Scempio nell'area verde, ma il Comune dà il via libera

scritto da Il Secolo XIX il .

L'intestazione del documento parla chiarissimo: «Verbale di visita, relazione e certificato di collaudo». Il problema è che il Comune lo ha rilasciato poche settimane fa per uno scempio, ovvero il mini-parco tra via Ausonia e via Stallo (Castelletto) che dovrebbe rappresentare il valore aggiunto al posteggio interrato realizzato negli anni scorsi. Domanda immediata, guardando le fotografie: come si può dare il via libera per uno spazio ridotto in queste condizioni e palesemente inagibile? 
Chi, dopo esserci stato, se la sente di spalancare a nonni e nipoti l'ingresso, con il rischio di cadere appoggiandosi alla rete, di toccare centraline elettriche scoperte, senza alcuna possibilità per i disabili di usare l'ascensore o sedersi su una panchina, dato che una specie di selva le rende inavvicinabili? In sintesi: qualcuno, prima di dire che è assolutamente ok, è andato davvero a vedere?

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Non è solo un caso di quartiere, quello raccontato dal Secolo XIX. Perchè la vicenda sta prendendo una clamorosa piega giudiziaria con la denuncia alla Procura preparata dagli avvocati Massimo Curti e Antonio Rubino. Il reato ipotizzato è falso, in quanto il via libera collide con una perizia eseguita durante un procedimento civile (in realtà basta il buon senso, scorrendo le immagini che proponiamo a lato) nel corso di un'altra causa per le infiltrazioni determinate dalla costruzione dei silos. C'è di più. Il certificato (!) rischia di far volatilizzare la maxi-fideiussione che la società costruttrice aveva depositato come garanzia se i lavori non fossero stati eseguiti a regola d'arte, sebbene l'amministrazione (vedi articolo a fianco) definisca remota l'ipotesi.

I giardini "collaudati" dal Comune

Per orientarsi in questa storia, che mescola un po' tutto il peggio della burocrazia nostrana fra aziende che scompaiono e riappaiono misteriosamente, un bel po' di soldi in ballo e certificazioni da mettersi le mani nei capelli, occorre tornare addirittura al 1996, quando viene siglata la convenzione fra Tursi e la Autogen, incaricata di realizzare il park interrato.

I giardini

L'accordo è abbastanza semplice e prevede che la copertura dei parcheggi sia un'«area verde attrezzata» e illuminata per la frequentazione serale, anche se oggi in alcuni lampioni è entrata la pioggia e difficilmente si potranno utilizzare. Fatto sta che i lavori sarebbero (in teoria) terminati nel 2001, ma non proprio alla perfezione. Ci sono perdite d'acqua che innescano la vertenza con un condominio e il grande "giardino" superiore non è esattamente un gioiello. Ecco che il collaudo inizia a slittare, per la precisione di tre anni, il tempo che occorre per rimettere in sesto la zona. Nel frattempo tuttavia Autogen ha cessato la propria attività - scompare dagli elenchi della Camera di commercio nel 2003 - e ha ceduto l'opera all'Immobiliare San Marco srl, alla cui gestione partecipano persone coinvolte nella precedente ditta. Inutile dire che il parco sta andando in malora, ma a chi è delegata la manutenzione? Nella convenzione del ‘96 era scritto che sarebbe toccato ai residenti solo dopo la concessione del collaudo, altrimenti la conservazione è a carico del costruttore.

I giardini

Il punto è che l'Autogen non c'è più, e tutto va al catafascio compresi i tempi per la concessione del famoso certificato. Le «operazioni di collaudo» iniziano sì nel 2004, ma si protraggono sino al 2008 essendo saltati fuori parecchi intoppi. Il Comune rileva «difformità» assortite e andiamo avanti fino all'inizio dell'estate, il momento in cui i condomini che dovrebbero beneficiare dell'area verde si vedono notificare l'approvazione del restyling. Da lì in poi, insomma, la manutenzione dovrebbe passare a loro ed è una beffa.

I giardini

Marco Curti, uno degli avvocati che ha iniziato la battaglia con gli amministratori, sospira: «Basta osservare solo superficialmente lo stato dell'arte (le foto riportate dal nostro giornale sono un piccolo "spaccato" del degrado) per rendersi conto che questo parco non poteva essere collaudato». La soluzione tampone consiste nel chiudere a chiave il cancello, per evitare che a qualcuno venga la malsana idea d'avventurarsi in un concentrato di trappole. E però prima o dopo bisognerà capire con quali criteri è stato concesso quel benestare.

Matteo Indice

fotoservizio Marco Benzi

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