Usura, giro d’affari di 12 miliardi l’anno

scritto da Avvenire il .

Allarme Strozzini
Nel mirino anche il ruolo delle banche
Grasso: “spesso l’usuraio è il loro miglior cliente”.
Rosato (sottosegretario agli Interni): “ Inutile criminalizzazione”

Usura, giro d’affari di 12 miliardi l’anno

Ricerca di Confesercenti: ogni anno 40mila piccole imprese sono strozzate dai “cravattari” e 150mila commercianti sono vittime del sistema. Pescara la città più “usurata” poi Siracusa e Messina.

Ogni anno 40mila tra piccole imprese e attività artigianali falliscono in Italia a causa dell’usura e 150mila commercianti, il 16% del totale, sono vittime di un sistema che muove un giro d’affari di circa 12 miliardi di euro e che ha come nuove capitali Pescara, Siracusa e Messina. E’ quanto emerge da uno studio, “L’usura, le usure”, realizzato da Lino Busà e Bianca La Rocca, per Confesercenti. Nel 23% dei casi il ricorso al credito usuraio determina la fine dell’attività lavorativa della vittima attraverso il fallimento (61%), o la chiusura e cessione a terzi (39%). Le vittime privilegiate dell’usura sono i commercianti (46%), seguiti dagli imprenditori (22%) e dagli artigiani (20%). In totale i commercianti usurati sono 150mila, il 16% degli attivi.
Ma se si vanno a guardare i dati regionali si scoprono realtà ancora più dure: ad esempio, 10.500 commercianti sono vittima dell’usura. Non va meglio nel Lazio, in Campania e Sicilia, dove la percentuale è rispettivamente del 28,7%, 26% e 25,2%. Quella della Sud è una realtà tristemente conosciuta ma dallo studio emerge un altro fenomeno, in proporzione ancora più rilevante. Abruzzo e Molise hanno percentuali che poco si discostano da quelle meridionali: in Abruzzo i commercianti vittime dell’usura sono 4.800, il 22% del totale, in Molise addirittura il 28% (1.700). Ma non solo: in base una serie di indicatori statistici, primo tra tutti quello ricavato dal rapporto tra le persone indagate e coinvolte nel fenomeno alla popolazione residente, è Pescara la città italiana con il più alto numero di usurai, davanti a Siracusa, Messina, Catanzaro, Vibo Valentia.
”E’ un fenomeno che continua, inesorabile, a svilupparsi sotto traccia, contro cui serve un contrasto molto deciso” ammette Marco Venturi presidente Confesercenti, sottolineando che compito delle Istituzioni è quello di “rimuovere resistenze e difficoltà” del sistema per dare nuovamente fiducia alle vittime. Uno dei nodi principali è quello delle banche. Lo riassume Tano Grasso, senza giri di parole: “Molto spesso l’usuraio è il miglior cliente delle banche”. Criminalizzate il mondo bancario “è sbagliato”, replica il sottosegretario all’Interno Ettore Rosato, ma le Banche “devono prendere atto della situazione reale del nostro Paese”.
Tolta l’ufficialità, le parole più schiette le dice proprio l’autore del libro. “Dopo 10 anni vedo due cose – è l’amaro commento di Busà – l’usura è di fatto un reato depenalizzato, con almeno 25.000 usurai noti all’autorità giudiziaria che sono liberi e in circolazione; la legge, così com’è, è servita più ai criminali per mascherare le loro attività, che alle vittime per difendersi da loro”.

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