Angelini, ecco l'atto che bloccava 14 milioni

scritto da il Centro il .

Rimborsi d'oro: il legale della Regione avvisò Quarta e Mazzocca dei rischi penali...
PESCARA. La Regione sapeva. Era stata avvisata dei rischi penali della delibera 58 che ha sbloccato il rimborso di 14 milioni di crediti ceduti da Vincenzo Angelini alla Deutsche Bank.

 La bufera giudiziaria e i nove avvisi di garanzia, per abuso patrimoniale, che si sono abbattuti sul presidente, Ottaviano Del Turco, il segretario generale, Lamberto Quarta e sette assessori, tra i quali Bernardo Mazzocca, per aver approvato la delibera sblocca-rimborsi, trovano una spiegazione nel documento riservato che pubblichiamo.

E' una lettera spedita il 14 dicembre a Quarta e Mazzocca, dopo che la Deutsche Bank aveva intimato alla Regione di pagare i crediti altrimenti sarebbero lievitati interessi da capogiro: un milione di euro.

 A dicembre l'avvocatura regionale, chiamata ad esprimersi sulla richiesta della banca tedesca, dà lo stop al pagamento. Ma viene ignorata. Il parere dell'avvocato Sandro Pasquali è però chiaramente negativo: il legale avverte la Regione che sta pagando due volte la stessa somma; definisce incauto il comportamento di Angelini e invita Quarta e Mazzocca a rivolgersi alla procura.
«La Deutsche Bank, ancora una volta, tende a procurarsi l'obiettivo certo del risultato economico», scrive Pasquali, «affidando alla Regione l'onere e l'alea di risolvere tutte le questioni connesse, ancorché quantomeno improvvidamente procurate da singoli fornitori, e che attengono ad obbligazioni pecuniarie che vengono ad essere sostanzialmente duplicate. L'ovvietà delle conseguenze esime dal sottolinearne la gravità».

 Pasquali conclude in modo chiaro: «Si osserva, infine, che qualora nella complessa questione di cui trattasi, e in particolare nel comportamento dei fornitori, dovessero ravvisarsi fattispecie in ipotesi costituenti reato, dovrebbe provvedersi ad informare dei fatti la competente Autorità Penale».

 Cosa fa la giunta di fronte all'atto del proprio avvocato? Lo dribbla: il 29 gennaio, infatti, approva la delibera che autorizza il pagamento in favore della Deutsche Bank alla quale l'imprenditore della sanità privata, Vincenzo Angelini, ha ceduto crediti per due terzi illegittimi, dice la procura di Pescara.

Il totale erano 38 milioni: Angelini ne passa 14 alla banca che chiede il saldo alla Regione. Lo stesso imprenditore delle cliniche però presenta al tribunale di Chieti un decreto ingiuntivo contro la Asl di Chieti con cui richiede l'intera somma (38 milioni): senza scorporare la parte ceduta alla filiale di Londra della banca tedesca che, il 7 giugno 2007, scrive a Mazzocca questa lettera dai toni perentori: «Invitiamo la Regione e le Asl ad effettuare senza indugio a favore di Deutsche Bank i pagamenti degli importi certificati relativi ai crediti aprile 2007.

Osserviamo che il sollecito pagamento di tali importi arrechi un significativo vantaggio per la Regione e le Asl dal momento che non impedirà di effettuare compensazioni o sollevare eccezioni rispetto a tali crediti nei confronti dei fornitori». E infine la banca intima che «il perdurante ritardo di tali pagamenti arreca un danno tanto alla Regione e tanto alle Asl, in ragione della maturazione degli interessi di mora». Cioè un extra da un milione di euro.

Lorenzo Colantonio

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