Un'antenna vicino all'ospedale? Tutti rispondono: non la vogliamo

scritto da Gazzetta del Sud il .

«Circolano voci insistenti che a contrada Chianta, nel cuore della città, si vuole installare un ripetitore per telefonini cellulari»...
Con questa preoccupazione esordiscono in una nota congiunta l'ex consigliere comunale Pasquale Palazzo, i consiglieri Gennarino Masi e Carlo Aiello, e l'ex presidente del consiglio provinciale Giovanni Paola. Secondo i quali «queste voci stanno generando apprensione e preoccupazione tra i residenti e tra chi vi lavora in questa parte della città dove nelle strette vicinanze esistono il Palasport, la piscina comunale, il Municipio e l'ospedale civile. Mentre una scuola materna e una elementare si trovano proprio dove dovrebbe essere installata l'antenna».
Secondo i quattro firmatari «gli studi hanno dimostrato che l'esposizione continuata a campi elettromagnetiche, come avviene quando si "convive" con i ripetitori, possono generare nell'uomo un effetto termico ed anche un'alterazione dei messaggi elettrochimici dell'organismo in seguito all'assorbimento di energia elettromagnetica». Da qui la richiesta al Comune di «vigilare sul territorio e non rilasciare licenze o autorizzazioni per l'installazione di ripetitori nei centri abitati. Si invitano ancora le autorità, se non è stato fatto, a dotare il territorio comunale sia della mappatura delle stazioni radiobase, sia dei dati di livello di inquinamento elettromagnetico presenti sul territorio».
Stessa richiesta dall'associazione "Casa della legalità" presieduta da Emilia Cantafio. «Progresso, tecnologia, ambiente e salute possono coesistere... basta volerlo», sostiene Cantafio. Ed in particolare sul ripetitore in località Chianta l'associazione sottolinea che nelle vicinanze si trovano un ospedale, scuole, centinaia di case e campi sportivi. «Un vero e proprio cuore cittadino pulsante, la cui salute potrebbe essere messa in pericolo dall'installazione di un ripetitore». Ecco perché la "Casa della legalità" chiede di trovare soluzioni tecnologiche in grado di far sì che gli interessi delle società di telecomunicazione cedano il passo alla salute dei cittadini e alla tutela dell'ambiente».

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