Blitz anti-clandestini: centinaia di arresti

scritto da Il Secolo XIX il .

Una vasta operazione della polizia contro l'immigrazione clandestina ha portato in queste ore all'arresto in nove regioni di diverse centinaia di persone italiane e straniere e all'esecuzione di decine di espulsioni...
L'attività, coordinata dallo Sco, il servizio operativo della Direzione centrale anticrimine (Dac), si è svolta in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio e Campania, spiega la polizia.

Complessivamente l'operazione coordinata dallo Sco, che si è sviluppata in 9 regioni e 15 province nell'arco di una settimana, ha portato all'arresto di 383 persone, di cui 268 stranieri. Di queste 92 sono state fermate per spaccio di droga, 111 per immigrazione clandestina e inottemperanza del provvedimento di espulsione, 3 per sfruttamento della prostituzione e 177 per rapine o furti.

Centodiciotto invece i clandestini espulsi di cui 53 accompagnati direttamente alla frontiera e 65 trasferiti nei Cpt. «Si tratta di una massiccia e complessa operazione contro quei reati connessi all'immigrazione clandestina - ha detto il direttore della Direzione anticrimine centrale della polizia, Francesco Gratteri -. Non è un'azione indirizzata verso una categoria o un'etnia specifica ma aveva come unico obiettivo quello di contrastare una criminalità che ha provocato un innalzamento dell'allarme sociale».

Gratteri ha poi sottolineato che il dispositivo messo in atto in tutta Italia sarà riproposto in futuro in quelle aree dove siano presenti elementi di criticità. E la scelta delle zone dove intervenire - gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Torino, Brescia, Milano, Varese, Venezia, Verona, Padova, Genova, Bologna, Ferrara, Firenze, Ancona, Roma, Salerno e Napoli - in questa prima fase è stata dettata dalla necessità di muoversi nelle situazioni più a rischio.

«L'operazione non è ancora conclusa - ha spiegato infatti il direttore del Servizio centrale operativo della polizia Gilberto Calderozzi - e la scelta delle regioni e dovuta all'analisi di informazioni di intelligence che facevano registrare le criticità più sensibili».

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