I vigili del fuoco respingono le accuse sui ritardi

scritto da Gazzetta del sud il .

Il caposquadra dei vigili del fuoco del distaccamento cittadino Lorenzo Stella intende replicare alla Confcommercio e a quanti hanno riferito «analisi inesatte e piuttosto fantasiose - afferma Stella - sui tempi che i vigili del fuoco hanno impiegato per raggiungere la ditta Celma in via Del Progresso dove è stato dato fuoco ai trattori»...
«Si è detto - ha sottolineato Stella - che si poteva arrivare prima asserendo così che siamo arrivati tardi e che di conseguenza si sono verificati danni ulteriori». «Voglio chiarire - ha affermato Stella - con documenti ed atti facilmente verificabili che siamo stati avvisati dal signor Luigi Piacente al numero di emergenza 115 alla 1,25 e che alla 1,35 eravamo già sul posto dove abbiamo fatto opere di spegnimento, di bonifica e di raffreddamento mezzi e siamo rimasti fino alle 2,55». «E' sgradevole dover chiarire tutto questo - ha sottolineato Stella - ma è doveroso farlo non solo per onestà di verità ma soprattutto per non dare adito a false interpretazioni su aspetti gravi ed importanti che attengono il nostro corpo e le nostre responsabilità che - ha aggiunto - portiamo sempre a compimento con scrupolo e senso di servizio anche se a costo di grandi sacrifici» .
Sull'incendio alla Celma interviene la Casa della legalità e della cultura che afferma come sia importante «creare sinergie comuni fra imprese ed associazioni imprenditoriali per ribaltare la situazione di solitudine che spesso attanaglia chi produce economia».
«Siamo convinti -affermano - che sia il caso di mantenere vivo il dialogo attorno a tali temi, e crediamo che sia doveroso che si apra un tavolo di discussione fra i garanti della sicurezza e le associazioni degli imprenditori e gli imprenditori al fine di trovare una soluzione concreta per evitare che noi tutti diventiamo retaggio di tali simili schemi».
«Fare impresa a Lamezia, ci tiene - a sottolineare la Casa della legalità - non vuol dire mettere in conto atti di tale portata, non deve significare impresa subordinata al potere mafioso, ma deve significare ribellione contro il degrado e il malaffare». «Questa è la nostra riposta - asseriscono -a chi vuole ostacolare con il controllo mafioso la crescita economica nel nostro territorio allo specifico scopo di, incutendo timore, impedire il radicarsi della cultura dell'impresa e scoraggiando chi vuole costruire qualcosa di buono nella propria terra».

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