Il buco nero della Sanità a Locri

scritto da Ansa il .


LOCRI E' una situazione assolutamente clamorosa quella che emerge dalle centinaia e centinaia di pagine della relazione conclusiva della commissione d' accesso sull' Azienda sanitaria di Locri, nominata nell' ottobre dell' anno scorso e che ha poi portato allo scioglimento degli organi amministrativi dell' Azienda con la nomina di tre commissari, oggi tra l' altro finiti nell' occhio del ciclone e sui quali è intervenuto stamattina il viceministro all' Interno Marco Minniti.

Quello che viene fuori è un sistema, ad esempio negli accreditamenti delle strutture private, in cui per anni e anni si è assistito ad un sistematico sforamento dei tetti di spesa a vantaggio di strutture private i cui soci sono risultati "spesso interessati - testuale dalla relazione - da precedenti penali o di dubbia moralità".

La Commissione, che era presieduta dal prefetto Paola Basilone, riporta decine e decine di esempi nel campo della radiologia, della medicina dello sport, della gastroenterologia, aggiungendo, ad esempio, come nessuna documentazione antimafia sia stata mai richiesta. Per i titolari dei laboratori o di centri di ricerca clinica o patologica vengono riportati i precedenti penali (anche qui per decine e decine di pagine) di titolari e soci, spesso imparentati con noti mafiosi della locride.

Eclatanti sono i tetti di spesa sforati per i laboratori privati, tra cui particolarmente elevato è quello di una struttura, il cui tetto di spesa autorizzato era pari a dieci milioni di euro mentre risultano pagate fatture per 31 milioni di euro. Diffuso il ricorso alle trattative private per l' acquisizione di beni e servizi, con conseguente intervento di ditte legate alla criminalità organizzata.

Anche in questo settore inesistente è la richiesta dell' informativa antimafia che sarebbe stata indispensabile alla Prefettura. Tra i casi più eclatanti quello del pagamento da parte dell' azienda sanitaria dello stipendio in favore di un dipendente che non prestava servizio perché detenuto o quello relativo ad una dottoressa, figlia di un notissimo capomafia della locride, la quale dopo soli 45 giorni dalla nomina si ritrova utilizzata con un aumento vertiginoso delle ore all' interno di un reparto il cui servizio era già coperto da un altro medico. O, ancora, il caso del nipote di un noto personaggio della locride a metà tra politica e criminalità, tra l' altro medico anche lui, che si ritrova liquidata un' indennità di 85 mila euro per periodi nei quali era stato fuori dall' incarico.

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