Tangenti al Galliera, cinque rinvii a giudizio

scritto da Il Secolo XIX il .

Rinvio a giudizio per Carlo Isola, Giovanni Francesco Cazzullo, Mario Giovanni Rossi, Roberto Galliano e Marco Buriani nell'ambito di quella che fu definita la "mensopoli genovese", l'inchiesta del pm Francesco Pinto su un presunto giro di tangenti nella gestione degli appalti della mensa dell'ospedale Galliera e di alcune scuole elementari genovesi... Un sesto indagato Orazio Giuseppe Carraro, delegato della società Gama per la gestione del progetto Galliera, ha scelto di uscire di scena patteggiando una condanna a un anno e sei mesi di reclusione.

Era stato Carraro a riferire agli inquirenti di aver pagato piccole tangenti ai suoi interlocutori, definiti in codice con i soprannomi di "Omino", "don Pietro" e "Coniglio". Il processo inizierà il 12 giugno davanti alla terza sezione penale del tribunale di Genova. Per tutti l'accusa è di corruzione, turbativa d'asta e falso ideologico, reati che sarebbero stati commessi dal settembre del 2000 al settembre del 2003. Il personaggio più in vista tra quelli travolti dallo scandalo, che scoppiò nel maggio del 2005, è Carlo Isola, l'ex capo di gabinetto della Regione, vice direttore generale del Comune di Genova, che è assistito dall'avvocato Massimo Boggio.

Isola, finito agli arresti domiciliari il 24 maggio del 2005 insieme al direttore amministrativo dell'ospedale Galliera Giovanni Cazzulo e al responsabile della sicurezza Roberto Galiano (ma il riesame aveva annullato la misura cautelare giudicandola illegittima) è accusato di aver incassato una tangente di 18.323 euro e 89 centesimi per favorire la società di catering Gama spa garantendole la proroga del contratto d'appalto per la ristorazione scolastica comunale e l'aggiudicazione della gara per la fornitura dei pasti all'ospedale Galliera.

Una torta del valore di oltre dieci milioni di euro. Secondo l'accusa avrebbe accettato da Carraro, rappresentante della Gama, «la promessa di attribuzione di quote di partecipazione e all'assunzione della propria figlia all'interno di una società privata partner di minoranza di una azienda misto pubblica di futura costituzione, che avrebbe gestito la ristorazione scolastica del Comune di Genova e quella ospedaliera oltre che un ipotetico progetto di ristrutturazione dell'intero Galliera». A Cazzulo, direttore amministrativo del Galliera, è contestata una tangente da 5mila euro, sempre connessa agli appalti delle mense. Anche lui è accusato di aver accettato la promessa di quote di partecipazione societarie.

Roberto Galiano, direttore dei lavori della mensa avrebbe ricevuto 7.500 euro. Secondo l'atto d'accusa del pm Pinto, sarebbero stati Mario Rossi, direttore commerciale di Gama, e Orazio Carraro (che lo ha ammesso), a consegnare le tangenti a Isola, Cazzulo, Galiano e Buriani (somme variabili da un minimo di 5mila euro a un massimo di 18mila). All'architetto Buriani viene contestata l'unica "tangente" in lire, la vecchia valuta, incassata «per garantire alla Gama la "tranquillità amministrativa" relativa all'esecuzione contrattuale dell'appalto per la ristrutturazione dei locali della mensa ospedaliera e il loro adeguamento».

Il rinvio a giudizio è stato disposto ieri mattina dal giudice per le udienze preliminari Maurizio De Matteis che ha respinto alcune istanze presentate dai difensori degli imputati, prima di tutto sulla presunta incompetenza territoriale in quanto il filone genovese dell'indagine partì da un'inchiesta della procura di Verona sul fallimento della società di catering Gama, e a Verona sarebbero stati commessi i reati più gravi. Ma per il gup, che nella sua ordinanza ha citato «costante giurisprudenza»: «lo spostamento della competenza territoriale» è possibile «solo se i procedimenti si trovano nella stessa fase processuale».

E così non è: quello di Verona è in fase di indagini preliminari, quello di Genova in udienza. Il gup ha respinto inoltre le richieste sull'inutilizzabilità degli atti di indagine compiuti dopo la scadenza dei termini per le indagini preliminari («Gli unici atti successivi - scrive il gup - sono i verbali di interrogatorio dello stesso Isola, i quali però sono stati assunti nei termini previsti»),e sull'inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche (atti depositati prima dell'avviso di conclusione indagini). De Matteis ha accolto dunque le richieste del pm è ha fissato l'udienza.

Isabella Villa

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