Guai a disturbare il manovratore: Come ti distruggo le inchieste

scritto da Elio Veltri il .

02.11.2007 – da DemocraziaLegalità

Guai a disturbare il manovratore:  Come ti distruggo le inchieste

di Elio Veltri

Se Luigi De Magistris e Clementina Forleo non avessero saputo fare il loro lavoro non li avrebbe importunati nessuno e tanto meno alcuni loro colleghi zelanti e servili.

Se De Magistris e Forleo non si fossero occupati del capo del governo, dei ministri degli esteri e della giustizia, avrebbero ricevuto la richiesta di fare i consulenti giuridici del Presidente del consiglio, del Ministro degli esteri, del Ministro della giustiza o del Presidente della commissione antimafia. Tanti soldi e nessun grattacapo.

Ma De Magistris e Forleo hanno rotto… e il potere non perdona. Più corrotto è e meno perdona.

Le inchieste “ Toghe Lucane”e "Whay not" di De Magistris sono state maciullate. Il modo in cui è avvenuto è da manuale di una Repubblica delle banane.

Il PM che le conduce prima viene sputtanato perché è andato due in televisione.

Come se altri magistrati noti e che hanno pagato con la vita la loro fedeltà a questo Stato che non la merita, mi riferisco a Falcone e Borsellino, e a tanti altri, non ci fossero andati perchè costretti dall’isolamento in cui lo Stato li aveva lasciati.

Poi il Ministro della giustizia, indagato da De Magistris, utilizzando la legge Castelli( chi l’ha detto a che a questo centro sinistra non piacciono le leggi del governo Berlusconi?) sull’ordinamento giudiziario chiede il trasferimento di De Magistris.

Poi un Procuratore generale facente funzione, tal Dolcino Favi, pur sapendo che sta per arrivare a Catanzaro il titolare dell’ufficio nominato dal CSM, fa una corsa contro il tempo e avoca l’inchiesta Whay not.

Poi il Procuratore della Repubblica di Salerno si mette ad indagare su De Magistris per abuso d’ufficio. Poi il comando dei carabinieri trasferisce il capitano Pasquale Zacheo,” archivio vivente” di Toghe Lucane, braccio destro di De Magistris, il quale aveva chiesto di rimanere a Catanzaro finchè l’inchiesta fosse chiusa.

Infine, il Procuratore facente funzione, mentre il titolare della Procura Generale sta salendo le scale per prendere possesso del suo nuovo ufficio licenzia il “ superconsulente informatico” braccio sinistro di De Magistris.

Infine sequestrano Tursi Prato testimone di accusa degli intrallazzi e dei ladri di fondi europei, lo sottraggono a De Magistris e lo interrogano a Roma.

Mentre succede tutto questo De Magistris è impegnato a difendersi davanti la commissione del CSM, l’assemblea plenaria del CSM, i procuratori di Salerno.

Morale per il magistrato onesto: se vuoi campare tranquillo, non toccare mai i potenti. Occupati solo di immigrati e ubriachi che non vanno a cena con i ministri e non distribuiscono tangenti.


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