Nuova operazione antimafia a Palermo
Criminalità: operazione antimafia a Palermo
Una vasta operazione antimafia della Polizia di Stato si è conclusa questa mattina con l’esecuzione di 14 ordini di custodia cautelare contro diversi componenti del clan mafioso della zona di Boccadifalco – Passo di Rigano e della "famiglia" di Torretta. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio, concorso in associazione mafiosa e di aver protetto la latitanza del boss Salvatore Lo Piccolo, uno dei boss emergenti dopo l’arresto di Bernardo Provenzano.
Tra gli arrestati anche imprenditori, liberi professionisti e due funzionari pubblici accusati di concorso esterno in associazione mafiosa per aver favorito la concessione di autorizzazioni, licenze edilizie ed appalti pubblici al clan Torretta.
Il blitz, che ha visto impegnati oltre 100 uomini della squadra mobile di Palermo, nasce da un’indagine, che si è avvalsa anche di intercettazioni telefoniche ed ambientali, e che ha permesso di ricostruire l’organigramma del "mandamento" mafioso di Boccadifalco – Passo di Rigano.
Sono emersi inoltre stretti rapporti tra le "famiglie" palermitane, in particolare quella di Torretta, e la mafia americana. In particolare, secondo gli investigatori, a tenere i contatti con le cosche d'Oltreoceano e a curare i traffici di denaro e droga tra i boss dei due Paesi sarebbe stato un uomo che nelle conversazioni intercettate dagli investigatori veniva chiamato "u Frankie" identificato poi in Frankie Calì. Uomo d'onore del clan mafioso dei Gambino e parente dei boss Inzerillo, fuggiti negli Usa dopo la guerra di mafia degli anni Ottanta. E infatti in indagini recenti gli inquirenti avevano accertato che il rientro in Sicilia degli Inzerillo sarebbe stato auspicato proprio da Salvatore Lo Piccolo, che con la famiglia di Torretta ha stretto una forte alleanza.