Una funivia sulle Cinque Terre "Fermatevi, è uno sfregio al parco"

scritto da Repubblica il .

Riomaggiore, Italia Nostra contesta il progetto dell'Ente di gestione. L'impianto, lungo 2 km, dovrebbe collegare il forte di Bramapane a quota 600 metri...
Il progetto di funicolare nelle Cinque Terre di MARCO PREVE

GENOVA - Il messaggio è a dir poco chiaro: le funivie fatele a Cervinia ma per piacere lasciate stare gli ultimi paradisi naturali. Destinatario, Franco Bonanini, il "presidente custode" del Parco delle Cinque Terre, eccellenza italiana del turismo compatibile. Mittente, il Consiglio Nazionale di Italia Nostra. La clamorosa bocciatura riguarda un progetto che dovrebbe concretizzarsi il prossimo anno e che prevede la realizzazione di un "ascensore-funicolare".

Dovrà collegare uno dei sentieri più affollati dai turisti - la via dell'amore o sentiero azzurro - sopra il comune di Riomaggiore, alla cima del monte Parodi, ad un'altezza di 600 metri dove si trova il forte di Bramapane.

Bonanini difende la scelta del Parco e della Regione Liguria (che per l'opera stanzierà in totale un milione di euro) di un "ascensore che unisce, come un'opera d'arte e che avrà una sola campata, quindi un impatto assolutamente minimo". Anzi Bonanini rilancia e annuncia che il Parco ha già presentato ricorso nei confronti del Genio Militare che un anno fa ha venduto ad una società privata di Pavia, la Cinque Forti srl, l'ex forte militare di Bramapane "senza rispettare l'opzione di prelazione che ci spettava e che non ci è stata neppure offerta".

Ma partiamo dalla funivia che potrebbe essere lunga circa due chilometri. E dalla delibera del Consiglio Nazionale di Italia Nostra dopo la segnalazione del presidente regionale dell'associazione, Giovanni Gabriele. "Una struttura di questa natura - dicono da Italia Nostra - determinerebbe l'occupazione di spazi attualmente liberi nel luogo di partenza e in quello di arrivo con la inammissibile alterazione della delicata morfologia del territorio e dunque con lesione della stessa integrità fisica di aree protette".

Nel mirino la visibilità della struttura: "L'impianto, con la realizzazione delle invasive stazioni a valle e a monte e la successione dei piloni di sostegno, altererebbe l'immagine del parco, interferendo nelle molteplici visuali da terra e dal mare".

In conclusione, secondo l'associazione Italia Nostra, ci si trova di fronte all'"introduzione di un sistema artificiale di mobilità dentro il parco e in zona di protezione naturalistica sul modello, del tutto estraneo al paesaggio costiero, delle attrezzature a servizio delle zone sciistiche di montagna".

"Non capisco la critica perché il progetto definitivo ancora non c'è - replica Bonanini che è anche il presidente dell'Agenzia Turistica regionale - L'idea in ogni caso è quella di realizzare una funivia che parta da mezza costa, ad una sola campata, senza piloni intermedi e con strutture necessarie solo ad ospitare i macchinari meccanici. Tra l'altro il percorso è in una valle chiusa, senza vista sul mare. È una scelta per alleggerire la costa. Attualmente le migliaia di visitatori, quasi tutti escursionisti, si concentrano in una porzione minima di territorio, il 4 forse il 5%. In più, con la funivia, si potranno offrire opportunità turistiche anche ai comuni e ai borghi dell'altro versante della val di Vara".

Il dibattito sulla futura funivia conferma l'altissimo livello di sensibilità ambientale che circonda il Parco delle Cinque Terre, patrimonio Unesco. E che, se da un lato costringe Bonanini alla difesa, dall'altro lo vede all'attacco, impegnato a sua volta in una battaglia contro il Genio Militare che ha venduto il forte Bramapane ad un'immobiliare di Pavia. "Vogliamo bloccare tutto - spiega Bonanini - . Non ci è stato permesso di esercitare la nostra prelazione per acquistare l'area. È chiaro che i vincoli impediscono tentativi di speculazione, ma se hanno acquistato qualche speranza devono averla e noi certo non vogliamo far loro un regalo portando la gente con la funivia. Noi su quelle aree vogliamo ci siano biciclette e cavalli, non alberghi esclusivi".

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