Nulla è cambiato sotto il cielo di Locri

scritto da DemocraziaLegalità il .


Nulla è cambiato sotto il cielo di Locri
Massimiliano Coccia parla con una ragazza del movimento antimafia di Locri

Il primo Maggio quest’anno si è festeggiato a Locri, un Paese piombato sulle cronache dei giornali per l’omicidio Fortugno e per quei ragazzi che coraggiosamente hanno rotto il silenzio e il compromesso. Tra questi ragazzi coraggiosi c’è Barbara Panetta dell’associazione “Giovani per Locride” che ci racconta che nulla è cambiato e che forse nulla cambierà…

 

La manifestazione nazionale per il primo Maggio si è spostata, quest'anno,  a Locri, una scelta  puramente celebrativa oppure un segno tangibile dell’impegno della società civile e di una parte delle Istituzioni?

A mio avviso è solo qualcosa di celebrativo con l’idea di darci il contentino. I tanti politici che si sono proclamati a noi vicini sono scomparsi e le promesse che ci hanno fatto non si sono mai tramutate in fatti concreti. Credo che sia passato il periodo delle manifestazioni, che sono sacrosante, ma dopo sei mesi serve un progetto politico-sociale forte che al momento è assente, un progetto che metta al centro la Locride. Inoltre sostengo che sia qualcosa di celebrativo perché i sindacati fecero la stessa cosa lo scorso anno a Scampia e poi anche di quella terra passata l’emergenza è stata dimenticata.

Dopo l’omicidio Fortugno com’è la situazione nella Locride?

La situazione è drammaticamente sempre la stessa, non è cambiato niente anche se abbiamo un poliziotto ogni cento metri la gente continua a morire e la mafia continua a regolare i propri conti.

Il movimento antimafioso giovanile è in una fase di riflusso o mantiene alta la guardia?

Il movimento si è asciugato molto, da sessanta attivisti iniziali siamo rimasti in dieci. C’è uno sfilacciamento forte dovuto a piccoli egoismi, voglia di emergere e credo che o riusciamo adesso a scrollarci di dosso l’attuale situazione o non sarà più recuperabile. Le persone rimaste sono le più valide e ci mettono il cuore e l’impegno nel fare le cose, ma purtroppo non basta, perché da movimento di massa rischiamo di diventare una nicchia.

Nelle ultime settimane ha vinto il centrosinistra ed è stato arrestato Bernardo Provenzano, due segnali sulla carta di grande cambiamento, che ne pensi?

Credo che siano segnali di cambiamento sulla carta, perché se ci mettiamo 43 anni per prendere un boss non c’è da stare allegri e tra l’altro credo che si sia lasciato prendere e abbia fatto in tempo a stabilizzare i nuovi vertici di Cosa Nostra. Il Governo che verrà spero innanzitutto che duri e che trovi un filo conduttore al suo interno, un Governo che metta al centro gli interessi del Paese e del Sud. Tutte queste purtroppo sono solo speranze, attendo certezze.

Quanto è difficile per un ragazzo rimanere nella Locride e costruirsi un futuro sereno?

Di per sé non è difficile vivere fino ai 25 anni, fino a quando non pensi di costruirti una famiglia e trovarsi un lavoro che manca e quando c’è è sottopagato. Questo crea un circolo vizioso dove la cultura è accantonata e si pensa a sopravvivere e ciò giova molto alla ‘ndrangheta che continua a proliferare.

“Giovani per la Locride” , l’associazione di cui fai parte,nasce prima dell’omicidio Fortugno, che caratteristica ha il vostro percorso associativo?

Nel 2003 è nato il portale (www.giovanilocride.net) con l’intento di creare una rete per riunire gli studenti fuori sede, poi alla fine del 2004 è nata l’associazione che si pone come obbiettivi quello di far rispettare la legalità e di non recidere il vincolo con la nostra terra. Successivamente abbiamo cominciato a fare progetti con il territorio e abbiamo cercato di far capire ai nostri coetanei che è meglio occuparsi del nostro futuro che passeggiare per il corso del paese.

Cosa ti auguri per le primavere che verranno?  

Che tutti mantengano la voglia di cambiamento e spero che qualcuno nei “palazzi” che contano prenda qualche decisione per risollevare il destino del Sud



Stampa