Intercettazioni, intervista a Giancarlo Caselli
Intercettazioni: ''Democrazia malata? Un eufemismo''
di Patton
Giancarlo Caselli, due parole per descrivere i suoi sentimenti quando ha saputo di essere stato spiato.
Parlo esclusivamente basandomi sulle cronache giornalistiche, con riserva di verificare fino in fondo la gravita’ della vicenda. Le mie reazioni sono state un misto di incredulita’, indignazione, rabbia e soprattutto inquietudine per lo stato di salute della nostra Repubblica.
Caselli, Colombo, Salvi. Tre magistrati nel mirino degli spioni. Tre carriere da distruggere?
Stando a quanto è scritto nel dossier si dovevano attuare delegittimazioni, ridimensionamenti, azioni aggressive, iniziative traumatiche. In che cosa dovesse consistere tutto ciò lo sanno solo gli autori del dossier. Andrebbero stroncate le carriere di tutti coloro che con una inciviltà degna solo uno Stato del quinto mondo consideravano e considerano nemici, solo perchè capaci di fare il loro dovere, anche coloro che contrastano quegli interessi che fanno di tutto per sottrarsi al controllo di legalità. Non so se c’è qualche collegamento tra i dossier e la legge contra-personam che hanno fatto apposta contro di me. Spero proprio di no. Ma è un dato di fatto, unico al mondo nei paesi democratici, che si sovvertano regole scritte anche nella Costituzione a presidio dell’indipendenza della magistratura per punire un singolo magistrato, solo perché questo ha fatto il suo dovere nell’antiterrorismo, nell’antimafia e nella lotta alle collusioni col potere criminale.
Tina Anselmi ha detto ad articolo 21 che non è stupita da quanto è accaduto perché dopo la commissione sulla P2 c’era ancora molto da scoprire e non è stato fatto. Quando Colombo qualche anno fa parlò della politica sotto ricatto un altro po’ lo linciavano. La storia si ripete, tristemente.
Sono considerazioni sacrosante. Però io sono più ingenuo e, francamente, siccome ho la scorta dal ‘ 74 e lo stato mi protegge da oltre 30 anni, che altri pezzi dello stesso Stato volessero “fottermi” è una cosa che continua a stupirmi e mi sembra inaudita. In questo caso escludo anche solo l’ipotesi di un qualunque collegamento con il dossier, perché si tratta di cose completamente diverse, ma non posso non rilevare una sgradevole sintonia con le parole di Riina del 25 maggio ’94, davanti alla Corte di Assise di Reggio Calabria dove si celebrava il processo per l’omicidio Scopelliti. Davanti alle tv di tutto il mondo accusò i comunisti Arlacchi, Violante e Caselli di complottare contro di lui e incitò il governo a guardarsi da questi comunisti.
Alcuni giornalisti hanno tradito e hanno svenduto la professione per soldi. L’ordine dei giornalisti dorme. A Betulla l’hanno sospeso per un anno, ma lui continua a scrivere. Siccome lei è un uomo delle istituzioni, le chiedo: che fare?
Non voglio occuparmi di cose fuori dal perimetro delle mie competenze… ma se c’è una cosa importante da fare è il recupero della questione morale, che non è una “pruderie” da benpensanti, non è un arnese da relegare in soffitta, ma è una fondamentale questione istituzionale. Su una parte di stampa che nasconde la verità o addirittura la travolge non posso non citare la vicenda Andreotti. La stragrande maggioranza degli italiani è convinta che l’hanno assolto, mentre una sentenza definitiva della Cassazione parla di associazione a delinquere con Cosa Nostra fino al 1980. Se si fa credere il contrario è chiaro che qualcosa non funziona nell’informazione.
Quale tasso di democrazia ha un paese che si allarma poco, dove anzi il leader-proprietario dell’opposizione e padrone della maggioranza mediatica dice che è tutta una bufala?
Credo si riferisca soprattutto allo spionaggio tributario che non mi sembra affatto una bufala. Sottovalutare quello che sta avvenendo è pericoloso. Mi scuso se di nuovo personalizzo, ma se accade che un funzionario dello Stato che, come nel mio caso, da 30 anni rischia la vita tanto da essere protetto dallo Stato stesso è minacciato da altri pezzi dello Stato che fabbricano dossier falsi contro di lui, bene, allora dire che la democrazia soffre è un eufemismo.
Caselli, qualche annetto passato a combattere poteri più o meno oscuri la autorizza a fare una proposta di legge anti-spioni. Un articolo.
Intervenire per accertare le responsabilità. Non c’è da inventarsi nulla.