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speciale inchiesta San Michele - Piemonte

“La mafia silente”, seconda parte requisitoria processo alla ‘ndrangheta “San Michele”

Seconda parte della requisitoria nel processo San Michele, udienza 17 novembre 2016, qui la prima parte, con al centro la ‘ndrina di San Mauro Marchesato.

Il metodo intimidatorio. “ci sono le tre categorie di estrinsecazione del metodo intimidatorio, la violenza diretta, il messaggio esplicito, il messaggio indiretto, e poi la cosiddetta mafia silente”

Il metodo intimidatorio, cioè l’elemento caratterizzante dell’associazione  di cui all’art.416 bis. Quanto alla natura del metodo intimidatorio, come noto in giurisprudenza si parla di metodo intimidatorio esterno, cioè quello che incute terrore, incute l’associazione criminale di cui stiamo parlando verso l’esterno dei suoi affiliati, ma anche interno e cioè all’interno degli stessi affiliati. E dico ciò perché a nostro giudizio il metodo intimidatorio si evince chiaramente da ciò che abbiamo detto stamattina quanto alle dichiarazioni rese da Mirante Nicola con riferimento a Audia Mario, ha paura, ma non è una paura all’esterno dell’associazione ma una paura dell’interno,  dell’affiliato, ma anche da quanto dice Greco Luigino quando riferisce alle SV della sua paura che ha verso Crea per le affermazioni che ha riferito a Castronuovo Rosario cioè “i congelati”, “i preistorici”; è una paura che ha ma da affiliato, è terrorizzato dall’aver offeso Crea e la sua banda, banda cui appartiene anche lui in un’altra compagine...

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“Il punto”, “il fiore”, “una vuccunata”. Al processo San Michele prima parte della requisitoria, udienza 17 novembre 2016

C’è la ‘ndrangheta in Piemonte? Dopo la sentenza Minotauro, divenuta definitiva, il processo San Michele, assente dai quotidiani nazionali e locali, è alle sue battute finali. Qui la prima parte della requisitoria all’udienza del 17 novembre 2016.

17 novembre, nella maxi aula 1 del Tribunale di Torino il Procuratore Generale è impegnato nelle ultime repliche al maxi processo a decine di No Tav per lo sgombero del 27 giugno e la manifestazione del 3 luglio 2011 alla zona oggi occupata dal cantiere del TAV Torino-Lione mentre nella piccola aula 47 è in corso la requisitoria del processo “San Michele” alla ‘ndrangheta in Valsusa e nella città metropolitana di Torino. Un processo difficile, segnato dopo pochi mesi dalla morte improvvisa della giudice Tiziana Proietti, solo 41 enne, a pochi giorni dalla diagnosi di una non meglio specificata malattia. Ed è alla collega Tiziana Proietti che Sparagna dedica l’apertura della requisitoria che vi riportiamo invitandovi alla lettura, per quanto a tratti difficile, per comprendere il quadro, la cornice dentro la quale si sviluppano le vicende oggetto del processo San Michele, con al centro la cava valsusina gestita da TORO SRL tra i comuni di Sant’Ambrogio e Chiusa San Michele, parte civile in questo procedimento. [ Qui un post TgMaddalena, con intervista a Radio Blackout, sul processo San Michele: mafie ambientali e omertà politica ]...

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La ‘ndrangheta ha infiltrato il cantiere del TAV in Valsusa, è quanto è emerso oggi all’udienza del processo San Michele - udienza 20 luglio 2016

Ore 9:30, nell’aula 3 ha inizio una delle ultime udienze nelle quali scorrono i testi della Procura, questa settimana ne sono previste tre di fila (le prossime mercoledì e giovedì, sempre nella maxi aula 3 del tribunale di Torino).
Nella prima parte dell’udienza è ancora il maresciallo Fiori a deporre, specificando quali intercettazioni e quali servizi di OCP (osservazione, controllo, pedinamento) hanno permesso alla procura di accertare il carattere armato della compagine mafiosa. <<Ti ricordi quell’affare, quella brioche lì che io avevo per il tuo amico>>… e poco dopo <<ma era come il tuo camper, giusto?>>. Perché a quanto pare ricordano male anche gli oggetti “sostituitivi” utilizzati per parlare delle armi. <<Si, era pure cromata>>/<<Quanto vuole?>>/ <<1200, 1250>> dicono nelle intercettazioni tra Capellupo Antonio e Malù Giovanni. Quindi c’è questa brioche cromata come le ruote del camper da vendere a 1250 euro. Poi vengono organizzati incontri, per lo scambio della fantomatica brioche cromata, nei quali gli inquirenti predispongono servizi di osservazione, però qualcosa va storto, li vedono allontanarsi di corsa perché probabilmente hanno visto qualcosa che li ha allarmati, se lo diranno nelle conversazioni successive <<C’è stato un problema, c’era quello là>> e rinviano tutto.
Da altre conversazioni si evince che il passaggio poi c’è stato, ma c’è stato un problema di soldi. Il nucleo radiomobile in quell’occasione ferma nella stessa serata Malu Giovanni a bordo dell’autovettura, e gli viene trovata una pistola Beretta (risultata asportata ad Ivrea), caricatori, sfollagente, coltello, munizioni e “tutta una serie di armi a bordo”. Vengono registrati contatti anche tra SISCA Gregorio (condannato in abbreviato a 5 anni per 416bis ed estorsione) e Capellupo Antonio...

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Processo San Michele, il teste Schettini “infiltrato tra i collaboratori”. Massoneria deviata, ala mite e ala esecutiva della ‘ndrangheta – udienza 18 maggio 2016

L’udienza inizia puntualmente, come sempre, alle 9:30. Dopo l’appello Luigino Greco, uno degli imputati, chiede di fare una dichiarazione spontanea.

La dichiarazione spontanea di Luigino GRECO, “parto la mattina alle 4 e torno la sera alle 7” (…) . Poi dichiara di “non avere mai fatto parte di qualsiasi organizzazione di stampo mafioso e comunque si dissocia dai fini eventualmente perseguiti da essa”....

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Al centro dell’udienza ancora il caso EdilRivoli 2006, audizione dei testi Tosatto e Chiantelassa, rispettivamentepresidente e vice-presidente. “Lo sappiamo tutti che ci sono persone in Liguria che hanno delle barche che portano i soldi a Montecarlo”

 

La vicenda: il “caso Mirante, Gruppo REA, EdilRivoli”.

Il Gruppo R.E.A. srl, del quale è amministratore unico Nicola MIRANTE (uno degli imputati) partecipava ad una tranche dei lavori di costruzione per la realizzazione della Residenza San Carlo (85 appartamenti, 6 esercizi commerciali, 71 box auto, posti auto e aree verdi di pertinenza) in Corso Susa , a Rivoli, all’altezza di Via A.Lincoln. Le opere, per un importo complessivo di 9.600.000 Euro, venivano commissionate a MIRANTE Nicola dalla società EDILRIVOLI, detentrice della commessa, presidente del CdA TOSATTO Fabrizio e vice-presidente CHIANTELASSA Pier Mario, con  investitori legati alla Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni meglio nota come BIM SPA ( http://www.bancaintermobiliare.com/area-media/news/l%E2%80%99assemblea-degli-azionisti-di-banca-intermobiliare-s.p.a.-approva-il-bilancio-2015.html ) , con sede a Torino, il cui amministratore delegato è D’AGUI’ Pietro, originario di Palizzi (RC). Stando a quanto comunicato sul sito nell’aprile di quest’anno la BIM SPA ha chiuso il bilancio 2015 con una perdita d’esercizio di 28,8 Milioni di Euro (perdita di 11,1 Milioni di Euro al 31.12.2014).
Su questa  vicenda nell’udienza precedente (4 maggio 2016)  era stato sentito il teste Esposito Mauro, mentre il 24 maggio aveva testimoniato, sempre sul caso, l’architetto Biagio Claudio Impellizzeri...

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“Papà perché hai denunciato la ‘ndrangheta?” La vicenda di Mauro Esposito per la residenza San Carlo di Rivoli

Processo “San Michele”, udienza 4 maggio 2016. Il primo testimone del giorno è Esposito Mauro, coinvolto nella vicenda della Residenza San Carlo di Rivolidella quale ha parlato, nell’udienza del 3 maggio, il teste Impellizzeri Biagio Claudio (qui resoconto udienza )
Secondo la ricostruzione della Procura nella vicenda di Mauro ESPOSITO emergono le pressioni esercitate nei suoi confronti per indurlo a dimettersi dalla direzione dei lavori del cantiere “Residence San Carlo”, nel comune di Rivoli, con metodi tipicamente mafiosi utilizzati dal gruppo criminale...

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“Un rapporto di dominanza assoluta”. Processo San Michele, udienza 3 maggio 2016

“Era terrorizzata…con gli occhi lucidi”.

Prosegue a ritmo serrato i processo alla ‘ndrina di San Mauro Marchesato , meglio nota come operazione “San Michele”. Qui trovate i resoconti delle udienze precedenti.

La prima testimone del giorno è legata alla deposizione del teste Vesentini Danilo all’udienza del 31 marzo.

Secondo l’indagine a partire dal marzo 2011 sarebbero emersi rapporti di natura usuraria tra i Greco e Vesentini Danilo, titolare della Vesentini Costruzioni (La Cassa, Torino), una vicenda dalla quale si rileverebbe l’utilizzo del metodo intimidatorio. “Ma son passati anni”, ha spiegato il teste all’udienza del 31 marzo, “e io non è che ricordo”. Ci è voluta ben più di un’ora per ricostruire la vicenda: l’azienda di Vesentini è in difficoltà e si rivolge ai Greco per un prestito di 15.000 Euro che viene restituito a rate mensili, fino a raggiungere l’importo di 30.000 Euro. Siamo nell’estate 2011, quando avviene qualcosa che per la procura è un chiaro atto intimidatorio ma che Vesentini sembrerebbe sminuire.
La sig.ra Gilli, madre di Vesentini Danilo, era già attesa in altre udienze ma aveva rinviato la sua deposizione per problemi di salute. Il suo coinvolgimento si riferisce in particolare ad un episodio nel quale la stessa risultò particolarmente scossa, come si rileva da un’intercettazione telefonica del 20 dicembre 2011 a seguito di una visita di Greco Pasquale e Palmiere Giuseppe presso l’abitazione di Vesentini Danilo che risultava però altrove. Informato della visita, Vesentini avrebbe chiamato Donato Vincenzo per riferirgli l’episodio, non mancando di far notare che non sapeva come tranquillizzare la madre che “era terrorizzata… con gli occhi lucidi” e piangeva, perché “uno ti viene a casa per minacciarti… (..) sembravano due mafiosi (…)”. Rilevante, per delineare il contesto di questa visita, anche il commento di Donato Vincenzo: “è un mio paesano questo qua… che lui lo chiama sempre quando c’ha…. per far spaventare la gente”...

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Processo San Michele: investimenti e immobili ad alto rischio. Udienza 20 aprile 2016

Il primo teste della giornata è Francesco Gianfala, torinese, classe 1968. Per vent’anni è stato commercialista, attualmente ha società finanziarie, lo studio è ancora attivo e dagli anni Novanta segue attività legate al settore sanitario, case di riposo. Il padre, Antonino Gianfala, è presidente di API Sanità in Piemonte, tra le attività di famiglia il teste elenca il “Soggiorno Primavera“, una casa di riposo a Castellamonte.

Le domande del PM Smeriglio vertono inizialmente sul rapporto del teste con Toroddo Gabriella, la “falsa avvocatessa” condannata dal tribunale di Torino a tre anni e otto mesi di reclusione il 27 marzo 2013 perché ritenuta responsabile di una serie di truffe milionarie ai danni di facoltosi imprenditori. Nelle carte dell’inchiesta spunta anche il nome di  (foto a lato), ex consigliere regionale UDC, e di Michele Vietti, vicepresidente del CSM, molto vicino a Goffi, con il quale la Toroddo sosteneva aver effettuato la compravendita del collegio salesiano di Lanzo Torinese. “Il farabutto è lui, si è sempre mosso perché dietro c’è Vietti“, diceva un imprenditore durante una conversazione con Nicola Mirante, ritenuto un esponente del clan [qui un articolo di Repubblica sulla vicenda]...

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Processo San Michele: prestiti a titolo di “amicizia e cortesia” – Udienza del 19 aprile 2016

Il primo teste del giorno nel processo “San Michele” è Forcinti Carmine, classe 1984, nativo di Corigliano Calabro. Oggetto delle domande la situazione economica e, in particolare, i rapporti intrattenuti da lui e dal padre, Forcinti Giorgio, con Greco Pasquale e Greco Luigino, poiché risulterebbe un debito di circa 20 mila euro a carico del teste nei confronti di Greco Pasquale, presumibilmente dovuto alla difficile situazione economica nella quale si sono trovati Forcinti Carmine ed il padre Giorgio, commercianti ambulanti di frutta e verdura...

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Tutto per il quieto vivere. Processo San Michele, la deposizione di Lorenzo La Rosa, il caso Set Up LIVE

Processo San Michele – Udienza 13 aprile 2016

E’ Lorenzo La Rosa il primo teste della giornata, per la vicenda Set Up Live che, proprio per il coinvolgimento in questa inchiesta, nonostante il 25 giugno del 2014 avessero ottenuto il “rating di legalità” inventato dal fu governo Monti come una sorta di bollino antimafia, nell’agosto 2015 ha ricevuto un’interdittiva antimafia per l’appalto a EXPO del “Padiglione Zero”. Set Up Live è una delle aziende italiane leader nel settore dell’intrattenimento, i suoi clienti spaziano dal Comune di Torino alla Regione, passando per la Juventus e il Comitato Italia 150. Organizzano eventi e concerti per artisti come Subsonica, Jovanotti, Ligabue, U2. Il patron, Giulio Muttoni, sembra essere bene inserito: ex dirigente dell’ARCI, in buoni rapporti con il noto senatore Stefano Esposito e con l’ex assessore comunale allo Sport Elda Tessore. “Tessore che ha fatto parte della Fondazione XX marzo 2006, fondazione di Regione, Provincia e Coni che insieme a Get Live (società composta dalla Set Up Live di Muttoni con il colosso dei concerti live Live Nation) gestisce le aree post Olimpiadi con la società Parcolimpico. Parcolimpico che a sua volta ha sede nello stesso palazzo degli uffici della CrewE20, società di La Rosa che si occupa a sua volta di organizzazione di eventi e manifestazioni.” [ Fonte Linkiesta]

Biglietti omaggio ed altre storie. Per il quieto vivere...

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Processo San Michele, quello strano tavolo al Club I ROVERI “tipicamente borghese” con Maida, Ponchia (Gefim), Bruno Garzena, i Fratelli Chiesa, Luzzati.

Resoconto udienza processo San Michele – 12 aprile 2016

Il primo teste: “Mi verrebbe da dire sempre non ricordo”. PM: Pensi a quanti ne ha detti oggi di “non ricordo”…

Processo “San Michele”, resoconto udienza del 12 aprile 2016, dalla maxi aula 3 del Tribunale di Torino. La vicenda che vede coinvolto il primo teste, Chiapparino Roberto, secondo la procura sarebbe “rappresentativa della forza d’intimidazione del sodalizio circa la situazione debitoria” di Chiapparino nei confronti di quella che la procura definisce “compagine mafiosa” al centro dell’inchiesta, in questa vicenda Sisca Gregorio, Greco Pasquale ed il figlio Luigino, Audia Mario, Mirante Nicola e Micciché Giovanni...

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Processo San Michele, la storia di Luisella: “una condotta di infiltrazione nell’attività economica altrui”- udienza 6 aprile 2016

San Michele, la ‘ndrangheta in Valsusa (e dintorni) alla sbarra. Resoconto udienza 6 aprile 2016

“Come mai chiama Benny l’avv. Benito Capellupo, da dove arriva tutta questa confidenza?” teste: “Lo chiamo Benny perché mi  è stato molto impresso il suo nome, era arrivato dal nostro (?!)  dittatore…” e ancora “io sono un po’ maleducato, se non mi viene imposto di dare del lei io parto subito col tu.”

Il primo teste è ANSELMETTO DUILIO. E’ socio, insieme al padre Luigi ed al figlio Alberto, nella società DUAL SRL che gestisce la cava di ghiaia e sabbia nel comune di Collegno, Cascina Provvidenza. Di lui abbiamo già parlato nell’udienza del 31, quando ha deposto il teste Carvelli Eduardo.
Secondo l’accusa a partire dal maggio 2012 le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno permesso di ricostruire una vicenda significativa sulla ricorrenza del metodo intimidatorio nella struttura delinquenziale investigata e sulla capacità di quest’ultima di intervenire risolutivamente a tutela degli interessi di società vicine allo stesso sodalizio. L’episodio in questione ebbe inizio con l’emissione da parte del giudice di un decreto ingiuntivo con contestuale blocco dei conti correnti di Anselmetto Duilio, titolare della DUAL srl (di Almese) , su richiesta di Carvelli Eduardo che esigeva la riscossione di un credito di 70.000 Euro dalla DUAL.  Anselmetto si rivolgeva a Toro sottoponendogli il problema e quest’ultimo avrebbe invitato Carvelli a non proseguire nell’atto esecutivo.

Arrivo a deposizione quasi ultimata, si sta parlando della lunga trattativa, durata più di 4 ore, durante la quale l’avvocato Capellupo, incaricato da Anselmetto su suggerimento di Toro di chiudere la questione del credito con Carvelli, conclude con esito positivo “rilasciando cambiali a garanzia”...

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Processo “San Michele”, gli amici si vedono nel momento del bisogno. Udienze del 30 e 31 marzo

Nel resocondo dell’udienza del 22 marzo abbiamo evidenziato alcuni aspetti inquietanti del processo che si sta svolgendo nella maxi aula 3 del Tribunale di Torino, del quale pare non esserci più traccia sui principali media, anche locali. Al centro dell’inchiesta le note famiglie ‘ndranghetiste dei GRECO e DONATO facenti capo al “casato” del “GRANDE “Iuntrune” ARACRI Nicolino, boss  legato a doppia mandata alla massoneria, stando a quanto riportato (vedi qui e qui) da La Casa della Legalità. Eppure non sono mancati sorprendenti e tragici colpi di scena, come l’improvvisa morte (per una malattia diagnosticata pochi giorni prima) della giudice Tiziana Proietti, che aveva solo 41 anni  seguita, pochi giorni dopo, (altra coincidenza?) dalla morte di un teste della procura, aveva solo 51 anni ed era l’ufficiale di polizia giudiziaria che aveva seguito l’indagine. Anche lui colto da un malore improvviso qualche giorno prima della sua deposizione.
Coincidenze sfortunate, ma certamente inquietanti. Tanto più alla luce delle dichiarazioni di Francesco Oliverio, uno dei collaboratori di giustizia che più di tutti in questi anni ha contribuito a svelare insospettabili legami ed un salto di qualità della criminalità sia nei rapporti che nelle modalità operative, come nelle sofisticate strategie finanziarie per il riciclaggio e lo sviluppo del capitale...

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“Non so, non ricordo”, la deposizione dell’ex assessore ai lavori pubblici di Bruzolo, in Valsusa, al processo per la ‘ndrina San Michele. Udienza 22 marzo 2016

“Non lo so, può essere, ma può essere anche il contrario.”

Mentre in un’aula adiacente i compagni No Tav sottoposti di recente a misure cautelari attendevano il loro turno per l’interrogatorio di garanzia, nell’aula 4 si è svolta un’altra udienza del processo denominato “San Michele”, del quale abbiamo parlato la scorsa settimana con l’intervista a Radio Blackout anche sulla questione delle cave del chivassese. Contrariamente alle aspettative, essendo abituata ad aule con un dispositivo di sicurezza piuttosto elevato, il numero di agenti a controllo dell’aula era decisamente minimo, erano attesi cinque testimoni dell’accusa ma, concluso l’appello dei difensori e delle parti civili, constatandone l’assenza l’udienza è stata rinviata alle 10:30. Alla fine su cinque testimoni previsti se ne sono presentati due: Santoni Donatella e Antonino Triolo (dipendente della Sitalfa, una controllata della Sitaf), ex assessore (PD) ai lavori pubblici, all’ambiente ed ecologia e all’illuminazione pubblica del comune di BRUZOLO, dimessosi il 15 luglio 2014 . L’atmosfera è strana, Triolo sembra molto provato, le domande incalzanti del PM trovano per lo più risposte incerte, “non so, non ricordo, sono passati tre anni”.  Dalle carte dell’inchiesta risulterebbe che nell’aprile 2012 sia stato documentato l’appoggio elettorale fornito da Sisca Gregorio, Toro Giovanni, Bressi Raffaele e Gisabella Giuseppe per sostenere Domenico Verduci, candidato nelle liste del PD alle elezioni comunali del 2012 per il Comune di Grugliasco, sostegno che in qualche modo avrebbe avuto la condivisione dell’ex assessore di Bruzolo, ed è su un particolare apericena a Grugliasco che ruotano per lo più le domande del PM...

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