La Pasquin parla pure di Costa e Ranieli
Terremoto giudiziario Il magistrato conversando con Settimia Castagna esprime nei loro confronti giudizi poco edificanti
La Pasquin parla pure di Costa e Ranieli
L'inchiesta svela che il giudice temeva per la sua vita: se faccio alcuni nomi mi ammazzano
Nicola Lopreiato
Sono le centomila intercettazioni effettuate sul giudice Patrizia Pasquin a caratterizzare buona parte dell'inchiesta su toghe, affari, corruzione e presunte collusioni con esponenti del clan Mancuso di Limbadi. Piuttosto inquietanti sono quelle che riguardano l'ex sindaco di Vibo Valentia, Elio Costa e l'ex parlamentare dell'Udc Michele Ranieli. Il presidente della sezione civile del Tribunale, finita in carcere con l'accusa di corruzione aggravata, falso, truffa aggravata ai danni dello Stato e corruzione in atti giudiziari, parla con la sua amica Settimia Castagna, socia nell'affare della Melograno Village (anche lei in carcere con l'accusa di truffa ai danni dello Stato corruzione e falso) e spara a zero sull'ex sindaco: «Perché Costa si mangiava Vibo... se l'è mezza mangiata... e le cose non le ha fatte! Eh!... Sì sì!...se dico così è perché li conosco tutti e due... eh!...Bene!»
Accuse pesanti, che non hanno trovato mai alcun riscontro nella realtà. L'amministrazione Costa ha guidato la città dal maggio del 2002 a gennaio del 2005. Tutti i progetti messi in cantiere da quell'esecutivo sono a tutt'oggi fermi anche se il piano d'investimenti complessivo ammonta a circa 150 milioni di euro.
Le frasi del giudice Patrizia Pasquin lasciano perplessa, almeno così si evince dalle sue risposte, la stessa Settimia Castagna: «No... dico... Costa dici che si è mangiato qualcosa? Pronta la replica della Pasquin: «Sì! (ride) Costa... quello che... quel poco che...che siccome è troppo strafottente...siccome non ha fatto niente... ha mangiato poco perché non ha fatto niente... e perché voleva troppo!... Era troppo pretenzioso...».
Ipotesi sulle quali l'amica del magistrato non commenta al punto che la Pasquin continua a lanciare veleni e spiega perché l'ex sindaco, che ha retto l'amministrazione di centrodestra, è stato affossato: «Uhh!... Perché lo hanno fatto fuori?... Per questo!... Perché se no ti pare che Ranieli (l'ex parlamentare dell'Udc che ha sostenuto la caduta di Costa ndr.) non divideva! Eh! Eh!... Molto volentieri!».
Colloqui a ruota libera tutti finiti nelle bobine della squadra Mobile e poi confluiti nei fascicoli dei pubblici ministeri Domenica Gambardella e Mariella De Masellis che hanno riscostruito il grande intrigo in diversi capitoli che ammontano a 3.500 pagine, che concludono con la richiesta di ben 45 ordini di custodia cautelare in carcere, e tra questi nomi eccellenti come l'ex governatore Giuseppe Chiaravalloti.
E nella grande inchiesta saltano fuori le rivelazioni del collaboratore di giustizia Domenico Cricelli, il quale dichiara agli investigatori: «Conosco la dottoressa Pasquin dal 1989/90 circa, periodo in cui gestivo un ristorante "Porta Vaticana" in località Tropea, presso il quale la stessa veniva spesso per pranzare sia con il marito che con altre persone.
Tra queste persone vi era anche un noto pittore calabrese: Lorenzo Albino, un critico d'arte, e tante altre persone tra cui anche la dott.ssa Marataro, persona dalla corporatura robusta il cui marito mi pare faccia il geometra... ed è stato proprio il pittore Albino a presentarmi la Pasquin...».
Non sono poche le pagine di verbali contenenti dichiarazioni del collaboratore di giustizia che sono confluite nell'inchiesta "Dinasty 2 - do ut des". Cricelli parla anche dei rapporti tra l'avvocato Giovanni Vecchio e il giudice Patrizia Pasquin. A tal proposito Cricelli dichiara: «Quando cominciai ad avere dei problemi con degli assegni protestati, negli anni dal 1993 al 1995, mi rivolsi all'avv. Vecchio perchè si diceva che era un avvocato che conosceva molto bene i giudici del posto ed era in grado di risolvere molti "problemi".
Per tali motivi andai da lui esponendogli i miei problemi di assegni e gli consegnai tutta la documentazione. L'avv. Vecchio mi disse di non preoccuparmi assicurandomi che conosceva il giudice che si sarebbe occupato della vicenda. Dopo poco tempo, l'avv. Vecchio mi disse che aveva già parlato con il giudice e che riusciva a risolvere il mio problema evitando che si andasse a cadere nel penale. Nell'occasione mi chiese a più riprese soldi facendomi intendere chiaramente che doveva dare dei soldi perché si doveva pagare il giudice...».
Cricelli parla anche della famiglia Albino, quella del famoso pittore di Tropea. «Si era offerta di aiutarmi dicendo che potevano rivolgersi al giudice Pasquin se avevo bisogno di qualcosa. Io non ho voluto poiché sapevo che la Pasquin era amica dell'avvocato Vecchio...».
Il collaboratore tira fuori anche alcune confidenze di Pasquale Scordo, geometra di Tropea: «Mi ha detto che "la Pasquin, Peppino Romano e Gaetano Vallone (ex sindaco di Tropea), facevano porcate lì sopra al Comune, porcate che fa nella magistratura, cose da arresto, ma non mi ha mai raccontato fatti specifici».
E poi ancora «I Lorenzo mi hanno offerto la loro protezione. Mi dicevano che il nonno Albino era in grado di contattare la Pasquin e di poter avere informazioni sulla mia situazione giudiziaria, quindi anche nell'eventualità che avessero voluto arrestarmi».
E a proposito delle dichiarazioni di Cricelli, la Pasquin conversando con Settimia Castagna dice: «A questo scemo di pentito gli hanno fatto dichiarare che io aiuto, c'è quest'altra manovra in arrivo ed è molto pesante perché vogliono assolutamente mandarmi via e però devo stare attenta a non fare errori perché se no mi ammazzano, per cui mi devo difendere però nello stesso tempo (...) se riesco a difendermi adeguatamente senza i nomi che se no mi ammazzano, se no mi metto in pericolo di vita... perché vogliono mettere al posto mio Bianchi...».
I dati
L'operazione denominata "Dinasty 2 - do ut des" è scattata nella notte di venerdì 10 dicembre.
Il gip della Distrettuale antimafia di Salerno, ha emesso 13 ordinanze di custodia cautelare di cui 4 in carcere e 9 ai domiciliari.
In carcere sono finiti il giudice Patrizia Pasquin, l'imprenditrice Settimia Castagna, il geometra del Comune di Parghelia Achille Sganga e l'imprenditore Antonio Ventura.
A domiciliari Pierina Penna, Salvatore Valenzise, Fortunato Polito, Michele Accorinti, Antonio Castagna, Alberto Sganga, Giulio Sganga, Maria Francesca Tulino e Ernesto Funaro.
Tre le misure interdittive: l'avv. Filippo Accorinti, l'ing. Vincenzo Galizia e Guglielmo Grillo.
Il giudice Patrizia Pasquin in carcere dal dieci novembre