Inchiesta Doping - Dai domiciliari finisce in carcere
Detenuto parlava al telefono
Dai domiciliari finisce in carcere
Era stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta del pm Giovanni Arena e dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità, partita dalle intercettazioni sul caso “Genoa-Venezia” e che riguarda il pericoloso commercio di sostanze dopanti. Matteo Giorgetti, 35 anni, gestore di un negozio di integratori a Sestri Ponente, era stato messo agli arresti domiciliari dal gip Elena Daloiso una decina di giorni fa, ma ora è finito in carcere per aver violati gli obblighi imposti dal giudice: non parlare al telefono con degli altri indagati o conoscenti o ricevere persone a casa.
Insieme a Giiorgetti era stato messo agli arresti domiciliari Sergio Cassina, guardia giurata di quarant’anni. Nel corso dell’interrogatorio davanti al giudice sono stati assistiti dai difensori, gli avvocati Claudio Zadra e Andrea Verazza, e hanno detto di aver utilizzato per uso personale le sostanze anabolizzanti ed in qualche occasione di averle cedute gratuitamente ad amici che ne facevano richiesta.
L’operazione, dei Carabinieri del Nas e dai loro colleghi del comando Provinciale di Genova, era sfociata dieci giorni fa nel trentanove perquisizioni, in abitazioni e palestre, principalmente nel ponente genovese da Cornigliano ad Arenzano....