«Vincenzi sindaco,non cè incompatibilità» Il giudice Bigotti ha rigettato il ricorso
26.09.2007 – Il Secolo XIX
LA SENTENZA
«Vincenzi sindaco,non c’è incompatibilità»
Il giudice Bigotti ha rigettato il ricorso presentato da Christian Abbondanza della “Casa della legalità”
IL TRIBUNALE civile ha rigettato il ricorso sulla presunta incompatibilità dell’incarico a sindaco di Marta Vincenzi rispetto a eventuali appalti dati a una ditta in cui lavorano il marito e la figlia del sindaco. Ricorso presentato da Christian Abbondanza, ex dipietrista fondatore della “Casa della legalità”. Le motivazioni verranno rese note fra dieci giorni. E solo allora si capirà se la decisione del giudice è scaturita da un vizio procedurale, cioè da irregolarità nella formulazione e nella motivazione del ricorso, o da una decisione sul merito.
Al collegio,presieduto dal presidente del Tribunale, Antonino Di Mundo, il giudice Alvaro Vigotti e come relatore il giudice Franca Maganza della prima sezione, ha partecipato anche il sostituto procuratore Silvio Franz.
«Si è trattato di un rito abbreviato speciale molto simile al processo penale ha detto l’avvocato Lorenzo Acquarone, difensore del sindaco Vincenzi.
Una delle tesi che noi abbiamo sostenuto è che ci vuole non il sospetto ma un principio di prova. E crediamo che il giudice non abbia trovato alcuna prova dell’esistenza di un conflitto di interessi tale da dichiarare ineleggibile Marta Vincenzi». Christian Abbondanza, che ha presentato la mozione su iniziativa popolare, ha sostenuto invece che «il marito del sindaco, l’ingegner Bruno Marchese, potrebbe avere sub incarichi e sub appalti dal Comune o dalle società partecipate senza che il cittadino ne sappia niente a meno che il Tribunale faccia un’istruttoria». Il tribunale si è trovato di fronte a tre strade: rigettare il ricorso, accoglierlo, creando un precedente inedito nella storia del Comune di Genova, oppure avviare un’istruttoria capace di individuare eventuali situazioni di conflitto di interessi». Il giudice ha scelto la prima. « La Vincenzi è sfuggita al conflitto di interessi per una virgola spiega Christian Abbondanza a commento della sentenza,alla quale potrebbe fare appello. La legge prevede che i cittadini per tutelarsi rispetto alla commistione politica affari, ai conflitti di interesse che piegano le scelte delle istituzioni all’interesse personale contro l’interesse generale, possano ricorrere al tribunale civile.Noi lo abbiamo fatto perché Marta Vincenzi non ha mai fornito, a noi, agli organi di stampa e ai consiglieri comunali che lo hanno richiesto ufficialmente più volte la lista dei sub incarichi e subappalti del Comune e delle società partecipate o controllate».