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CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus
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Don Rebagliati: ho denunciato, vogliono uccidermi

L'ex Economo della Diocesi savonese, don Carlo Rebagliati, a fine 2011 temeva per la propria vita. La ragione: ho denunciato e so della gestione finanziaria ed amministrativa, delle “porcherie” della Chiesa, degli intrecci tra Ior, massoneria e 'ndrangheta.

Lo scontro con monsignor Calcagno, ex Vescovo di Savona, salito poi al vertice della gestione finanziaria del Vaticano, nell'era Bertone, e gli intrecci “indicibili” di affari e riciclaggio, sembrava ormai vinto per Calcagno e Don Rebagliati temeva per la propria vita...

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Savonese, terra di sinistre ipocrisie e preoccupanti silenzi

Franco ZUNINO e Marco RAVERAAbbiamo atteso, ma nulla si è mosso. Nell'ambito di Rifondazione Comunista a Savona, a parte alcune rare eccezioni di singoli militanti, soprattutto giovani, i dirigenti continuano nell'azione di negazionismo di una delle pagine più vergognose del Comune di Celle Ligure, l'appalto alla CO.FOR dei fratelli GUARNACCIA, e nel tacere su altro che, di pesante, si vive a Savona.
Franco ZUNINO, per primo, responsabile di quel procedimento gravemente irregolare dell'appalto di Celle Ligure alla CO.FOR, viziato dall'origine alla conclusione, continua a negare le evidenze. Intorno a lui il gruppo dirigente fa scudo. Basterebbe dicessero: si è sbagliato, è stato un errore. Ma invece nulla, negano, negano e negano, anche quando i documenti li smentiscono miseramente...

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ad Andora la mafia c'e', ma la comunita' puo' dire basta...

ad Andora la mafia c'e', ma la comunita' puo' dire basta...
AGGIORNATO IN CODA CON RASSEGNA STAMPA E WEB

I cittadini andoresi, con comitati ed associazioni, si sono dati appuntamento per rispondere alle intimidazioni di chiaro stampo mafioso, che rappresentano il "volto" cruento di una presenza asfissiante delle mafie e della cultura mafiosa che piega quel territorio. La risposta più forte ed efficace è proprio quella dell'attenzione sociale e dell'impegno civile, di cui solo la comunità può essere promotrice!
La Casa della Legalità aderisce e parteciperà all'iniziativa di domani 27 ottobre, che si terrà alle ore 15, ad Andora, in Via Roma (in caso di pioggia sotto i portici).

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Andora. Incendio doloso ai danni di chi denuncia. Basta!

6217 296885327082091 1721626709 nAd Andora nella notte scorsa è andato in scena un ennesimo, inquietante, incendio doloso. Sono andate alle fiamme una baracca con legna e reti per le olive e, poco distante, un automezzo, di proprietà della stessa persona. Non quindi un incendio, ma due incendi che hanno colpito due punti diversi. La proprietà di entrambi i mezzi sono, come detto, della medesima persona, Fabio Favara, che si è impegnato, anche con denunce e iniziative pubbliche, contro le infiltrazioni mafiose nel savonese, contro le speculazioni edilizie che colpiscono Andora, nonché contro i condizionamenti ed i tentativi di condizionamento della politica e che, in taluni casi, hanno determinano pesanti irregolarità nella gestione della cosa pubblica.
Tra i cittadini più attivi, nella realtà andorese, che ci inviava segnalazioni dettagliate e tra coloro che hanno partecipato al pubblico presidio della Casa della Legalità a Savona, l'8 settembre scorso...

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Il multifunzionale PASQUALE Luciano, da Savona, non sa cosa e' la mafia oppure e' negazionista

PASQUALE LUCIANO a Savona è "il Presidente"E' presidente della CARISA, ovvero la Cassa di Risparmio di Savona; è presidente della Camera di Commercio di Savona e dell'UNIONCAMERE Liguria; è presidente dell'Unione Industriale di Savona, alias della CONFINDUSTRIA locale, ma di mafia non ci capisce nulla, viste le dichiarazioni che enuncia. Oppure, conosce il fenomeno ma preferisce aderire a quella corrente di pensiero ed azione, meglio conosciuta come “negazionismo”, che ormai si è evidenziato essere stata la precondizione migliore per quella “mimetizzazione” propedeutica alla (ormai compiuta) colonizzazione dalla 'Ndrangheta (e non solo), di questo territorio.
Luciano Pasquale afferma, infatti, che un pericolo mafia per le imprese savonesi non c'è. Testuale: “Le imprese della nostra provincia ad oggi sono estranee dal fenomeno delle infiltrazioni mafiose” [vedi articolo de Il Secolo XIX di oggi dal sito del quotidiano o qui in coda].

Una dichiarazione, quella del multifunzionale PASQUALE, che non sta in piedi e che nega in modo irresponsabile la realtà di un territorio e tessuto fortemente colonizzato dalle cosche (e finanze) 'ndranghetiste (ma anche di soggetti emanazione di Cosa Nostra).

Se già il PASQUALE è una sintesi suprema di conflitto di interessi, per le funzioni che ricopre, con una concentrazione di cariche che consegna ad una sola persona un “potere” senza pari nel savonese (e quindi anche una responsabilità "politica" e di condizionamento senza pari), tale uscita è senza margini di dubbio inquietante ed estremamente pericolosa.
Come nostra abitudine, proviamo a dimostrargli il perché... e, se ci tiene a Savona, all'economia savonese, faccia un bel passo indietro e rassegni le dimissioni dalle cariche che ricopre, perché uno che non vede quello che ha sotto gli occhi (perché non vuole vederlo o perché non sa vederlo, non ci interessa), in quei posti, è un pericolo pubblico...

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Da avvocato e super consulente ad agricoltore, è Mauro Vallerga

Il cartello cantiere della casa agricola del coltivatore VallergaLa prima volta che lo incontrammo, l'avvocato VALLERGA Mauro, è quando ci mandò la diffida per conto del boss di Cosa Nostra, Rosario CACI (vedi qui). Poi lo incontrammo a Ceriale, dove era il consulente del Comune per la partita della speculazione della T1, quella nata dal FIORANI e passata a quell'Andrea NUCERA (vedi qui) il cui impero ha fatto crack e che da mesi è latitante (vedi qui). Poi lo abbiamo ritrovato praticamente ovunque, come consulente di Comuni ove si dovevano sviluppare pesanti speculazioni edilizie. Lo abbiamo incrociato anche a Cairo Montenotte dove ha seguito una gara per la vendita di quell'immobile che è finito poi acquistato dall'unico offerente: la GEO di Andrea NUCERA... ed ancora con una valanga di incarichi dal Comune di Andora con l'amministrazione FLORIS, incarichi dai Comuni di Albenga, Noli, Arenzano, Spotorno, Borgio Verezzi, Loano, Pietra Ligure... Nei mesi scorsi si è appreso che lo stesso avvocato Vallerga è indagato dalla Procura di Savona per l'operazione T1 di Ceriale...
Ora apprendiamo che si è dato anche alla costruzione di una “casa agricola” con i bergamaschi... ed ovviamente l'attività agricola, a Varazze, è la sua. Vediamo quindi questa novità e qualche altro dettaglio...

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FAMELI - Dietro FAMELI ormai ex intoccabile, personaggi eccellenti... come avevamo sempre detto!

Arrestato Antonio FAMELI!!!Leggendo le carte relative all'Operazione "CARIOCA" che ha portato all'arresto del boss Antonio FAMELI (vedi qui), si ha conferma di quanto abbiamo segnalato e denunciato alla Procura di Savona ed anche di quanto andiamo dicendo e scrivendo da molto tempo.

Tralasciando la cronologia degli esposti e delle segnalazioni che abbiamo prodotto in merito alFAMELI e la sua ciurma, partiamo da quello che segnalavamo in data 3 agosto 2010... in poche parole: "il marito dell'avvocato Claudia MARSALA (civilista di FAMELI) è un agente... Pierluigi STENDARDO, considerato il "figlioccio" del FAMELI. Lo STENDARDO avrebbe un ruolo di rilievo nell'ambito dei tentativi di agevolazione del FAMELI oltre che essere, con la stessa MARSALA, in contatto con il coll. RICCIO."
Tale rapporto con lo STENDARDO e la MARSALA (imparentati con il coll. RICCIO) sono confermati dall'Ordinanza a carico del FAMELI e ciurma. Così come altri... così come praticamente tutti i rilievi che avevamo mosso sia pubblicamente sia nelle denunce, a partire dalle società estere e dalla rete di prestanome e collaboratori nelle attività illecite. Si parla anche dei rapporti tra il FAMELI ed il Procuratore Vincenzo SCOLASTICO (voci che erano già emerse e che trovano ora un riscontro nelle intercettazioni e negli Atti dell'inchiesta). Si palesa il ruolo attivo e compartecipe dell'avv. Giovanni RICCO (legale comune al gruppo del GULLACE ed a quello dei FOTIA) che avevamo inidicato con chiarezza alla Procura [l'Avv. Giovanni RICCO è stato sentito in qualità di persona informata sui fatti]. Vi è poi la conferma del legame del FAMELI con Carmelo GULLACE ed i suoi uomini, visto che nei fatti indicati in Ordinanza vi sono il cugino Antonio PRONESTI' ed il Fabrizio ACCAME. Ma come detto andiamo con ordine...

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Preso l'uomo dei PIROMALLI nel savonese, arrestato Antonio FAMELI

Arrestato il boss FAMELI, l'uomo dei PIROMALLI
AGGIORNATO CON QUALCHE FOTO DELL'ARRESTO
(E' BELLO VEDERLO IN MANETTE!)
E VIDEO SULL'OPERAZIONE "CARIOCA"


Gli abbiamo puntato i riflettori addosso. Lo abbiamo indicato per quello che è. Lo abbiamo denunciato nel dettaglio per i suoi contatti con l'altro potente boss della zona GULLACE "Nino" Carmelo , a capo della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE nel nord-ovest d'Italia. Abbiamo ricostruito molteplici dei suoi legami d affari che da Loano arrivavano in Brasile dove avevano sede le ultime "creature" societarie ed ai conti esteri che gli facevano da forziere. Abbiamo messo tutto nero su bianco. Lo abbiamo portato in Procura a Savona. Lo abbiamo consegnato al Prefetto. In parte, ovviamente, lo avevamo stampato in volantini distribuiti davanti a quella "sua" villa lungo la Aurelia a Loano...

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Lungo le autostrade di Gavio... dagli affari del "consorte" della Vincenzi ai lavori della cosca...

La vela del gruppo Gavio spunta sui camion della SAMOTER dei Fazzari-Gullace
La SALT del gruppo GAVIO abbiamo già visto operare molto bene con il consorte della Marta Vincenzi, ovvero Bruno Marchese. Sollevammo nel 2007 il "dettaglio" del conflitto di interessi dell'allora neo-sindaco di Genova Vincenzi che, quando da Presidente della Provincia di Genova promosse la svendita delle azioni dell'autostrada "Serravalle" al gruppo Gavio, vedeva il marito ricevere proficui incarichi professionali, con la IGM dalla SALT. Nel 2007 la Vincenzi negò ed il consorte Bruno Marchese non solo negò ma dichiarava che mai aveva lavorato per le società di Gavio. Qualche mese fa, avuti i documenti ufficiali, li abbiamo smentiti su tutti i fronti [vedi qui il video del servizio del Tg1]. A quel punto il Bruno Marchese, smentiva se stesso e la consorte-sindaco dichiarando che era normale che lui, con la IGM, lavorasse per le società di Gavio. Una bufala però doveva raccontarla nuovamente e così dichiara che mai aveva avuto contatti con i vertici dell'impero di Gavio. Una buffala come quella raccontata nel 2007, ed ecco il documento che smentisce anche questa: un verbale di una riunione per i lavori della IGM per la SALT, a cui erano presenti sia Bruno Marchese sia il braccio destro e uomo di fiducia di Gavio, Bruno Binasco [vedi qui].

E dai lavori alla IGM della famiglia di Marta Vincenzi (oltre al marito Bruno, anche la figlia Malvina Marchese è tra i soci), sulle autostrada del gruppo SALT, si scopre che oggi operano anche società di famiglie della 'ndrangheta.

Per i trasporti di asfalto sull'Autostrada dei Fiori, la A10, operano da qualche tempo i mezzi della società SAMOTER SRL, ovvero dei FAZZARI-GULLACE, facenti capo al potente boss della 'ndrangheta, punto di riferimento per tutto il nord-ovest, GULLACE "Nino" Carmelo. La loro storia l'abbiamo recentemente raccontata al dettaglio (vedi qui o vai allo speciale), dai tempi che furono ai giorni nostri, con fatti e documenti... Ed è così che sui camion "anonimi" della SAMOTER da qualche tempo è stata incollata la "vela blu" del Gruppo GAVIO. Li si può vedere nel parcheggio della loro sede a Balestrino, così come operare nel tratto autostradale tra Savona e Ventimiglia... ma per ora i lavori sono fermi per le santissime festività ed anche gli uomini della società delle famigliole di 'ndrangheta riposano. Noi non li molliamo, e li continuiamo a monitorare ed indicare finché la partita non sarà chiusa con la loro sconfitta!

PS
Ci sono altre novità sui FAZZARI-GULLACE e connessi, ma al momento non ne parliamo qui... come nostra abitudine le abbiamo fornite a chi di dovere. Tra qualche tempo renderemo noti anche questi altri "dettagli", abbiate un poco di pazienza.

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Ma le "cause" non si fanno in due? Per i FOTIA pare di no... Ma noi non si cede!!!

L'omertà che li ha protetti ieri, oggi è svanita! Se ne facciano una ragione e si arrendano
Ricordate l'articolo "Andora, ecco l'esempio della "sudditanza" ai FOTIA (e prima tre "pillole" andoresi)"?
Non è arrivata nessuna replica. Nessuna richiesta di precisazione. Nulla di nulla, da nessuna delle ditte citate nell'articolo, a partire dalla SCAVO-TER dei FOTIA (cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI), e nemmeno dal COMUNE DI ANDORA che pure, per selezione dell'amministrazione del sindaco Franco FLORIS vanta compe "ufficio stampa" niente meno che il giornalista dell'ANSA che si occupa per l'ANSA stessa di tutto il savonese.
Nell'articolo, come tra poco vedremo, ci sono fatti inconfutabili che le ulteriori verifiche effettuate dimostrano ancora più gravi, a nostro avviso, di quanto avevamo scritto. Ebbene come detto, nulla è mai giunto in merito dai diretti interessati alla Casa della Legalità, ne tanto meno è stato mai notificato nulla, né di querele, né di citazioni, ne di art. 700. Nulla di nulla...

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FOTIA, cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI piu' che mai!

I FOTIA le grandi imprese e le Pubbliche Amministrazioni non vogliono chiudere la partita?
Forse qualcuno pensa che il silenzio sia sintomo di "immobilismo". Non è così e presto, chi lo pensa, si renderà conto che l'isolamento per i mafiosi, anche per quelli che si dichiarano "puliti" ed "imprenditori", sarà pesante come un macigno... come una pietra tombale, anche nel savonese.
I GULLACE-RASO-ALBANESE con anche i FAZZARI lo sanno già bene perché il cerchio che gli sta chiudendo intorno lo sento, soffocante... e sarà così finché non saranno spogliati di tutti i loro beni e colpiti in via definitiva, da Carmelo "Nino" GULLACE in giù. Di loro abbiamo già parlato di recente [vedi lo speciale].
E lo sanno anche bene i FOTIA, di cui oggi torniamo ad occuparci, sia per la loro azienda "SCAVO-TER" sia per i contatti accertati con i grandi capi della ''ndrangheta (che sono già, ora, dove devono stare: in carcere!)...

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Andrea NUCERA e' latitante... arrestato il suo braccio destro, candidato di Futuro e Liberta'

NUCERA E' LATITANTE
Enrico NAN, avvocato storico (e già socio) di Andrea NUCERA, rassicurava che l'impero NUCERA era solido, anzi solidissimo. Ormai ci credeva solo lui, tanto che lo stesso Andrea NUCERA si era già ritirato ad Abu Dhabi (dopo Dubai) perché sapeva bene che la barzelletta raccontata da NAN non lo avrebbe salvato, questa volta. Ed infatti, passo dopo passo, con rapida sequenza, l'impero NUCERA che dai tempi del "teardismo" (con i Giovanni e Francesco NUCERA) la faceva da padrone nel savonese, e che sembrava intoccabile, è crollato!
Adesso, dopo la contestazione della bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta di capitali, con sequestro di 125 milioni di beni, sono scattate le manette. Andrea DAMELE, braccio destro del NUCERA nelle sue società (ed anche nel PROGETTO PONENTE con ARTE!) è stato arrestato, mentre Andrea NUCERA è formalmente latitante. Entrambi sono difesi dall'avv. Enrico NAN che il DAMELE lo aveva anche candidato alle ultime elezioni amministrative per il Comune di Savona per "FUTURO E LIBERTA'"... e che era anche nella società THEA SRL dove tra i soci vi era - sino ai primi scricchiolii dell'"impero" - anche la società del NAN, ovvero "LA FAMIGLIA SRL".
Se per Nucera la latitanza è iniziata (ma lo si può sempre andare a prendere!) per "Futuro e Libertà" in Liguria non è certo un bel momento. Gianfranco Fini aveva appena rinnovato la sua fiducia in NAN (era sabato 26 novembre!) mentre mandava a quel paese i giovani che con la loro protesta contro i rapporti di NAN con i MAMONE e NUCERA, hanno contribuito ad evitare, quantomeno, che la sede regionale ligure di "Futuro e Libertà" fosse quella data in uso gratuito da un latitante, ex socio e difeso proprio dal Coordinatore Regionale di Fli, ovvero NAN.
Per ora, chi vuole per capire di più della storia di NUCERA può partire da qui.

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Andrea NUCERA perché non torni? Non vuoi rispondere del crollo dell'impero?

Andrea NUCERA batte ad Abu-Dhabi per non rispondere alla Giustizia
Lo indicammo e denunciammo... ed a Genova ci misero sotto processo. Poi lui stesso propose la remissione di querela che aveva presentato contro di noi e noi accettammo. Intanto le nostre denunce, al Noe ed al Procuratore Granero, sui falsi documentali e lottizzazione abusiva per la T1 di Ceriale, così come quelli sugli strani buchi milionari nelle sue società (sempre alle procure del ponente ligure), sono state approfondite ed hanno contribuito da un lato ad accertare i reati commessi e quindi sequestrare il cantiere della T1 di Ceriale, e dall'altro ad individuare i gravi reati societari che caratterizzavano quel "GRUPPO GEO" che ora è crollato inesorabilmente. Se di molto avevamo già parlato, ora, che ormai le contestazioni sono tutte chiare, talmente chiare che Andrea NUCERA non osa tornare in Italia (si trattiene a Dubai... o meglio ancora ad Abu Dhabi... vero?), possiamo andare avanti e raccontare quanto ormai è noto (e non quanto ancora noto non è, a differenza di altri le informazioni utili alle indagini che non si fermano noi non le rendiamo pubbliche!)...

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I GULLACE-FAZZARI ed una "curiosa" Delibera della Giunta GUARNIERI ad Albenga

La sindaco Guarnieri con Umberto Bossi[IN CODA GLI ALTRI VIDEO]
Ne avevamo già parlato approfonditamente [leggi qui e qui], fornendo un ritratto dei FAZZARI e GULLACE così come la storia del progetto di discarica che questi, con la SA.MO.TER., vogliono realizzare a Morteo, nella frazione di Campochiesa nel Comune di Albenga. Oggi andiamo avanti, fornendo altri dettagli, soprattutto sull'assurda posizione della Sindaco di Albenga, la leghista Rosy Guarnieri, su una Delibera e Progetto che non stanno in piedi ed anche pubblicando i video con gli estratti dell'assemblea pubblica che abbiamo tenuto, insieme al Wwf di Savona ed al Comitato dei Cittadini di Campochiesa il 27 ottobre scorso, nella sala parrocchiale gentilmente concessa...

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Quella Relazione "riservata" che divulgava i dettagli di un'inchiesta delicatissima...

Carmelo GULLACE padrino della piccola MAMONE
Potremmo essere contenti del fatto che con quanto rivelato dalla Relazione della DDA di Genova conferma, così come quelle dei Prefetti, quanto da anni denunciamo. Soprattutto per quel filone che individua il GULLACE “Nino” Carmelo come “referente” della potente cosca dei GULLACE-RASO-ALBANESE in tutto il nord-ovest dell'Italia, e che, con entrature e complicità politiche che partono dalla Calabria, ha costruito un impero di imprese, con fulcro il savonese, capace di inquinare economia e territorio. Potremmo essere contenti ma non lo siamo...

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A Campochiesa sulle famiglie 'ndranghetiste dei Fazzari e Gullace

A Campochiesa per dire no alla discarica delle famiglie 'ndranghetiste


Come previsto, questa mattina, la Casa della Legalità, con la presenza anche del Wwf, ha effettuato l'iniziativa contro il progetto di una nuova discarica a Morteo, nella frazione di Campochiesa del Comune di Albenga, promosso da una delle società delle famiglie 'ndranghetiste dei FAZZARI e GULLACE. Un progetto perseguito attraverso la SAMOTER SRL che aveva visto il positivo parere della passata amministrazione di centrosinistra ed ora anche il favore dell'amministrazione di centrodestra... Peccato che, come abbiamo ricordato, tale progetto, a seguito delle Osservazioni del Wwf e le denunce della Casa della Legalità, era già stato respinto con un secco no dagli organismi tecnici della Regione Liguria... perché una discarica è assolutamente incompatibile in quel sito (e per rendere l'ideabasta guardare la foto di apertuta qui sopra).
Nel ringraziare le Forze dell'Ordine presenti per garantire il regolare svolgimento dell'iniziativa, ribadiamo l'invito alle competenti Autorità, a partire dalle Prefetture di Savona ed Imperia, affinché vengano immediatamente adottati i provvedimenti preventivi antimafia per le società facenti capo ai FAZZARI e GULLACE, che abbiamo richiesto e ribadito con apposite istanze documentate. Ecco il testo distribuito alla comunità ed agli organi di informazione nella mattinata...

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Albenga - La giunta Guarnieri vuole la discarica dei Fazzari-Gullace. Cosa ne pensera' Maroni?

La sindaco Rosy GUARNIERI con il Ministro dell'Interno Roberto MaroniLa sindaco Rosy GUARNIERI si è sempre vantata dell'impegno per la legalità. Si era anche spinta a provvedere rispetto a quella pesante situazione di ECO-ALBENGA... E' stata minacciata, è stata messa sotto protezione... ed ora che cosa fa? Vuole dare il via libera alla discarica dei FAZZARI-GULLACE a Campochiesa? A parte l'incompatibilità di una discarica in quel sito, con la presenza di un SIC (sito di interesse comunitario!) e soprattutto non conforme alle previsioni del progetto del nuovo PUC (costato tanto al Comune), ha avuto un vuoto di memoria su chi siano i soggetti promotori del progetto? I FAZZARI - GULLACE... la SA.MO.TER. SRL? Provi a chiedere al Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, con cui ha firmato anche il patto per la sicurezza... ma intanto le rinfreschiamo noi la memoria su quella "bazzecola" chiamata 'NDRANGHETA...

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I vermi sono dentro, ora si schiaccino le articolazioni (in chiaro riferimento al clan dei "gelesi")

 

[CON AMPI ESTRATTI DALL'ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE A CARICO, TRA GLI ALTRI, DI MORSO, MONACHELLA E DI GENNARO]

Con l'Operazione TETRAGONA i vermi dei RINZIVILLO e degli EMMANUELLO sono dentro... Costoro non si possono definire uomini e nemmeno bestie, come ogni altro mafioso, come ogni complice ed ogni servo.

Quello raggiunto dalla DDA di Caltanissetta, che ha coordinato l'indagine dello SCO e del GICO di Caltanissetta, è un risultato straordinario che consegna al carcere ed all'aggressione dei patrimoni due dei sodalizi mafiosi più pericolosi.

MORSO Vincenzo, a capo dei vermi a GenovaEra da tempo che aspettavamo che venisse inflitto questo colpo, come abbiamo ricordato anche alla luce del fatto che questa rete, ed in particolare il gruppo facente capo al MORSO Vincenzo, con il DI GENNARO ed il MONACHELLA, erano già stati mappati da una dettagliata inchiesta del GICO di Genova tra il 2007 e 2008. Ora auspichiamo che si riesce, in tempi rapidi, ad andare avanti e schiacciare le articolazioni territoriali che, soprattutto a Genova, restano ancora forti, ben infiltrate non solo nell'edilizia ma anche in quella cosiddetta "società civile", soprattutto nel territorio della Valpolcevera, lasciatagli a disposizione per decenni e dove hanno saputo promuovere non solo una "colonizzazione" ma anche un pesante condizionamento della vita sociale e culturale.

Adesso i vertici dell'organizzazione sono in carcere e bisogna approfittare, nel breve periodo, per smembrare radicalmente chi è rimasto fuori, per evitare che, ancora una volta, abbia il tempo di riorganizzare attività e struttura criminale.

Da questa mattina ci si è liberati di MORSO Vincenzo che era a capo della diramazione genovese della clan degli EMMANUELLO. Un verme che poteva essere schiacciato da tempo e che invece ha potuto godere, sino ad oggi, di quella libertà di manovra che gli ha permesso di perpetuare nei delitti. E con il MORSO ci si è liberati anche del MONACHELLA Emanuele detto Orazio...

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Mamone, Fazzari (e Gullace)... e le Amministrazioni Pubbliche

Una mappa di alcuni degli ultimi lavori della ECO.GE a Genova


Dopo quanto abbiamo pubblicato ieri, con alcuni dei documenti inediti sui MAMONE ed i loro affari e rapporti con i potenti boss della 'ndrangheta, come il fu Franco RAMPINO (con il fratello Antonio a capo della 'Ndrangheta in Liguria) e con il Carmelo GULLACE, cerchiamo di approfondire la questione delle famiglie legate alla cosca GULLACE-RASO-ALBENESE (e quindi all'imparentato "casato" dei PIROMALLI) e, quindi, ai loro rapporti con le pubbliche amministrazioni e le grandi imprese che costruiscono a Genova.

Rispetto all'ECO.GE già il grafico [per ingrandirlo basta cliccarci sopra oppure qui] mette in evidenza che tutto è rimasto come prima, anche dopo l'informativa atipica antimafia adottata dalla Prefettura di Genova nel luglio 2010 e le molteplici inchieste in cui sono coinvolti... Come nulla era cambiato, anche nel savonese, dopo i sequestri e lo scandalo della cava dei veleni, per quanto riguarda la famiglia FAZZARI...

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I MAMONE. Da un lato si brinda con i boss e dall'altro si conquistano gli appalti

IN CODA GLI ARTICOLI DE IL SECOLO XIX (ed. Genova e ed. Savona)
Franco RAMPINO e Gino MAMONE - 1993

E' la 'ndrangheta in Liguria. Quella 'ndrangheta che qualcuno cerca ancora di non vedere e, quando non può farne a meno, cerca di nascondere come la polvere sotto il tappetino di entrata della Pubbliche Amministrazione che gli ha spalancato i portoni (e le casse).

Delle cosche in Liguria abbiamo parlato a lungo. Li abbiamo denunciati e segnalati a chi di dovere, su ogni cosa che li riguardava che veniva a nostra conoscenza... e li abbiamo indicati pubblicamente. Gli abbiamo fatto sentire tutto il nostro disprezzo. Così continuiamo a fare, senza cedere ad intimidazioni o minacce.

Oggi pubblichiamo un nuovo capitolo di questa storia perché come abbiamo detto tempo fa: l'omertà si è rotta, i varchi si aprono e quindi si può chiudere la partita!

Partiamo da alcuni documenti che la Casa della Legalità è riuscita ad avere e fornire, a suo tempo, a chi di dovere...

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FOTIA della cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI da Savona con furore...

l'escavatore SCAVO-TER dei FOTIA agli Erzelli...

Leggiamo su Trucioli Savonesi che i signori FOTIA (Pietro, Donato e Francesco detto Ciccio) si sono risentiti per un articolo de L'Espresso del 2009 e la pubblicazione dello stesso su Trucioli Savonesi. Per questo, con una diffida, minacciano di azioni legali (penali e civili) sia il sito savonese, sia Marco Preve. Motivo del loro risentimento sarebbe che nell'ultima relazione della Procura Nazionale Antimafia il loro nome non compare.
A questo punto, visto che il sig. Pietro FOTIA, portavoce della famiglia, con accanto i suoi fratelli, davanti a tre pattuglie delle Forze dell'Ordine (una delle quali poi ci ha scortato sino all'autostrata), ci disse, rivolgendosi ad Abbondanza, che apprezza molto il lavoro che facciamo come Casa della Legalità, diciamo qualcosina anche noi, in 6 sintetici punti...

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il "galletto" FAMELI e cumpari tra 'ndrangheta, truffe, sala gioco e scommesse

Il vento è cambiato... dopo anni di denunce e iniziative e dopo l'avvio della nuova stagione alla Procura di Savona, con il procuratore Granero ed il pool antimafia da questi costituito.
Le grandi speculazioni edilizie così come le pesanti infiltrazioni mafiose ed i reati ambientali, sono sotto scacco anche nel savonese. Questo era palpabile anche a Loano, sabato 12 marzo, quando siamo tornati davanti alla cosiddetta “Villa FAMELI” per una conferenza stampa pubblica per fare il punto sulla situazione ligure, alla luce del recente scioglimento del Comune di Bordighera e della Relazione annuale della Procura Nazionale Antimafia.
Purtroppo pioveva, ma non è certo questo che poteva fermarci... La prima cosa che si nota è che il FAMELI non fa più il “galletto” spavaldo come lo scorso anno... L'immobiliare è chiusa! Lui non si fa vedere e nemmeno i suoi! Gli unici che passano sono quelli che operano al CASINO' ROYALE che però resta praticamente deserto, praticamente nessuno entra o esce... Ad un certo punto mandano su, dalla sala giochi e scommesse, i bambini, uno dei quali ci dice “se non andate via subito, viene il signori Fameli che vi rulla”. Ma come si fa ad usare i bambini???
Comunque è andato tutto bene, anche grazie alla presenza delle Forze dell'Ordine ed a sempre più loanesi che si fermavano e parlavano. Abbiamo distribuito e illustrato la nota stampa (che è riportata qui integralmente) alla comunità loanese...

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C'e' Gioia (Tauro) tra Alassio e Ventimiglia...

Gioia TauroChe nel savonese, la Piana di Albenga - a partire dalla Loano di Fameli e dal Borghetto S.Spirito e Toirano dei Gullace e Fazzari - fosse stata scambiata dalle cosche Gullace-Raso-Albanese e Piromalli, con la Piana di Gioia Tauro non è una novità, anzi... 
E' una lunga storia, che risale nei decenni quella del duetto tra savonese e Piromalli... Ma è la storia (presente) che ci consegna altri dettagli e permete, forse, di inquadrare meglio il contesto.
E ' una storia che parte da Gioia Tauro, arriva ad Alassio e da qui va sino Ventimiglia, in costante contatto con la madre terra...

 

AlassioLa prima, Alassio è quella dell'onnipotente arch. Marco Melgrati (uno dei politici più indagati d'Italia, con una condanna in primo grado, approdato nel Consiglio Regionale ed al contempo dichiarato decaduto da Sindaco direttamente da un Decreto del Presidente della Repubblica. E' una cittadina su cui da tempo abbiamo posto le nostre attenzioni, così come anche i giornalisti Marco Preve e Ferruccio Sansa con il libro "Il Partito del Cemento"... ed al centro delle inchieste della Procura di Savona con il Procuratore Granero, ed ha visto arrivare nelle settimane scorse anche le ispezioni della Direzione Investigativa Antimafia. Tra i punti più contestati, oltre all'immane colata di cemento, sono: lo Stadio Comunale (quello, per intenderci, della betoniera con cui aprivamo il nostro video sulla cittadina) e le concessioni per gli stabilimenti balneari che hanno rappresentato uno strano intreccio tra Comune e Massoneria... con un nuovo filone d'inchiesta sul "voto di scambio"... un indagine che vede moltepli indagati nell'ambito dell'amministrazione, tra cui Demetrio Valdiserra, vicesegretario generale del Comune di Alassio.

VentimigliaLa seconda, Ventimiglia, è uno dei punti cardine storici del radicamento della 'ndrangheta in Liguria (come ribadito anche nell'ultima Relazione della Procura Nazionale Antimafia), di cui abbiamo ampiamente parlato, con addirittura un "affiliato" alla 'ndrangheta (Vincenzo Moio, secondo l'Ordinanza "Il Crimine") che siede nel Consiglio Comunale di confine che -stando al rapporto dei Carabinieri a seguito della nostra istanza alla Prefettura - non è semplicemente infiltrato, bensì condizionato dalla 'ndrangheta.

 

Ma andiamo con ordine in questa fotografia di fatti e protagonisti.

 

La Casa della Legalità è riuscita a prendere visione della Relazione della Commissione di Accesso al Comune di Gioia Tauro che ha portato, in parallelo alle inchieste della DDA, allo scioglimento dell'Amministrazione comunale nel 2008...

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La Liguria crocevia strategico (e pratico) della 'Ndrangheta

Continueranno a negare anche adesso? Probabilmente sì... si continuerà ad agevolare, di fatto, le attività delle organizzazioni mafiose in Liguria, perché gli interessi in gioco di un economia e politica spregiudicate non hanno limiti.
Poniamo questa domanda perché oggi è stata diffusa la Relazione della Procura Nazionale Antimafia che conferma quanto denunciamo da anni sul ruolo di crocevia per la 'ndrangheta che è rappresentanto dalla Liguria, con tutte le sue province. Conferma anche la presenza e le attività delle altre organizzazioni mafiose italiane come Cosa Nostra e Camorra... e conferma che è una presenza storica e diffusa. Insomma: quando lo dicevamo noi ci davano dei pazzi!
Si ripropongono le risultanze delle ultime attività investigative di cui abbiamo parlato ampiamente, così come dei provvedimenti di sequestro e confisca dei beni... E si afferma anche che, nel periodo in esame (ovvero tra il luglio 2009 ed il giugno 2010) la DDA di Genova ha subito variazioni che non ne hanno favorito la funzionalità!
La Liguria è una porta sul nord, lo sbocco al mare delle colonizzazioni settentrionali delle mafie ma anche un ponto per i traffici ed affari internazionali.
Da un lato si confermano, nelle attività svolte, i nomi già conosciuti delle cosche e dei principali esponenti delle cosche, ma vi è, in questa Relazione, ancora una volta, una mancanza: le risultanze sui rapporti con la politica e le pubbliche amministrazioni, sui fenomi di contiguità, quando non di connivenza e vero e proprio "voto di scambio", emersi da molteplici inchieste giudiziarie ed attività investigative.

Nei prossimi giorni ci torneremo e per ora pubblichiamo uno schema grafico che abbiamo realizzato sulla base di quanto emerge dai più recenti Atti ufficiali in merito ai rapporti che le organizzazioni mafiose che hanno colonizzato la Liguria hanno, con le altre regioni settentrionali e con i principali stati esteri (abbiamo omesso, naturalmente, i collegamenti con le "Terre d'origine" in quanto, almeno queste, dovrebbero essere chiare)... Sperando che la grafica aiuti più di tante pagine a dare l'idea che non c'è tempo da perdere per reagire!

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Tra Edilizia, Pompe Funebri ed una Villa frazionata nel "regno" del GULLACE

Il manifesto che annunciò la morte del Francesco FAZZARI...
In quello che il GULLACE "Nino" Carmelo (che ricordiamo conta a suo carico precedenti di Polizia e condanne per associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, detenzione e porto abusivo di armi, traffico di sostanze stupefacenti, sequestro di persona a scopo di estorsione, riciclaggio ed altro) considera il proprio territorio, in tandem con il FAMELI Antonio (mentre il Serafino segue gli investimenti esteri oltre oceano, ed altri buoni prestanome la Villa sull'Aurelia ed il Casinò Royale) ci sono sempre elementi passati e recenti che emergono. A volte basta un funerale per capire tante cose... ed il funerale di Francesco FAZZARI, come nel puro stile 'ndranghetista, ci dice ancora molte cose...

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Quelli del Negro meglio di un assicurazione... in mezza Liguria

Valter NegroNella "calda" riviera Ligure che va da Arenzano sino al confine, con i fuochi si è anche diffusa una leggenda (extra)metropolitana. Si racconta che ci sia solo un argine ai roghi che colpiscono stabilimenti balneari e porticcioli. Non sono ne i Vigili del Fuoco e nemmeno assicurazioni o "ronde" legaiole... nemmeno un pattugliamento diffuso delle Forze dell'Ordine che anche volendo non potrebbero farlo visti i continui tagli... e men che meno le denunce tempestive e mirate di chi subisce richieste estorsive... anche perché, come si sa, è praticamente una costante che ad ogni rogo o danneggiamento seguano immediate le dichiarazione delle vittime per cui non avrebbero mai ricevuto minacce o richieste, con conseguente identikit del colpevole: il vecchio frigo! Quel che si racconta, lungo la riviera che dal ponente genovese arriva sino all'imperiese, è che quando si chiamano a compiere i servigi di "vigilanza" negli stabilimenti e porticcioli "quelli" del (pluripregiudicato) Valter Negro tutto fila liscio senza alcun disturbo. Nelle terre dei Fameli, Fotia, Gullace & C, ovvero dei potenti "casati" dei Piromalli e dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti, dove c'è il Negro (dopo l'era di locali notturni e discoteche... con i suoi innumerevoli precedenti di polizia e condanne per droga, lesioni, furti... sino all'omicidio, che fanno "curriculum") si raggiunge una pax perfetta. Chissà come finirà questa leggenda (extra)metropolitana?

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Sequestri per la Scavo-Ter ed un arresto in casa Fotia...

http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=8725&Itemid=1
Comprare le paginate di pubblicità su Il Secolo XIX non è servito a distogliere l'attenzione che abbiamo puntato sulla famigliola che da Africo salì a Savona, costruendo un impero economico.
Non c'è stato nulla da fare per i Fotia... dopo esposti alla Procura di Savona, segnalazioni ai reparti investigativi e le pubblicazioni sul nostro sito, l'attenzione ha fatto centro! Ora, se Pietro Fotia ci aveva detto che loro ci apprezzano molto perché chi lavora bene loro lo apprezzano, ci apprezzeranno certamente di più... e noi, infatti, andiamo avanti senza alcun tentennamento. Ma veniamo alle news...

Nelle passate settimane sono scattati i sequestri nelle aree interessate dai lavori della Scavo-Ter per il cantiere dell'area ex Metalmetron di Via Stalingrado a Savona, ovvero quello della Unieco e della Alfa Costruzioni. Inchiesta e sequestri che sono partiti dall'area del gruppo Bagnasco a Paleta di Carcare si cui avevamo realizzato anche un appostamento per fotografare il via vai di camion dei Fotia che salivano a scaricare e che sono arrivati all'area ex Metalmetron a Savona di cui avevamo anche parlato nel libro "Tra la Via Emilia e il Clan". Sequestri disposti dalla Procura di Savona e che hanno come oggetto il trasporto e lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.

Adesso è stata la volta dell'arresto di Mario Versaci nella casa di Donato Fotia a Savona. Il Versaci è esponente della cosca Pelle di San Luca oggetto di un ordinanza di arresto del Gip di Reggio Calabria per l'indagine "Reale 3" della DDA di Reggio Calabria, relativa al voto di scambio per le ultime elezioni regionali in Calabria [clicca qui per leggere l'Ordinanza integrale].
La DDA di Reggio Calabria aveva inviato direttamente a Savona i ROS (a differenza di quanto avviene in Lombardia, dove può contare su un efficace DDA coordinata dalla pm Boccassini) per monitorare la casa dei Fotia (infatti nello stesso complesso residenziale di via Privata Olivetta abitano tutti e tre i fratelli Donato, Francesco e Pietro) e per evitare la fuga del Versaci (che stava preparandosi ad un viaggio negli Stati Uniti) hanno fatto irruzione e non hanno dato tempo per alcuna fuga...

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Quella Massoneria usata dai Fratelli di Sangue... tra troppi silenzi

Quella Massoneria usata dai Fratelli di Sangue... tra troppi silenziLa Massoneria non è più, da tempo, quella di Mazzini e Garibaldi. Ed in Italia la Massoneria è stata strumento ed è strumento di affermazione di un Potere diverso da quello dello Stato. Vuoi di volontà straniere (a partire dall'UK), vuoi del grande Potere finanziario internazionale, vuoi dei Poteri criminali nel vero senso del termine, mafiosi ed eversivi.

La pagina mai chiusa della Loggia Massonica P2 di Licio Gelli, strumento di intreccio di Potere criminale che vedeva l'allora Cosa Nostra - dominante tra le mafie italiane - sedere al tavolo dei convenuti, si è evoluta ed ha fatto ricchezza dei punti deboli che permisero di scoprirla e colpirla. In parallelo, e sempre di più, è stata la 'Ndrangheta ad usare, attraverso "i santisti", la massoneria per costruire e rafforzare rapporti e collaborazioni (un "dettaglio" sfuggito a Saviano nel suo monologo sulla 'ndrangheta).

Le inchieste in cui è emerso ed emerge il peso della Massoneria nella "colonizzazione" da parte delle mafie delle regioni del centro-nord Italia sono molteplici. E' nell'ambito dei rapporti massonici che gli uomini di mafia, i fratelli di sangue, consolidano le alleanze con i professionisti, i colletti bianchi e, spesso, anche con uomini dei settori di controllo, come agenti delle forze dell'ordine e magistrati, per garantirsi sodali e coperture per il grande riciclaggio, il controllo di appalti e concessioni pubbliche...

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Avanti il prossimo, la "Biella Scavi" vorrebbe l'omissis...

Uno dei cartelli dei cantieri della Genova Hi Tech dove opera la Biella Scavi
[AGGIORNAMENTO, AL 23.11.2010, IN CODA]
L'Avvocato Andrea Milani ci scrive (la lettera è riportata integralmente in coda) per dirci che "I richiami suddetti accomunano falsamente la Biella Scavi ai loschi figuri di cui in indagine da Voi riportata, ledendo l'onore ed il decoro dell'azienda e delle sue risorse; mi preme inoltre segnalare come le trscrizioni pubblicate (donde non è lecito ipotizzare un coinvolgimento della società da me assistita, essendo citata da quei loschi figuri di cui sopra senza comunicazione alcuna con la Biella Scavi o sue risorse), siano provento del reato di rivelazione del segreto d'ufficio, essendo atti d'indagine allo stato secretati; col che il loro utilizzo e la loro pubblicazione, oltre a diffamare la mia assistita, costituiscono anche altro reato".
Ma l'avvocato Andrea Milani dovrebbe sapere che le Ordinanze di Custodia Cautelare non sono atti secretati ed accusare qualcuno di violare il segreto istruttorio, quando questa violazione non vi è, costituisce reato di calunnia...

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Continua l'offensiva antimafia in Liguria. Tra cantieri a ponente e confische della DIA a Genova

Controlli nel Ponente e nuove confische dalla DIA a Genova...
Qualcuno continua a far l'antimafia mangiando pastasciutta convinto così di aver fatto la sua parte. Qualcun altro cerca la mafia, ma quella del secolo scorso, non vede quella devastante dell'oggi. Ed intanto qualche quotidiano, come La Stampa, nel ponente ligure titola le proprie locandine con il messaggio "La cappa delle inchieste soffoca la provincia di Imperia", e quindi non - si badi bene - "Mafia e corruzione soffocano l'imperiese ed il resto della Liguria". Alcuni partiti lanciano appelli per la pulizia, invitano a farla, sollecitano... ma non la fanno. Ma nonostante questo panorama l'azione di contrasto alle mafie continua.

Nei giorni scorsi la DIA è entrata nei cantieri dell'Aurelia Bis del ponente ligure, mentre la DDA di Torino è tornata nel Porto di Imperia ed ha incontrato la "nuova" Procura di Imperia che a differenza dell'ex Procuratore, Bernardo Di Mattei, i reati li vede e, quindi, li persegue, anche quando riguardano pezzi grossi come Claudio Scajola, il Bellavista Caltagirone e compagnia varia.
A Sanremo si va veloci verso il processo per il clan dei Pellegrino che però, intanto, vedono la loro società continuare ad operare come se nulla fosse, e mentre a Ventimiglia il Moio scorrazza, al porticciolo "attraccano" rifiuti speciali pericolosi, il Comune è in attesa della Commissione di Accesso richiesta dall'Arma dei Carabinieri, a seguito della nostra istanza al Prefetto.

Intanto oggi (tanto qualcuno continuerà comunque a pensava che i mafiosi girino con la coppola) si è reso evidente che Cosa Nostra ha saputo inserirsi bene nel tessuto genovese. Il Centro Operativo della DIA di Genova ha eseguito un decreto di sequestro e contestuale confisca di beni per un valore di oltre un milione di euro. Il provvedimento è scattato a carico di SECHI Roberto, 44enne genovese, già condannato in via definitiva per 416 bis ed appartenente alla decina di Cosa Nostra, emanazione dell'organizzazione capeggiata da Giuseppe "Piddu" Madonia. Tra i beni oggetto del provvedimento richiesto e ottenuto dalla DIA di Genova vi sono due creperie molto frequentate (una in Piazza Alimonda, alla Foce, ed un'altra di fronte allo stadio di Marassi, in corso De Stefanis), denominate "Chicco 1" e "Chicco 2", oltre alla "Locanda Lucia" (di Salita S.Paolo dalla Stazione Principe), un immobile a San Fruttuoso ed automezzi e moto. Per il dettaglio si invita a leggere il Comunicato Stampa ufficiale della DIA di Genova (in formato .pdf) che pubblichiamo integralmente clicca qui.

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Go-kart ad Albenga tra il boss Gullace ed un "dettaglio": nessuno vede che l'area e' vincolata

Approvata la pista di Go-Kart su un area percorsa dal fuoco, quindi vincolata[AGGIORNAMENTO IN CODA]
Ebbene si, gli Enti locali si piegano con costanza in questa Liguria. Siamo ad Albenga nel savonese ed i protagonisti sono i GULLACE-FAZZARI, la scenografia questa volta non è una cava o un cantiere, un sequestro di persona, un estorsione o un interramento di rifiuti tossici... questa volta è una pista di Go-Kart.

il boss Carmelo GULLACEIl boss Carmelo GULLACE con la consorte Giulia FAZZARI si lamentarono con un esponente del WWF savonese perché l'associazione ambientalista si opponeva a tutto quello che riguardava lui. Nella lista delle opere ostacolate ingiustamente (sic) secondo il boss vi erano, ad esempio, la Discarica di Campochiesa ,che con la SAMOTER volevano realizzare (ma la si è bloccata!) e una Pista di Go-Kart.

Nessuno aveva pensato che gli esponenti della famigliola della 'ndrangheta avessero interessi per una pista di Go-Kart, ma se lo dice lui perché non credergli? Perché mai dovrebbe mai "millantare" come suoi progetti di altro? Ed allora ci si guarda in giro e si trova che proprio nella Piana di Albenga, territorio considerato dalla cosca del GULLACE terra propria, vi è un progetto proprio per una pista di Go-Kart.

Il progetto è denominato "Centro Provinciale Polisportivo - Circuito delle Palme" ed è proposto da ARNALDI Roberto del Centro Provinciale Revisioni snc... che chissà cosa dirà in merito al fatto che il boss Carmelo GULLACE girovaga per dire che la pista di Go-Kart è sua. [e, come si vedrà nell'aggiornamento in coda, il titolare del progetto, ARNALDI non l'ha presa bena la notizia che Gullace e signora abbiano spacciato per loro quel progetto... e ci ha rapidamente comunicato non sono di non aver rapporti con il Gullace & C, ma che nemmeno li vuole avere] Ed entrando nel dettaglio della questione...

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Qualche risposta a Sindaci "gnorri" ed altri che: non vedono, non sentono e non parlano

C'è chi vuol fare lo gnorri...Adesso, reso pubblico da parte nostra l'ultimo grande tassello (quello sui FOTIA) che mancava per dare a tutti la possibilità di comprendere la situazione, ed emerso che la Prefettura di Imperia ha già avviato l'iter per il nostro articolato esposto, possiamo rispondere ai Sindaci che del fare gli gnorri hanno fatto un'arte... e rispondere anche a quanti si stanno, con loro, esibendo nel proporre scenari improponibili di "cospirazione" o di "generalizzazioni", nell'estremo tentativo di sostenere che "tutto va bene"...

Partiamo dal sindaco di CASTELLARO... ovvero dal signor CATITTI Alessandro, che afferma (rispondendo alla Casa della Legalità, ma guardandosi bene dall'inviarci la sua cosiddetta "risposta") di essere risentito che la notizia ed il contenuto della nostra richiesta di Commissione di Accesso presso il suo Comune, non sia stata resa nota a lui! Straordinario: se uno chiede una Commissione di Accesso perché vi sono elementi da approfondire sull'infiltrazione mafiosa in un Comune, prima di chiederlo formalmente al Prefetto, deve - secondo il Catitti, inviare con anticipo il dettaglio al Sindaco del Comune interessato...

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A Borghetto porci con le ali lasciano la villa Fazzari

Porci con le ali a Borghetto[IN CODA L'ARTICOLO DI MARCO PREVE SU REPUBBLICA]
Dopo anni in cui non gli diamo tregua, dopo esposti e denunce, dopo che il pm che seguiva la "partita" è stato trasferito a Мостар (Mostar) e l'ex Procuratore Capo di Savona si è spostato a Genova (alla DDA!), dopo l'arrivo a Savona del Procuratore Granero, dopo il nostro dossier inviato al Prefetto di Savona e l'attivazione del Pool Antimafia in Procura... il Comune di Borghetto Santo Spirito si è ricordato della Villa dei Fazzari-Gullace... e così nei giorni scorsi i due porci hanno lasciato.

Si, i due maiali che ancora erano nella struttura abusiva che dai primi anni doveva essere demolita sono svaniti, non sappiamo dove siano finiti... in un'altra area? macellati? Non si sà, l'importante è che non siano più lì! Questo avveniva dopo che Rita FAZZARI e Roberto ORLANDO hanno sgomberato la casa che ora, auspichiamo, venga demolita in fretta, chiudendo una pagina vergognosa di concessioni quasi ventennali ai FAZZARI-GULLACE...

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Il cerchio si stringe sui Gullace, Fazzari, Raso e C


[IN CODA ALL'ARTICOLO IL VIDEO CON I FRAMMENTI DA TOIRANO E BORGHETTO S.S.]

Roberto Orlando e Rita Fazzari davanti agli esponenti della Casa della LegalitàLa giornata di mobilitazione contro la cosca GULLACE-RASO-ALBANESE si è svolta regolarmente tra Toirano e Borghetto Santo Spirito, grazie alla risposta positiva della comunità che inizia a non voler più accettare quella presenza indegna dei Gullace, Fazzari & C, e grazie alla costante e massiccia presenza delle Forze dell'Ordine che hanno garantito la nostra sicurezza, soprattutto quando sono arrivati, quasi al termine dell'iniziativa, la Rita FAZZARI con il consorte Roberto ORLANDO (quello che ha il porto d'armi regolarmente rilasciato e mai ritirato!).
Avevamo già dato una breve descrizione della mattinata a Toirano, pubblicando anche online il testo integrale della lettera aperta distribuita e quindi avevamo già indicato sia la positiva risposta della comunità - già con diverse segnalazioni - sia la risposta un pochino meno positiva, ma comunque significativa - che ha sconcertato anche i giornalisti presenti -, che arrivava da un gruppo di calabresi al bar della piazza della Chiesa di S.Martino. Avevamo già anche segnalato la risposta del sostituto del Parroco che condivideva la necessità di non offrire spazi ai mafiosi, richiamando l'invito alla conversione che, ad Agrigento, venne portato da Giovanni Paolo II. Il pomeriggio a Borghetto Santo Spirito, l'iniziativa della Casa della Legalità, con la partecipazione del Movimento delle Agende Rosse di Genova e del Meetup 20 Genova, si può dire essere stato più "caldo"...

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Isolare gli uomini di mafia, come i Gullace, Fazzari, Raso e C.

Carmelo GullaceSAVONA - Oggi l'Ufficio di Presidenza della Casa della Legalità, insieme ad attivisti del Movimento delle Agende Rosse, ha compiuto un nuovo "blitz" nel savonese. Se qualcuno pensava che con le nuove minacce ed intimidazioni poteva fermarci o frenarci, si sbagliava di grosso. Questa mattina a Toirano, davanti alla Chiesa di S. Martino, con presidio delle Forze dell'Ordine in divisa ed in borghese, abbiamo distribuito una lettera aperta alla comunità del paese ed al Parroco (oggi pomeriggio sarà la volta di Borghetto Santo Spirito), ed abbiamo effettuato una conferenza stampa pubblica. Grande parte dei cittadini ha letto con attenzione il volantino testimoniando di concordare (alcuni ne chiedevano altre copie da diffondere, mentre altri hanno già fatto alcune segnalazioni), mentre un groppuscolo, radunatosi nel bar davanti alla Chiesa, si è contraddistinto in alcune urla come "Viva la Mafia" e "La mafia da lavoro e soldi", oltre ad intercalare l'intervento pubblico del Presidente della Casa della Legalità, che illustrava chi fossero il Carmelo Gullace & C, con frasi del tipo: "Questo che cazzo vuole", "Questo che cazzo fa" e "Questo è informato"... Il Parroco non c'era ma il suo sostituto ha detto di concordare sul fatto che la Chiesa debba dire con chiarezza che la mafia è il male ed ha auspicato anche una modifica del Codice del Diritto Ecclesiastico finalizzata ad arginare in modo significativo l'uso che viene fatto della "fede" dai mafiosi. Ecco di seguito il testo della Lettera Aperta distribuita questa mattina (per il formato .pdf - clicca qui)...

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Allarme cosche in Liguria a Savona pool antimafia

Non si ferma l'offensiva contro le mafieA seguito delle iniziative promosse dalla Casa della Legalità, quelle di sensibilizzazione e denuncia pubblica e quelle di segnalazione e denuncia presso la Procura, i reparti investigati e la Prefettura, anche nel savonese si è rotta l'omertà istituzionale. Se un anno fa un pm poteva permettersi di affermare che le mafie lì non esiste e chi diceva il contrario il signor pm lo tacciava di essere ignorante o in mala fede, oggi la risposta è ben diversa! E se la Prefettura di Savona ha avviato le verifiche sul dossier che abbiamo inviato, anche il Procuratore capo di Savona, il dott. Granero, non ha fatto attendere una risposta chiara e concreta: costituire presso la Procura un pool antimafia di agenti scelti tra Finanza, Polizia e Carabinieri. Il Secolo XIX ha reso pubblica questa decisione con un'intervista al Procuratore, che riportiamo in coda...

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I Fotia, cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti, a Savona tanto amati...

L'entrata del deposito della SCAVO-TER, con targa SAVONA - Oggi come Ufficio di Presidenza siamo stati tra Savona e Vado Ligure per scattare alcune foto, tra queste quelle degli uffici, dei mezzi e del costruendo nuovo capannone della SCAVO-TER dei FOTIA. Naturalmente sempre rigorosamente dall'esterno. Arrivati all'ultima tappa, il deposito dei mezzi adiacente la discarica di Bossarino, a Vado Ligure, arriva un ragazzo che chiede chi siamo. Il Presidente della Casa della Legalità, Abbondanza, gli risponde: se lei mi dice chi è, io le dico chi sono, altrimenti visto che non è un pubblico ufficiale, non avrà risposta. Lo stesso ragazzino dice: ma io so chi sei! E si appoggia alla macchina per impedirci eventualmente di andarcene, si mette al telefono e dice: "venite qui subito, è urgente". Noi che scappiamo davanti a certi personaggi forse lo hanno visto in qualche film, e così ci accostiamo al bordo della strada (dopo aver convinto il ragazzo a staccarsi dalla portella a cui si era aggrappato dicendo "Dove volete andare?!?"). Noi intanto abbiamo avvisato immediatamente la Questura ed il 113. Poco dopo arrivano due pattuglie della Polizia di Stato ed una dei Carabinieri (che ringraziamo fortemente). Che procedono ad acquisire le informazioni sull'accaduto e dicono che noi potevano andarcene quando volevamo senza alcun problema. Il ragazzo che si qualificava come "il nipote di FOTIA" alla domanda di chi avesse chiamato dice che aveva chiamato "Pietro FOTIA, il titolare della SCAVO-TER"... a quel punto gli domandiamo "Ma come Pietro FOTIA, titolare della SCAVO-TER? Non risulta più in quella società da tempo" ed il ragazzo si corregge "di Donato FOTIA" ("Ciccio" se l'è dimenticato)... A quel punto arrivano due macchine: una con Pietro FOTIA alla guida e Francesco "Ciccio" FOTIA, l'altra con Donato FOTIA. Ancora prima di scendere dall'auto Pietro FOTIA saluta il presidente della Casa della Legalità e quando scende si scusava per il nipote e dice che se volevamo entrare anche dentro le loro sedi non vi era problema, che lui vorrebbe parlarci se Abbondanza va da lui in ufficio. Abbondanza gli risponde che se hanno qualcosa da dirci lo possono scrivere tranquillamente perché il parlato passa, lo scritto resta! Pietro FOTIA insiste che preferisce una bella chiacchierata ed aggiunge che loro apprezzano molto quello che facciamo come Casa della Legalità, perché quando uno lavora bene loro lo apprezzano... dice. A quel punto sono stati chiesti i documenti ai tre frattelli FOTIA intervenuti per darci il loro "caloroso" benvenuto (Pietro FOTIA non aveva dietro i documenti ma un ispettore della Polizia di Stato gli dice "non c'è problema, la conosco io"). Ed intanto noi, scortati da una pattuglia della Polizia di Stato raggiungiamo l'Autostrada...
Questo è Vado Ligure, a Savona, in Liguria - Nord Italia... e questo è un incontro con i FOTIA, della cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI, che ora vi raccontiamo, pubblicando in anteprima il capitolo a loro dedicato del prossimo "Quaderno dell'Attenzione", attualmente in lavorazione, e che sarà dedicato ai grandi business della 'ndrangheta tra Calabria, Lombardia e Liguria... quindi buona lettura...

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A Loano per ribadire, davanti a FAMELI, che "la mafia e' una montagna di merda"



Le cosche che dominano dal savoneseIeri a Loano è andata bene, grazie alla presenza non solo di molti "banditi", ma soprattutto per la presenza in massa degli agenti della Polizia di Stato della Digos, dei Carabinieri (in divisa ed in borghese) e della Polizia Municipale (c'era anche la giovane agente che l'8 luglio si è fatta in quattro per difenderci dall'aggressione, non abbiamo visto invece l'agente "placca 09" che la prima aggressione disse di non averla vista e quando scattò la seconda si allontanò)...
Abbiamo distribuito la nota stampa [in formato .pdf - clicca qui] ed abbiamo detto chi è Antonio FAMELI e ribadito, per nome e cognome, la pesante infiltrazione della 'ndrangheta nel savonese. Al FAMELI gli abbiamo detto in faccia non solo che lui è un "signor nessuno", ma anche, come ci ha insegnato Peppino Impastato, che "la mafia è una montagna di merda"! Abbiamo detto chiaramente che la prima risposta deve essere quella dei cittadini, che non devono temerlo e devono fargli invece sentire tutto il disprezzo sociale possibile, perché poi lo Stato c'è per fare la sua parte, a partire dall'aggressione al patrimonio illecito con la confisca dei beni (anche se intestati a prestanome). Lui non l'ha presa proprio bene, ma questa volta non ha potuto aggredirci... oggi lo Stato c'era ed ha dimostrato che FAMELI non è la Legge a Loano o altrove! Girava avanti e indietro, con nipotine al seguito... aveva stampato in faccia il "ghigno" tipico di chi sta per esplodere... Forse incomincia a capire che la comunità ormai sa che non deve più chinare il capo davanti a lui! Ed abbiamo ribadito anche che occorre segnalare e denunciare senza timori certi signori, come abbiamo fatto noi e per fortuna anche altri... Abbiamo ricordato che il grande riciclaggio passa dietro a molte delle grandi speculazioni edilizie, alle colate di cemento che devastano la regione e che occorre quindi non solo individuare e colpire i mafiosi ma anche quei pubblici amministratori che hanno aperto la porta alle mafie!

Sul savonese leggi gli ultimi articoli pubblicati:

Il boss Antonio FAMELI, ci aggredisce e si becca una denuncia

Ma il fulcro della mafia ligure e' nel savonese

lo speciale "Carmelo Gullace & C... 'ndranghetisti di riviera"

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Il boss Antonio FAMELI, ci aggredisce e si becca una denuncia

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Il boss Antonio FAMELI ha dato prova del suo livello di "civiltà". Lo ha fatto alla luce del sole, lungo l'Aurelia trafficata per l'estate che porta sulla riviera turisti da ogni dove. Lui, l'uomo del clan dei PIROMALLI, non sopporta essere indicato, essere messo al "bando" e reagisce con la prepotenza e la violenza, cercando di affermare che è lui che comanda e fa quel che vuole. Ma non è così, e come Casa della Leglità abbiamo dimostrato che si può non solo non chinare il capo, ma nemmeno retrocedere di un millimetro. I bei tempi di quando alcune persone raccontano di cene con personaggi importanti e insospettabili nella rivera savonese, sono finiti per il signor FAMELI, che intanto si becca una bella denuncia per minacce, aggressione e violenza privata. Nulla hanno pututo, per tutelarlo, nemmeno le disposizioni che a Loano hanno anticipato il "bavaglio". Comunque ecco la cronaca dell'aggressione di ieri (con alcune foto) ed un breve significativo profilo del FAMELI...

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Indicarli, puntargli sopra l'attenzione e colpirli... uno ad uno ed a Loano FAMELI ci aggredisce....

L'Antonio FAMELI ai tempi addietroAGGIORNATO CON ALCUNE IMMAGINI SULL'AGGRESSIONE DI LOANO
E' l'unico modo per spingere ad una azione di prevenzione e repressione su larga scala contro gli uomini delle cosche mafiose. E' l'unico modo per far crollare la loro capacità intimidatoria e spezzare l'omertà. E' l'unica modo per metterli all'indice facendogli sentire che per loro c'è solo disprezzo. Serve farli venire allo scoperto, farli emergere dall'insabbiamento con cui si sono mimetizzati per continuare i loro sporchi affari, da quelli più prettamente criminali a quelli di infiltrazione e radicamento nell'economia locale, nel tessuto commerciale... per rendere evidenti le loro "protezioni" dall'ambiente politico, amministrativo, economico ed anche di alcuni pezzi dei settori di controllo.
E se questa è la strada che rafforza la possibilità di rendere evidenti le commistioni di interessi e le complicità, anche se c'è da correre qualche rischio, come sempre da buoni "banditi", si va avanti... e che sfuggano come il GANGEMI o aggrediscano come il FAMELI sappiano che non ci facciamo intimidire...

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La riviera delle cosche, perche' qualcuno gli ha aperto la porta

In Liguria e nelle sue riviere le mafie han trovato una porta aperta
DALLA CONFERENZA STAMPA PUBBLICA DI SABATO 26.06.2010
IN PIAZZA BRESCA A SANREMO

Le mafie per riciclare e gestire i propri traffici hanno saputo ramificarsi su tutto il territorio nazionale ed a livello internazionale. La Liguria da decenni ha visto l'infiltrazione, ormai sta vivendo una realtà in cui le mafie si sono radicate nei territori, entrando e condizionando l'economia locale così come anche il voto e quindi alcune scelte delle pubbliche amministrazioni. Hanno saputo radicarsi sfruttando la mimetizzazione in quei luoghi dove era consistente la presenza della comunità delle loro terre di origine, ma anche offrendo "risposta" alle richieste di "mercato". Chi compra droga alimenta le mafie; chi compra la merce contraffatta alimenta le mafie; chi gioca d'azzardo alimenta le mafie; chi compra sesso a pagamento da persone sfruttate alimenta le mafie... così come le pubbliche amministrazioni e le imprese che richiedono lavori a basso costo, con lavoratori in nero gestiti dai "caporali", alimentano le mafie; le pubbliche amministrazioni e le imprese che per risparmiare usano le forniture depotenziate e scadenti gestite dalle cosche, alimentano le mafie; le pubbliche amministrazioni e le imprese che per smaltire rifiuti tossici o effettuare finte bonifiche si serve dei "servizi" delle società dei clan, alimentano le mafie. Ecco alcuni esempi di come si è aperta la porta delle riviere e dell'intera Liguria alle organizzazioni mafiose...

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Mafia in Liguria, la risposta ipocrita dei politici, gli danno gli appalti e poi fanno la fiaccolata

Le Pare proprio che non la vogliano capire, o meglio sanno ma fanno finta di nulla e si inventano una "Fiaccolata per la Legalità". Questi sono i politici in Liguria e questa è l'antimafia da corteo, cioè l'ipocrisia totale: prima gli danno quello che vogliono e poi fanno le parate contro.
Alcuni giorni fa abbiamo scritto un analisi attenta della situazione ligure, basata su fatti noti da anni. E' un esposizione ancorata alle risultanze delle inchieste e delle attività investigativa, non su opinioni o suggestioni. E' stata pubblicata dal sito de Il Secolo XIX leggibile a tutti. Ma i partiti, i politici hanno fatto finta nulla e sulla situazione del Ponente ligure hanno partorito un topolino... un topolino già morto: una "fiaccolata" da fare tutti insieme appassionatamente per dirci che si fa lotta alla mafia. Sono ridicoli, anzi vergognosi... e con questa ipocrisia sono anche pericolosi.
Ed ecco perché, schematicamente, con qualche esempio...

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Ma il fulcro della mafia ligure e' nel savonese

In Liguria quei due volti delle mafie, quello violento e quello degli affariCon le ultime operazioni antimafia in Liguria chi sosteneva che questo territorio fosse "indenne" da certe presenze è stato smentito. Vi è però il rischio che le mafie riescano a "deviare" le attenzioni su alcuni sacrificabili per tutelare quello che per loro conta: gli affari.

Ecco cosa potrebbe celarsi dietro agli episodi eclatanti del ponente ligure che hanno fatto uscire dall'invisibilità tanto perseguita le cosche calabresi. Per evitarlo non basta l'azione dei giudici, ma serve l'attenzione sociale e mediatica, capace di far emergere quanto è avvolto dal silenzio, non solo per aiutare le indagini ma anche per far sentire un rigetto sociale verso le mafie e le loro indicibili alleanze e coperture...
continua a leggere l'articolo sul sito de Il Secolo XIX

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Mafia e Affari - I colossi di Legacoop vogliono il silenzio...

I colossi di Legacoop vogliono il silenzio...


Il quotidiano "l'Informazione" di Reggio Emilia ha pubblicato ieri un ampio articolo in cui si riprende, dal libro "Tra la via Emilia e il Clan", la questione degli incarichi costanti dati dalle grandi cooperative emiliane - Coopsette ed Unieco - a società di famiglie che la Direzione Investigativa Antimafia, la Procura Nazionale Antimafia e la Commissione Antimafia indica da anni ed anni come famiglia di mafia - Fotia e Mamone -. Ricorda che esiste un attività giudiziaria su queste famiglie e le attività delle loro società, come anche permane costante un'attenzione investigativa. Quindi non fa altro che fotografare una realtà dei fatti. Una realtà documentata da lungo tempo, ad esempio, sul sito internet della Casa della Legalità - www.casadellalegalita.org -.
La reazione di Coopsette ed Unieco è stata quella della minaccia di querela e quant'altro per "tutelarsi". Cioè non nega tali rapporti, ritiene diffamatorio e offensivo che questi rapporti vengano indicati, come se fosse responsabilità di chi li indica ed elenca il fatto che pur sapendo (ormai non possono dire che non lo sanno) chi siano quegli "imprenditori", i Mamone ed i Fotia, le due grandi cooperative continuano ad incaricarli di movimenti terra, demolizione e scavi...

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Tra cave e cantieri ecco la Scavo-Ter dei Fotia

I Fotia nei cantieri Ferrovial... e non soloLa famiglia Fotia è famiglia di Africo... ed famiglia di 'ndrangheta. In Liguria i Fotia sono la SCAVO-TER, quindi imprenditori che si son fatti da soli. Operano principalmente in quel ponente dove il racket incendia i mezzi nei cantieri, ma non in quelli dei Fotia, dei Fazzari & Gullace (o degli amici Mamone, Guarnaccia e Stefanelli). No, quando gli appalti e le concessioni le hanno loro, tutto fila liscio, anzi di più, perché vi è come una rincorsa da parte delle Pubbliche Amministrazioni, sino alla Regione Liguria, a far sì che tutto vada sempre nel verso giusto. Ma da quando alla Procura di Savona è arrivato, al posto di Vincenzo Scolastico (ora alla DDA di Genova dove pare attenda il pm Alberto Landolfi - che dice che la mafia in Liguria non c'è ma si dice voglia entrare nell'Antimafia in Liguria-), il dott. Granero qualche problema i signori ce l'hanno... a pertire dall'attenzione che adesso viene posta su certi affari tra concessioni, appalti/subappalti e forniture...

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I Gullace e Fazzari sappiano di non fare paura

Carmelo Gullace nella Cava di BalestrinoDi seguito il testo del volantino che abbiamo distribuito oggi a Toirano, a Borghetto Santo Spirito e a Loano... perché le persone devono sapere che questi GULLACE & FAZZARI sono signori nessuno, che ormai sono finiti. Non c'è da aver paura, li si può denunciare per quello che fanno di illecito, li si può denunciare se intimidiscono... li si può soprattutto e prima di tutto isolare socialmente, loro ed i loro sodali dai FAMELI, ai MAMONE, ai FOTIA... a tutta la banda RASO-GULLACE-ALBANESE. Si può non assegnargli appalti o subappalti, incarichi o concessioni pubbliche. Si può perché la mafia può essere sconfitta... come hanno dimostrato le recenti indagini e operazioni, in particolare della DIA e della Guardia di Finanza, li si può colpire con misure di prevenzione, con l'aggressione ai patrimoni tramite sequestro e poi confisca... La cosa più importante però è rompere la base della loro "forza" cioè il silenzio (e per questo li indichiamo puntandogli addosso i riflettori), la paura (per questo noi stessi dimostriamo che è possibile indicarli e denunciarli senza subire ritorsioni), l'omertà (chi subisce, chi vede, chi sa deve e può dirlo alle competenti autorità, ai preparati reparti dello Stato come DIA e Guardia di Finanza). A breve, sulla vicenda GULLACE-FAZZARI, già la prossima settimana pubblicheremo altre novità, oltre a quelle che, rispetto a quanto già scritto, abbiamo inserito nel volantino distribuito oggi in quelli che questi signori nessuno vorrebbero ancora considerare il "loro" territorio...

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Quando qualcuno dice "no"... alla famiglia ed a Gullace


Carmelo Gullace nella Cava CO.MI.TO. - SA.MO.TER.Quando si dice che per capire certe cose bisogna entrarci dentro, sviscerarle... si dice una cosa vera. E per farlo bisogna, a volte, forzare, rischiare... E' l'unico modo per comprendere chiaramente il contorno ed i protagonisti. Ecco dunque che, ancora una volta, entriamo dentro a quello che è il clan di Carmelo GULLACE e dei FAZZARI.

Da tempo avevamo messo in evidenza il forte indiscusso legame tra Carmelo GULLACE con i MAMONE, sottolineando sia il legame "parentale" tra il clan GULLACE-RASO-ALBANESE per il matrimonio tra Luigi MAMONE con una RASO, Alba, sia per legame di "cerimonia religiosa" visto che Carmelo GULLACE è padrino dei figli di Vincenzo MAMONE, sia per la figura di Silvio CRISCINO (la moglie di Criscino, Angela MAMONE era sposata precedentemente con un RASO) con la catena di torrefazione automatica, sia con Gino MAMONE e la ECO.GE...

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Carmelo Gullace ed i Fazzari... storie di 'ndranghetisti di riviera

Non lo nomina nessuno, tutti conoscono il suo spessore criminale e tacciono mentre è tornato libero di girovagare e fare quello che vuole. Si tratta di Carmelo GULLACE, pluricondannato della cosca RASO-GULLACE-ALBANESE. Lui opera con i FAZZARI a cui è legato... sua moglie è FAZZARI e poi da quando è tornato libero, gira per curare alcune "relazioni" della società SAMOTER, dicendosi persona "pulita" e scaricando la colpa della vecchia cava dei veleni sul vecchio FAZZARI che intanto, guarda che caso non può più rispondere perché morto e sepolto (con tanto di manifesti funebri sino in Valpolcevera)...

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Agguato a Toirano... netta terra di potenti 'ndranghetisti

Quattro colpi senza silenziatore sparati nella prima serata nel centro di Toirano, nel savonese, per gambizzare, mentre passeggiava con la moglie ed il cane, un uomo operante nel settore finanziario, ex lavoratore delle banche Carige e Antonveneta, settore in cui opera anche il fratello come dirigente di banca ad Albenga. Due uomini con casco integrale scendono da un motoveicolo, sparano e poi si dileguano. Una tipologia di agguato dalle caratteristiche tipicamente mafiose che considerando il territorio in cui si è consumato dovrebbe spingere ad approfondite indagine sull'ambiente massonico-mafioso...

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