Al voto al voto
n° 7/2006
“Al voto al voto”
tra le diverse dichiarazione, molte delle quali splendide, abbiamo scelto quella che condividiamo al 100% e che ci sentiamo di sottoscrivere in toto.
Gian Carlo Caselli
Pulpiti istituzionalmente prestigiosi hanno sostenuto che i magistrati italiani sono pazzi, antropologicamente diversi dal resto della razza umana. Sono uno dei novemila magistrati, e la mia personale pazzia contempla anche pericolose manie di grandezza. A volte mi capita addirittura di sentirmi…papa. Allora, nessuna indicazione o intenzione di voto. Soltanto un elenco di punti – come dire – non negoziabili.
Vorrei che i rapporti tra giustizia e politica non fossero caratterizzati dalle calunnie e gli insulti di chi non accetta di essere uguale agli altri di fronte alla legge.
Vorrei che le leggi in materia di giustizia fossero pensate nell’interesse di tutti i cittadini e non soprattutto di questo o di quello.
Vorrei leggi che puntano all’efficienza del sistema e non all’impunità di qualcuno.
Vorrei che la riforma dell’ordinamento giudiziario non fosse mai un randello brandito contro i giudici troppo indipendenti.
Vorrei che non ci fossero mai più leggi incivili contra personam per punire chi (come il sottoscritto) ha avuto il torto di…aver ragione in Cassazione nel processo Andreotti.
Questo, come magistrato, vorrei. Poi ciascuno voti come crede.