Rifiuti speciali: spariti 143 milioni di tonnellate
In Italia negli ultimi nove anni sono spariti nel nulla 143 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, in buona parte «inghiottiti nel nulla» e «trasformati in oro dalla criminalità organizzata». La denuncia arriva da Festambiente, la manifestazione nazionale di Legambiente che si svolge a Rispescia (Grosseto) e che per domani, 11 agosto, prevede la «Giornata della legalità» organizzata in collaborazione con l'associazione «Libera» alla presenza di don Luigi Ciotti. Si tratta - spiega Legambiente - di «rifiuti certamente prodotti, ma di cui non hanno notizie né di attività di recupero, né di corretto smaltimento»...Il nostro Paese «continua ad essere nelle mani dei trafficanti di rifiuti, avvelenato da una rete criminale trasversale, cinica che pensa solo a riempire le proprie casse. Soldi sporchi che alimentano i circuiti illegali e legali dell'economia, facendo concorrenza sleale a quelle aziende che operano nel rispetto delle regole. Come spietati killer - prosegue Legambiente - i trafficanti di rifiuti iniettano veleni micidiali, diossina, cadmio, arsenico, piombo, nelle nostre campagne, nelle cave, nell'impasto del cemento che entra nelle nostre case, nei sottofondi stradali e nei fiumi».
Un business di oltre 5 miliardi di euro l'anno gestito da 39 clan di camorra, mafia e `ndrangheta. Il 2007 ha il record di inchieste contro i trafficanti di veleni, 22: con le 4 concluse all´11 marzo 2008 sono diventate 96 le indagini delle forze dell'ordine ai sensi dell'articolo 260 del Codice dell'ambiente, quello che punisce il delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti. Delitto che dal 2002, anno del primo arresto, a oggi ha portato a 600 ordinanze di custodia cautelare, alla denuncia di 2.196 persone e al coinvolgimento di 520 aziende. «Un risultato straordinario - riconosce l'associazione - che ha premiato l'attività di intelligence di magistratura e forze dell'ordine, finalmente dotati di un adeguato strumento legislativo per il contrasto alle attività degli ecocriminali».