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Il tesoro in riviera di Fiorani

15.12.2005 – La Repubblica

IL TESORO IN RIVIERA DI FIORANI
E se nel tesoro segreto di Fiorani ci fosse anche qualche milioncino di euro targato Celle Ligure?

di Marco Preve

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E se nel tesoro segreto di Fiorani ci fosse anche qualche milioncino di euro targato Celle Ligure? Proviamo a raccontarlo partendo da una testimonianza diretta. «Ho comprato uno dei box e ho versato in nero 15mila euro, il 30% del costo. Come garanzia, mi venne detto che quei contanti sarebbero stati depositati alla Popolare di Lodi». Carlo è un ingegnere genovese ed è uno dei 240 proprietari di altrettanti box auto realizzati in una discussa operazione edilizia di Celle Ligure, la cui storia, negli ultimi mesi, si è intrecciata con lo scandalo della Bpl e del suo ex padre padrone Giampiero Fiorani. Repubblica ha raccolto lo sfogo-confessione di uno degli oltre duecento acquirenti. Un racconto che l´uomo, un docente dell´università di Genova, ha già fatto agli investigatori della Guardia di Finanza. I militari in questi giorni stanno raccogliendo le deposizioni di altre decine di compratori convocati negli uffici dei comandi di polizia tributaria provinciale di Genova e Savona. Si sospetta che tutti abbiano pagato una parte della somma con dei "fuori busta" in contanti. In ballo c´è una cifra che oscilla tra i 3 e i 4 milioni di euro, mai dichiarati, che sarebbero finiti nelle casse della Bpl. La vicenda di Celle è di quelle destinate a creare forti imbarazzi anche sul fronte politico visto che la realizzazione delle due palazzine sulle ex aree Fs a due passi dal mare, è al centro di un´indagine per abusi edilizi del pm savonese Giovanni Battista Ferro. Violazioni che l´amministrazione di centro sinistra ha di fatto sanato con tre varianti al piano regolatore. «Nessun dubbio - spiega il sindaco Remo Zunino - questa è una delle operazioni migliori per il comune. Gli oneri di urbanizzazione hanno portato parecchi soldi nelle nostre casse quindi a tutti i cittadini. E comunque le varianti con cui abbiamo sanato alcune opere rappresentano solo il 20% del totale. Fiorani? E chi se lo immaginava all´epoca, e poi quelle erano scelte dell´impresa, con la quale abbiamo avuto anche forti divergenze. I box pagati in nero? Io non ho sentito niente ma se è successo qualcosa è compito della Finanza scoprirlo non certo nostro». Anche il vicesindaco Michele Manzi sostiene di non saperne nulla. «Io non ho le deleghe all´urbanistica. L´agenzia immobiliare che ha venduto dei box? Non è mia, è di mia sorella». «Con l´agente immobiliare, nel novembre del 2003, andai a Cogoleto nella sede dell´impresa Pietro Pesce - racconta l´ingegnere genovese che ha chiesto di mantenere l´anonimato -. Oltre a noi due c´era un altro immobiliarista e un amministratore della società ai quali consegnai i 15 mila euro in contanti». Queste due persone, Giuseppe Vallarino e Alberto Zavaglia (che non hanno voluto rilasciare dichiarazioni) sono state poi interrogate, in veste di testimoni, dal procuratore aggiunto di Milano, nonché capo del pool reati finanziari, Francesco Greco, che indaga sulla vicenda Fiorani. La società costruttrice, LigurCelle Immobiliare è stata costituita dall´imprenditore di Cogoleto Pietro Pesce, e con lui da Ambrogio Marazzina, a capo dell´omonimo gruppo edile lodigiano in strettissimi rapporti con Fiorani, e infine da Gianpaolo Bruschieri responsabile della logistica dello stesso gruppo. Il cantiere venne sequestrato dalla procura di Savona e poi dissequestrato dopo le varianti "salva abusi". La Finanza segue invece un filone diverso: quello dei pagamenti in nero per i box. Nel contratto di vendita, infatti, la società scriveva che in caso di mancata costruzione avrebbe risarcito l´acquirente, oltre che della cifra versata, anche di 15mila euro aggiuntivi «come anticipo convenzionale rifusione danni o altro». Una postilla fortemente sospetta che, ipotizzano gli inquirenti potrebbe essere servita a creare enormi riserve di nero. Ma quello di Celle non è l´unico rivolo ligure della maxi inchiesta sulla Popolare di Lodi poi Popolare Italiana. I magistrati che sono a caccia dei prestanome e degli affari di Fiorani, stanno infatti analizzando la documentazione relativa a diversi progetti rivieraschi (Imperia, Alassio, Ceriale, Nervi con l´ex fabbrica di cioccolato Aura) che vedono impegnati alcuni imprenditori lombardi, assieme ad un ristretto nucleo di costruttori e uomini d´affari genovesi e savonesi.


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