Squillo cinesi per il nord Italia
30.06.2007 – Il Secolo XIXSquillo cinesi per il nord Italia
Eseguite numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere e perquisizioni in Liguria, Lombardia, Piemonte e Toscana
Nuovi sviluppi oggi nell’inchiesta sulle squillo cinesi. Nel capoluogo lombardo, in particolare, i carabinieri hanno scoperto tre case d’appuntamenti: in quella principale sono stati trovati una quarantina di telefonini con carte prepagate corrispondenti ad alrettanti numeri di telefono, pubblicizzati tramite annunci a luci rosse su giornali italiani. I telefoni venivano poi affidati alle ragazze sfruttate, tutte orientali.
Erano state diciassette le persone tra arrestati e fermati perché indiziati di reato e una decina gli appartamenti perquisiti , di cui tre sequestrati tra Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia, Liguria (ad Albisola) e Puglia.
Questi i numeri dell’operazione “Maestro”, portata a termine ieri dal comando provinciale dei Carabinieri di Savona, contro una banda di cinesi e italiani che avevano messo in atto un vasto giro di prostituzione con base operativa in via Paolo Sarpi, la “China Town” di Milano; l’operazione è stata chiamata così dall’appellativo dato al capo dell’organizzazione che era di tipo piramidale.
Dopo di lui venivano le “zie anziane”, le consigliere del capo che si occupavano dell’organizzazione della banda, sotto di loro i “fratelli”, che avevano compiti logistici e di controllo sulle varie case, in fondo alla piramide stavano invece le prostitute, reclutate tra baby-sitter cinesi, ma anche tra dipendenti di laboratori di sartoria, a vari livelli.
Le indagini sono state avviate nell’autunno dello scorso anno, ma già a maggio 2006 si era avuto sentore di quanto stava accadendo: secondo quanto ricostruito dai Carabinieri le ragazze potevano guadagnare anche 400 euro al giorno.
In manette sono finiti il capo dell’organizzazione, Wuang Jun (54 anni), residente a Milano, Zhang Hang, residente a Ponte Lambro, Bruno De Fazio, residente a Ponte Lambro nel milanese (ma arrestato nella zona di viale Jenner, Milano) e gestore di una casa di appuntamento a Varazze, insieme con la convivente Zhang Hang, Davide Calbini, cuoco di 28 anni residente a Savona (gestiva una delle due case di appuntamento che si vede in foto, quella di via dei Ceramisti ad Albisola) e Gaetano Rapisarda, loanese. Per loro l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.