La "lista nera" delle proprietà comunali

scritto da Il Secolo XIX il .

C'è un ex albergo frequentato solo dai topi, lo splendido fantasma di Villa Gruber e i fondi di scalinata Borghese, decine di appartamenti e vecchie scuderie, i casotti dove si pagava il dazio, capannoni industriali e perfino caserme dei carabinieri. Ci sono molti "articoli" curiosi, ce ne sono tantissimi in completo stato di abbandono, ce ne sono svariati, la maggior parte, che necessitano di una decisione rapida perché a rischio crollo...
Il "catalogo" degli edifici di proprietà comunale con evidenti criticità strutturali, gli uffici di Patrimonio e Lavori pubblici di Tursi hanno iniziato a realizzarlo di concerto con i municipi dopo il "fattaccio" del crollo di due solai in un palazzo di via Prè, rispettando un impegno preso dalla giunta col consiglio: «Niente più crolli - si disse - riqualificheremo o in alternativa venderemo le proprietà comunali in stato di abbandono». Il risultato è un corposo elenco di appartamenti, palazzi più o meno pregiati, fondi e magazzini, case cantoniere ed ex edifici scolastici. In tutto si parla di circa 117 immobili e terreni, ciascuno classificato per entità di degrado, abbandono e pericolosità. Per ciascuno una scheda con i suggerimenti, le azioni da intraprendere, le manifestazioni di interesse, le immagini. Un lavoro diretto dai dirigenti comunali Paolo Tizzoni e Roberto Tedeschi, che ha richiesto mesi. Scattata la fotografia, le parole d'ordine ora sono tre: riqualificare, vendere, demolire. Comunque, evitare che le cose rimangano così. Una necessità dettata dal fatto che edifici a rischio come quello di via Prè ce ne sono molti. Sono state catalogate con "danno gravissimo e grave degrado" 46 proprietà comunali esaminate, 48 sono risultate presentare "danni medio gravi e medio degrado", 23 hanno un danno più leggero. Dodici quelli per cui viene indicata come unica o probabile soluzione la demolizione, 34 quelli da vendere al miglior offerente, 52 quelli da ristrutturare o valorizzare.

«È fondamentale, su molti cèspiti, prendere decisioni in maniera tempestiva - spiega Bruno Pastorino, assessore al Patrimonio - Un lavoro che inizieremo già a settembre. L'obiettivo non è svendere, ma mettere in sicurezza strutture che con denaro pubblico non è possibile ripristinare. In alternativa le demoliremo». Nel patrimonio in stato d'abbandono del Comune trovi immobili dal passato glorioso e altri che hai sempre visto nel tuo quartiere senza conoscerne la storia e l'antica destinazione. C'è l'ex albergo Centrale di vico del Duca, a pochi passi da Palazzo Tursi (che pure annovera nella lista anche i propri locali ammezzati, pieni di rifiuti). Poi ci sono i locali e l'archivolto in salita Santa Maria in Passione, l'ex palestra ortopedica di Scalinata Borghese, gli uffici comunali in via della Concezione. Molti gli appartamenti, magazzini e depositi. E poi ancora terreni incolti o coltivati da abusivi sulle alture di Sestri, al Garbo e sopra Voltri.

Tra le curiosità ci sono i locali un tempo al servizio dell'ascensore di via Cancelliere, soggetti a infiltrazioni e degrado, un tratto di muraglione antico in via Imperia, un'ex cappella in via Campodonico, un fabbricato un tempo classificato come chiesa del 1300 in piazza Consigliere, i locali abbandonati del tiro al piattello in via Fiorino, la piscina comunale di piazza Villa Giusti, un'ex caserma dei carabinieri in salita Superiore Noce. Infine, la malandata - e transennata - scalinata di via Palestro e, perfino, una torretta con tanto di muri circostanti in via Gianelli. Ma non mancano neppure gli immobili di pregio. Villa Gruber a Castelletto, la villa padronale nel parco di Villa Croce che ha la copertura parzialmente crollata, un antico deposito Amt in via Mura degli Zingari, l'ex complesso edilizio di salita Forte della Crocetta, il chiostro della Certosa in via Ariosto, la Villa nei giardini Melis a Cornigliano, le ex scuderie di Villa Rossi a Sestri. Ai ruderi urbani appena citati vanno aggiunti quelli "rurali" sparsi sulle alture, quasi tutti diroccati. Non mancano le ex fabbriche e i complessi edilizi abbandonati, esempi in via Spataro, via Giro del Vento (l'ex Compiano) e in via Fratelli Noli. La giunta Vincenzi spera di recuperare, dalle vendite, una cifra pari a 60 milioni, buoni per coprire il pesante "buco" di bilancio e creare 5 milioni di euro per la spesa corrente.

Daniele Grillo

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