Di Pietro e Mastella: guitti, ma con i soldi

scritto da Elio Veltri il .

dal sito Democrazia e Legalità

3 ottobre 2006, ore 18.00 : Giustizia, l'Unione va sotto per un voto Italia dei Valori si astiene al Senato. L'ira di Mastella: «Di Pietro chiarisca o si dimetta».

4 ottobre 2006, ore 18.00 : Di Pietro : «Voteremo il ddl Mastella» Il leader dell'Italia dei valori annuncia il sì del suo partito: «Ma lo facciamo solamente per senso di responsabilità»

 

Di Pietro e Mastella in qualsiasi Paese europeo sarebbero stati licenziati dal premier. Ma da noi il Cabaret negli ultimi anni è stato parte integrante dell’attività di governo. Ora ci manca perché ci manca Lui.

Volete mettere le corna, la corte alla presidente finlandese, il bacio all’operaia di Putin, la chitarra di Apicella, i duetti con Fede, le pacche sulle spalle a Bush …  Che tristezza col governo Prodi! Dopo che hai guardato Padoa Schioppa che annuncia lacrime e sangue vorresti godertela un po’. Ma il cabaret è di  infimo ordine.

Di Pietro e Mastella, sembrano due guitti, ma con la poltrona e i soldi. Si annusano, si fanno i dispetti, minacciano sfracelli e poi , come i ladri di Pisa, si mettono d’accordo. Un giorno si e l’altro pure, ognuno chiede le dimissioni dell’altro in nome degli interessi della Patria. Ognuno minaccia le proprie. Ma poi, come da copione improvvisato scritto in Dipietrese, lingua arcaica e asintattica, e in Ceppaloniano, sannio bastardo, si mettono d’accordo e ricominciano il giorno dopo.

Prodi dovrebbe tremare perché minacciano a turno di mandare a casa il governo. Ma non se ne preoccupa perché sa bene che manderebbero a casa anche se stessi, e non lo faranno mai. Hanno trovato l’America e se la tengono. E i grulli degli italiani? Abbozzano e sperano che i due giganti della politica e del governo la smettano. Anche perché, checché gli interessati ne pensino, non riescono a divertire nessuno.
Il più patetico però è Di Pietro, perché vorrebbe dare a intendere che non sapesse che la politica della giustizia Mastella non potrebbe farla diversamente. Allora si appella al Programma. Ma non si è accorto che quello che lui chiama il Programma era al massimo una predica che ognuno, compreso lui, recita come gli fa comodo.

Sperare che si comportino da governanti è inutile.  L’unica speranza è che migliorino le prestazioni del Cabaret. E’ una Bazzecola, ma ci accontentiamo lo stesso.

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