All'ortomercato di Milano spunta la 'ndrangheta

scritto da C.Abbondanza il .

La cosca della ‘ndrangheta Morabito-Palamara-Bruzzaniti di Africo. Ieri sono state sequestrate alcune centinaia di chili di coca a bordo di un camper «confuso» tra i mezzi della Parigi-Dakar. Ma la maxi operazione degli investigatori dello SCO, coordinati dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia), è partita più di due anni fa sul nucleo mafioso che, come è risaputo, ha appoggi e giri d’affari internazionali, tra il Sudamerica e l’Africa...

Dall’indagine Milano si configura come la capitale economica della ’ndrangheta. All’interno dell’Ortomercato i mafiosi avevano costituito una serie di società, uffici e cooperative di servizio che usavano per riciclare il denaro proveniente dal traffico internazionale di droga e da tutti i traffici illeciti delle cosche. Tra i 70 indagati anche un assessore comunale di Arese accusato di abuso d’ufficio per il rilascio di licenze facili, come quella per il night club «For a King» di via Lombroso.
E così tornano alla luce i legami con il mondo dei night club dove la ‘ndrangheta, non solo a Milano, ma in tutto il nord Italia, può far girare droga e incrementare i profitti dello sfruttamento della prostituzione. E sembra proprio che le aree mercatali piacciano alle organizzazioni mafiose. Non solo Milano. Noi vorremmo tanto sapere chi erano gli invitati delle strane riunioni nelle tarde serate e notti di venerdì e sabato, presso l’area del nuovo Mercato Generale di Genova a Bolzaneto (valpolcevera), un po di tempo fa, durante la costruzione. Non crediamo che vedessero coinvolti gli operai, i lavori erano fermi, la notte e nei week-end e poi, solitamente, gli operai non hanno auto di grossa cilindrata come Bmw, Mercedes o Audi e nemmeno, ci sembra, guardaspalle che controllano gli accessi. Chissà se erano gli stessi della famiglia che amava l’Ortomercato di Milano?

Nota: nella foto Giuseppe Morabito, alias "u tiradrittu", capo indiscusso della cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti, da lungo tempo attiva anche nel Nord Italia e già coinvolta in pesanti operazioni dell'antimafia. Morabito è anche il padre di Giuseppina Morabito, la dottoressa dalla carriera fulminante nella Asl di Locri, dove era collega di Fortugno e dell'on. Maria Grazia Laganà, nonchè moglie di Pansera, arrestato con il padre durante la latitanza e con il quale i coniugi Fortugno-Laganà avevano avuto diversi conversazioni telefoniche, proprio intercettate dalla Procura di Milano.

 

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