Vibo - Il Tribunale del riesame prende tempo

scritto da Gazzetta del sud il .


Terremoto  giudiziario    Il  verdetto  sulla  scarcerazione  della  Pasquin  sarà  depositato  entro  domani.  Identica  decisione  per  Ernesto  Funaro  e  Alberto  Sganga

Il  Tribunale  del  riesame  prende  tempo

Il  sen.  Pitelli  (FI):  bisogna  recuperare  equilibrio  e  responsabilità  lasciando  lavorare  i  magistrati  di  Salerno

di Nicola  Lopreiato


Il  Tribunale  del  riesame  prende  tempo.  Sarà,  infatti,  depositata  entro  domani  la  decisione  dei  giudici  di  Salerno  sulla  richiesta  di  riesame  presentata  dai  difensori  di  Patrizia  Pasquin,  presidente  della  sezione  civile  del  Tribunale  di  Vibo  arrestata  il  10  novembre  scorso  con  l'accusa  di  corruzione  in  atti  giudiziari,  falso  e  truffa  aggravata  ai  danni  dello  Stato.

Nel  corso  dell'udienza,  svoltasi  ieri  e  protrattasi  per  oltre  quattro  ore  e  mezza,  il  pubblico  ministero,  Domenica  Gambardella,  si  è  opposto  alle  richieste  dei  difensori,  compresa  quella  della  concessione  a  Patrizia  Pasquin  degli  arresti  domiciliari.

I  legali  del  giudice  arrestato,  Salvatore  Staiano,  Agostino  De  Caro  (Foro  di  Salerno)  e  Bruno  Ganino,  hanno  contestato  la  legittimità  delle  intercettazioni  e  la  durata  delle  indagini  condotte  dalla  Procura  antimafia  di  Salerno,  competente  nei  procedimenti  riguardanti  magistrati  del  Distretto  di  Corte  d'Appello  di  Catanzaro,  sviluppando,  in  particolare,  alcune  questioni  attinenti  la  qualificazione  giuridica  dei  fatti  contestati.  I  difensori,  inoltre,  sulla  base  di  quanto  è  trapelato,  avrebbero  insistito  sulla  revoca  della  custodia  cautelare  in  carcere.

Il  giudice  Pasquin,  nelle  dichiarazioni  spontanee  fatte  nel  corso  dell'udienza,  ha  respinto  ogni  addebito  sottolineando,  in  particolare,  «l'interpretazione  distorta»  di  alcune  delle  conversazioni  intercettate  dagli  investigatori.  Il  Tribunale  del  riesame  si  è  riservato  di  decidere  anche  per  quanto  riguarda  altre  tre  persone  raggiunte  da  provvedimenti  di  custodia  cautelare  ai  domiciliari:  l'ingegnere  Ernesto  Funaro  (difeso  dall'avvocato  Franco  Sammarco  del  foro  di  Cosenza),  di  Alberto  Sganga  (avvocati  Diego  Brancia  e  Massimo  Krogh  del  foro  di  Salerno),  nonché  di  Antonino  Castagna  (difeso  dall'avvocato  Enzo  Gennaro).  Tutti  hanno  avanzato  richiesta  di  remissione  in  libertà.  Altri  ricorsi  saranno  presi  in  esame  venerdì  prossimo.

E  sul  terremoto  giudiziario  di  Vibo  interviene  il  sen.  Giancarlo  Pittelli  (Forza  Italia)  il  quale  auspica  che  i  magistrati  di  Salerno  «consegnino  al  più  presto  la  verità,  qualunque  essa  sia.  Solo  in  questo  modo  –  dice  Pittelli  –  si  può  alzare  una  barriera  a  difesa  della  Istituzione  giudiziaria  e  di  quanti  la  rappresentano  con  dignità  e  prestigio  preservandoli  dalla  logica  del  tritacarne  dei  sospetti  e  delle  calunnie  sapientemente  veicolati  da  quanti  intendono  speculare  su  momenti  di  obiettivita  difficoltà  al  fine  di  conseguire  vantaggi  di  svariata  natura».

Secondo  quanto  sostiene  il  parlamentare  di  Forza  Italia  «occorre  serietà  e  responsabilità  al  fine  di  non  indebolire  i  presìdi  della  Giustizia  in  un  territorio  che,  più  di  altri,  necessita  della  saldezza  delle  istituzioni  e  della  integrità  del  loro  prestigio».

E  relativamente  alle  vicende  che  hanno  investito  il  palazzo  di  Giustizia,  il  sen.  Pittelli  afferma:  «Tentare  di  estendere  generiche  responsabilità  all'intero  corpo  magistratuale  vibonese  mi  pare  –  a  parte  il  principio  della  responsabilità  personale  –  operazione  ingenerosa  con  intuibili  riflessi  disastrosi  sulle  complessiva  controffensiva  alla  spinta  criminale».

Il  parlamentare  di  Forza  Italia  dopo  aver  sottolineato  che  nulla  può  offuscare  la  classe  forense  vibonese,  –  a  tal  proposito  ricorda  «l'ancora  battagliero  Alfredo  D'Agostino,  e  altri  che  non  ci  sono  più  come  Lillo  Naso,  Franco  Casuscelli  e  Giovanni  Scalamogna»  –  si  è  soffermato  sulle  recenti  prese  di  posizione  del  procuratore  Alfredo  Laudonio  e  del  presidente  del  Tribunale  Nunzio  Naso.  «Contravvenendo  al  loro  istinto  naturale  alla  riservatezza,  hanno  offerto  chiarimenti  rassicuranti  e  precisazioni  inequivoche.  Tutto  ciò  dovrebbe  bastare  a  placare  le  preoccupazioni  di  quanti  intravedono  altri  coinvolgimenti,  altre  vicende  ed  ulteriori  scenari  raccapriccianti  di  imminente  disvelamento».

Entrando  nel  merito  delle  questioni  Pittelli  sottolinea:  «Se  è  vero  –  e  non  è  lecito  dubitarne  –  che  fin  dal  2003  il  Procuratore  Laudonio  aveva  trasmesso  gli  atti  di  indagine  concernenti  il  magistrato  alla  competente  Procura  di  Salerno,  occorrerà  domandarsi  che  cosa  è  accaduto  in  tre  anni  e  se  un  intervento  tempestivo  avrebbe  potuto  evitare  quanto  è  accaduto.  È  tempo  –  conclude  il  parlamentare  –  non  di  tirare  le  somme  dell'indagine  in  corso  ma  di  recuperare  equilibrio  e  senso  di  responsabilità  da  parte  di  tutti  lasciando  ai  magistrati  di  Salerno  il  compito  di  accertare  qualunque  responsabilità  di  qualunque  fatto  di  rilevanza  penale».

 

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