Sgominata dalla Finanza organizzazione di usurai

scritto da Corriere Mercantile il .

L’indagine
Taglieggiava negozianti.
Sgominata dalla Finanza organizzazione di usurai.

I “Cravattari” applicavano tassi del 500 per cento e pretendevano di entrare nelle società rilevando parzialmente o totalmente le attività commerciali.


Un’organizzazione che operava a Genova e forniva prestiti a tassi di interesse del 500 per cento su base annua agendo con la copertura di due imprese edili è stata scoperta e smantellata dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Genova. Tre persone, responsabili dei fatti, sono state arrestate. Prestando denaro arrivavano al punto di potere pretendere di entrare nelle società debitrici

finchè non ne ottenevano interamente il controllo. Sul caso sono ancora in corso le indagini dei militari. La notizia, resa nota ieri nel corso di una conferenza stampa del comandante regionali delle Fiamme Gialle Walter Peruzzo per evidenziare le principali attività svolte dal giugno 2005 al maggio 2006, e organizzata nell’ambito delle celebrazioni del 232° anniversario della fondazione del Corpo, è stata citata dal generale per testimoniare l’esistenza del fenomeno in Liguria, a differenza da quanto rivelano i dati statistici: il fenomeno, in base a quanto spiegato dal generale Peruzzo, non emerge per la scarsa propensione delle vittime a collaborare con la polizia giudiziaria.

Secondo quanto appreso dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Genova emerge l’attività di un’organizzazione di usurai che si rivolgeva principalmente a commercianti e artigiani, come gestori di ristoranti e titolari di officine meccaniche proprio perché nel caso in cui non fosse restituita la somma prestata, spesso anche con tassi di interesse che raggiungevano il 500 per cento, avrebbe potuto rivalersi sulle aziende degli “insolventi”.

Il sodalizio criminale contava su una rete di persone che avevano il ruolo di “riscossori” e che spesso si presentavano ad esigere il dovuto o ad intimidire le loro vittime armati, e su alcuni prestanome ai quali erano stati intestati i conti correnti bancari sui quali confluivano le somme provento dell’attività illecita.

Nel caso dell’inchiesta sono  state arrestate tre persone ed effettuate 13 perquisizioni domiciliari che hanno portato al sequestro di due pistole con la matrice abrasa ed un ingente quantitativo di documentazione bancaria. Una delle persone arrestate è stata presa in flagranza di reato per possesso di armi, un uomo è stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre per la terza persona sono stati previsti i benefici della detenzione domiciliare.

Il generale Peruzzo ha posto l’accento anche sull’attività svolta dalla gdf nel settore immobiliare. Nei primi mesi del 2006 sono stati eseguiti 68 interventi. In particolare l’interesse dei finanzieri era volto a scoprire affitti in nero. In questo ambito i militari delle fiamme gialle hanno trovato vari illeciti nell’ambito degli affitti agli universitari e in varie aree turistiche. Il fenomeno riguarda sia la città di Genova che le due riviere. In questo specifico settore sono settore sono stati identificati 1,4 milioni di euro di base imponibile e 300 mila euro di Iva evasa.
r.c.

 

“L’usura c’è ma non si vede perché le vittime non sporgono denuncia” 

“Il fenomeno dell’usura, attestato in fascia “F” sulla base dei dati Istat che stima la distribuzione geografica della vulnerabilità per il rischio di usura nelle province italiane non sembrerebbe diffuso nelle province liguri e nello scorso 2005 i dati si sono mantenuti pressoché stabili rispetto al passato, fatta eccezione per quelli di carattere estorsivo che hanno registrato un lieve rialzo”. Il comandante della gdf Walter Peruzzo ha sottolineato ieri nel corso delle celebrazioni per il 232° anno della fondazione del Corpo come l’usura sia presente nel nostro tessuto sociale ma il suo contrasto sia molto difficile a causa della scarsa propensione degli “strozzati” a denunciare il loro stato di vittime.  “Tuttavia –ha proseguito- la conclusione di alcuni servizi e l’attività posta in essere fa emergere una realtà diversa soprattutto per quel che riguarda l’usura, l’attività informativa risulta fortemente condizionata, in negativo, dall’omertà delle vittime che dimostrano una scarsissima propensione alla collaborazione con la polizia giudiziari”.

Oltre al tema dell’usura, Peruzzo si è particolarmente soffermato sull’emergenza delle truffe ad anziani. “Nessun militare può entrare nelle abitazioni di privati cittadini per controllare l’autenticità delle banconote –ha detto-. Questi sono servizi che nessun agente di polizia svolge, tantomeno i finanzieri”.

“I risultati operativi conseguiti – ha concluso il generale- e, più in generale, tutto quello che facciamo e come lo facciamo, non soltanto l’effetto del lavoro adeguamento agli scenari esterni, delle strutture, dei processi di lavoro e delle metodologie operative ma è anche frutto di entusiasmo mai sopito e rinnovato, di elevata professionalità ed incondizionata dedizione.”

f.r.

 

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