Zone blu, inchiesta sulla giunta Pericu
L' ex sindaco Giuseppe Pericu e la sua giunta sono nel mirino della procura della Corte dei Conti e delle fiamme gialle. Al centro dell' indagine, che si è conclusa alla fine di luglio con una relazione dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria, c' è una delibera del 2005 con cui l' amministrazione Pericu assegnava alla neonata Ami... (Azienda Mobilità e Infrastrutture, una costola dell' Amt che, proprio in quei mesi registrava l' ingresso dei francesi di Transdev) la gestione dei proventi delle multe nelle varie aree blu in cui è stato suddiviso il centro cittadino. La magistratura contabile, però, ipotizza che si tratti di un utilizzo che va contro l' articolo 208 del codice della strada il quale stabilisce come e a chi debbano andare i soldi delle contravvenzioni. Oggetto del contendere: 800mila euro. Parallelamente all' indagine della Corte, che si muove nell' ambito del presunto danno erariale - ossia verifica che gli amministratori spendano bene il nostro denaro - è partita anche una segnalazione penale, indirizzata al procuratore capo Francesco Lalla e all' aggiunto con delega ai reati contro la pubblica amministrazione Mario Morisani. In questo caso l' eventuale reato, anche se la segnalazione è il classico atto dovuto, è quello di abuso d' ufficio. Negli ultimi mesi, i finanzieri del nucleo Sarade (Servizio accertamenti responsabilità amministrative e danni erariali) hanno esaminato una grande quantità di pratiche e documenti. A cominciare dalla delibera votata dalla giunta Pericu nel 2005 che decideva di far gestire ad Ami il denaro proveniente dalle multe delle aree blu. Nel 2006 l' Azienda (voluta, sostennero all' epoca molti osservatori, per dirottarvi il forte passivo di Amt altrimenti poco appetibile per soci esteri) avrebbe incassato 450 mila euro di multe. A questa cifra vanno aggiunti altri 350 mila euro, derivanti da accordi con la controllata Genova Parcheggi ed utilizzati per coprire i costi di 12 "verificatori", come viene chiamato il personale incaricato di individuare e sanzionare gli automobilisti in fallo. Secondo gli inquirenti, i soldi dovevano essere utilizzati direttamente dal Comune per gli scopi indicati dall' articolo 208, in particolare per «il miglioramento della circolazione sulle strade, il potenziamento e miglioramento della segnaletica stradale» oppure per i corsi di educazione per le scuole. Il Comune ritenne però (e lo spiega in questa stessa pagina l' ex assessore Liccardo) che la propria delibera rispettasse il dettato della legge. Conclusa la fase di raccolta delle prove, adesso la procura valuterà la relazione della finanza e, nelle prossime settimane, potrebbe emettere i cosiddetti "inviti a dedurre", l' atto formale con cui si avvisa la persona che è sottoposta ad indagini. Va poi ricordato che su Ami sono ancora in corso altri accertamenti della procura regionale della Corte e riguardano proprio i passaggi tecnici e le decisioni amministrative che portarono alla sua creazione come costola dell' Amt.MARCO PREVE