce a soddisfare i creditori. L'imprenditore calabrese, esposto con banche e fornitori, decide di ricorrere ai prestiti privati. E lo fa rivolgendosi ai "paesani". Finisce così nelle grinfie di esponenti della potente cosca Forastefano che gli offrono del denaro imponendo interessi moratori da capogiro. Il rapporto economico si consuma secondo gli schemi soliti previsti dall'infame pratica dello strozzinaggio. A settembre le eventuali richieste di rinvio a giudizio. Gli indagati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Roberto Le Pera, Tommaso Sorrentino.

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