«Iplom troppo vicina alle case»

scritto da Il Secolo XIX il .

«Due roghi di queste dimensioni in tre anni non sono una bella cosa, ma noi addetti ai lavori li consideriamo "accettabili". Ed episodi del genere possono capitare, ancora. È un po' come se paragonassimo una strada trafficata con una deserta: sulla prima il rischio d'incidenti, anche di entità medio-bassa, è ovviamente più elevato che sulla seconda». Usa queste parole il comandante provinciale dei vigili del fuoco Davide Meta per commentare la notte di paura vissuta l'altro ieri a Busalla, in Valle Scrivia, dove un incendio alla raffineria Iplom - da 65 anni attiva nel paese popolato da 6.500 abitanti - ha costretto alla mobilitazione quattro squadre di pompieri, e spinto oltre duecento persone lontano dalle case...
Meta è a capo del pool che sta conducendo gli accertamenti sull'incidente (un fatto simile, sebbene più grave, si era verificato il primo settembre del 2005) ed entro stamattina i suoi uomini consegneranno al sostituto procuratore Giovanni Arena la prima relazione: dovrebbe essere ipotizzato l'incendio colposo a carico di ignoti, ed è stato stabilito che una fuoriuscita di idrocarburi da una delle torri di distillazione - originata probabilmente dalla fessurazione d'una "flangia" - ha prodotto le fiamme divampate dopo il contatto del combustibile con l'aria. L'area d'innesco è stata posta sotto sequestro, il resto della fabbrica (250 i dipendenti) ha ripreso a lavorare mentre il nuovo allarme ha dato il la alle reazioni politiche. Due interpellanze sono state presentate in Regione da Gianni Plinio (An), che chiede senza mezzi termini la «delocalizzazione» dell'impianto, e Fabio Broglia (gruppo misto per il Pd), che si sofferma sulla pericolosità dello stabilimento nel cuore del centro abitato, proponendo l'individuazione d'un sito alternativo. Quella del trasferimento è la strada proposta pure dal sindaco Mauro Valerio Pastorino, medico e leader d'una lista civica, in attesa di capire come si pronunceranno gli assessori regionali all'Industria Renzo Guccinelli e all'Ambiente Franco Zunino. A loro il governatore Claudio Burlando ha chiesto una relazione urgente, sebbene già nel 2005 la Regione si fosse pronunciata all'unanimità per lo spostamento di macchinari e serbatoi. Infine i Verdi, che parlano senza mezzi termini di «bomba innescata».

Iplom, con un nuovo comunicato, ha ribadito che in aria non sono state diffuse sostanze nocive e rimarca l'efficacia dei dispositivi di prevenzione, con le squadre interne e i vigili del fuoco attivi in un minuto, l'autostrada e la ferrovia bloccate. E però Meta ammonisce: «L'elemento essenziale in materia di sicurezza non è rappresentato dalla vicinanza della caserma dei pompieri e dalla loro rapidità d'intervento, non può essere un aspetto vincolante. Questa, non dimentichiamolo, è l'unica raffineria presente in Liguria ed è un'azienda a rischio d'incidente rilevante. Se per esempio la squadra di Busalla fosse stata impegnata in un altro comune beh, il nostro operato si sarebbe rivelato decisamente più problematico». Iplom (Industria piemontese lavorazione oli minerali, che da Moncalieri si stabilì in Valle Scrivia negli anni '40 per essere più vicina al porto petroli, ed è sempre stata guidata dalla famiglia Profumo) ha concessioni fino al 2013, prorogabili, e soprattutto ha avviato la procedura per l'ottenimento dell'Aia (Autorizzazione integrata ambientale), un lasciapassare che in qualche modo le darebbe la certezza di rimanere nell'hinterland genovese. Contestualmente deve adeguarsi agli standard europei per la desolforazione del gasolio, con la prospettiva d'installare nuovi impianti fortemente avversata dagli ambientalisti locali. Il comandante dei pompieri è forse uno dei più titolati a parlare, e il suo ragionamento è semplice. «Nel 2008 l'ipotesi d'uno stabilimento simile a ridosso delle case sarebbe del tutto impercorribile. Ma per quelli che già esistono, noi non possiamo che limitarci a contemperare le varie esigenze garantendo il più possibile la sicurezza».

Matteo Indice
Simone Schiaffino

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