Grasso frena sull'abolizione dell'ergastolo

scritto da Corriere il .

22.06.2007 – Corriere on line
Il procuratore antimafia: la misura scatenerebbe una guerra tra clan

Grasso frena sull'abolizione dell'ergastolo
Il magistrato: «Se qualcuno dei corleonesi dovesse tornare di nuovo in campo la situazione potrebbe esplodere»

PALERMO
- Abolire l'ergastolo? Non sarebbe una buona idea, almeno per il procuratore antimafia, Piero Grasso, che teme contraccolpi pesanti nel mondo della criminalità organizzata. «Se si cominciano a indebolire quelli che sono i punti fermi della legislazione antimafia e si comincia a parlare di abolizione dell'ergastolo può avvenire una guerra di mafia di proporzioni immani», ha detto il magistrato a Palermo, durante la presentazione dei dati sull'economia illegale. «Se qualcuno di quelli che abbiamo all'ergastolo dovesse tornare - ha aggiunto - cioè con alcuni corleonesi di nuovo in campo, certamente la situazione potrebbe cambiare», in peggio, teme Grasso. E rimettere in discussione gli equilibri che reggono l'organizzazione mafiosa.

GIUSTO PROCESSO - La scorsa settimana a Palermo, era stato assassinato il boss Nicolò Ingarao. Ma per Grasso non si tratta del temuto inizio di una guerra di successione: «Penso che, dai dati che abbiamo, si tratta di situazioni di assestamento piuttosto che di prodromi di una guerra di mafia». Ma i pericoli incombono. E i rischi sono concreti. Come, per esempio, la «tanto ventilata revisione dei processi», ha aggiunto il procuratore: applicare il cosiddetto giusto processo ai primi dibattimenti contro le cosche mafiose per le stragi, «potrebbe essere uno spauracchio che dà effetti negativi».

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